Un Paese più semplice, efficiente e trasparente: questo è l’obiettivo che il Governo italiano si è dato con il ciclo di riforme iniziato nel 2014. La riforma della pubblica amministrazione è centrale in questo processo di cambiamento. Nata da una consultazione pubblica – circa 40mila mail di commenti e proposte analizzate a inizio 2014 – vuole fare della PA italiana un motore di crescita e opportunità per cittadini e imprese, investendo sull’innovazione e restituendo ai cittadini regole e tempi di decisione certi.

Per il nostro Governo l’Open Government, con i suoi principi ispiratori di trasparenza, cittadinanza digitale, partecipazione dei cittadini e accountability, rientra pienamente negli obiettivi complessivi di riforma della pubblica amministrazione, anche per riavvicinare i cittadini alle istituzioni.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, nel suo discorso di insediamento aveva annunciato, tra gli obiettivi del Governo, una “rivoluzione nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione tale per cui il cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante”.

Per questo, negli ultimi anni, sono state già avviate iniziative come i siti “open”: Soldipubblici, Opencantieri, OpenExpo, che consentono ai cittadini di monitorare l’uso delle risorse pubbliche in maniera efficace.

Sul fronte della cittadinanza digitale è già attivo SPID, l’identità digitale unica per accedere ai servizi online delle PA e consentire alle persone di interagire in maniera semplice e trasparente con la pubblica amministrazione. Già oggi i servizi di diverse amministrazioni sono accessibili tramite SPID. Il processo sarà completato entro la fine del 2017.

A giugno il Governo ha introdotto una grande novità in materia di trasparenza, approvando una legislazione sul modello del Freedom of Information Act. Viene riconosciuto ai cittadini, per la prima volta in Italia, il diritto di conoscere dati e documenti pubblici senza dover dimostrare un interesse soggettivo, come già avviene nelle democrazie più avanzate. Si tratta di una novità di grande rilievo, fortemente voluta dal Governo e che ha anche visto la partecipazione attiva di tutte le associazioni e gli esponenti della società civile impegnati da tempo sul tema.

A partire da queste innovazioni, abbiamo voluto rilanciare con forza l’impegno dell’Italia all’interno dell’Open Government Partnership, per candidarci ad essere tra i paesi leader sui temi della trasparenza, della cittadinanza digitale e della partecipazione.

Per la redazione del terzo Action Plan italiano abbiamo istituito il primo Forum nazionale sull’Open Government, che ha affiancato il tavolo di lavoro delle amministrazioni centrali e locali. Il Forum ha visto la partecipazione di oltre 50 organizzazioni provenienti dall’associazionismo, dal mondo universitario, dai centri di ricerca, dalle associazioni di consumatori e di categoria, le quali hanno attivamente lavorato in collaborazione con le amministrazioni pubbliche nel proporre e redigere le azioni contenute nell’Action Plan. La collaborazione con la società civile ha fornito indicazioni e proposte concrete su molti temi: l’attuazione del Foia, il coinvolgimento della società civile nel progetto SPID, la crescita della pubblicazione e dell’uso dei dati pubblici, la collaborazione tra start up e pubbliche amministrazioni, il ruolo dei giovani come avanguardia nei processi di innovazione.

Si tratta, quindi, di un impegno importante per il nostro Paese e i risultati sono certamente apprezzabili: abbiamo quintuplicato il numero di azioni rispetto al piano precedente, con il coinvolgimento attivo di oltre venti amministrazioni pubbliche che, indipendentemente dalle maggioranze politiche, hanno aderito con convinzione e impegno all’invito del Governo ad essere parte di un importante processo di cambiamento per il Paese.

Le azioni che compongono il piano verranno sottoposte ad una consultazione pubblica che terminerà il 30 di agosto e saranno poi oggetto di un costante monitoraggio insieme ai componenti del Forum. Da settembre inizierà la fase attuativa, con l’obiettivo di giungere all’incontro di Parigi con tutti i 70 Paesi partecipanti, fissato nel prossimo mese di dicembre, con i primi risultati delle azioni previste.