5. Conclusioni

Lezioni apprese

L’impegno preso dal Dipartimento della funzione pubblica quale coordinatore della partecipazione italiana in OGP e dalle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nell’attuazione delle azioni è stato fortemente sostenuto dalle regole definite in ambito OGP e più ancora dal metodo adottato e formalizzato per la consultazione del Forum e il monitoraggio delle azioni. Legittime difficoltà sono state riscontrate da organizzazioni della società civile a prendere parte attivamente, in presenza o a distanza, a tutti gli appuntamenti/iniziative/consultazioni organizzate e su questo un confronto, anche con la Support Unit di OGP, è stato avviato per investigare possibili soluzioni.

L’impegno preso e la trasparenza e natura dialogante dell’intero processo hanno consentito a coloro che sono più coinvolti nel processo italiano per l’OGP, e al Team OGP costituito presso il Dipartimento della funzione pubblica, di divenire un punto di riferimento, anche fuori da previsioni normative, su diversi temi legati ai processi di apertura delle amministrazioni come FOIA, la realizzazione di consultazioni e l’effettivo cambiamento verso un modello di amministrazione dialogante.

Il contesto più ampio delle politiche di riforma in Italia e i prossimi passi in OGP

Le azioni intraprese con il Piano d’azione per l’open government si ineriscono in un più ampio contesto di riforma dell’amministrazione italiana intrapreso dal Governo italiano.

Passaggi rilevanti del lavoro di riforma sono stati sul fronte della trasparenza e della partecipazione che è parte integrante della riforma dalla pubblica amministrazione che ha come obiettivo complessivo quello di cambiare radicalmente il rapporto tra cittadini e amministrazione, consentendo alle persone di interagire con la PA in modo più semplice, collaborativo e trasparente.

In particolare il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017–2019 è un passaggio particolare nel percorso di attuazione della digitalizzazione del Paese. Esso è il documento, ad indirizzo strategico ed economico con cui si definisce il modello di riferimento per lo sviluppo dell’informatica pubblica italiana e la strategia operativa di trasformazione digitale del Paese. Approvato dal Presidente del Consiglio dei Ministri, il Piano – realizzato da AgID e dal Team per la trasformazione digitale- coordina le attività dei 4,6 mld circa che provengono da finanziamenti nazionali e comunitari, stanziati per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia per la crescita digitale rispetto alla riqualificazione della spesa ICT.

4 Commenti

  1. Leonardo Ferrante

    Una soluzione è definire con chiarezza le tappe del processo d’inclusione della società civile, per evitare aspettative non congrue.
    Sicuramente, che il tavolo OGP possa divenire anche momento d’introntro tra civico e istituzioni è un obiettivo da provare a perseguire (fermo restando che possano esistere relazioni previe).
    Si propone migliore piattaforma per la presenza in remoto, considerando la non perfetta qualità audio.
    Si propone di destinare risorse per i viaggi (non tutte le organizzazioni hanno base romana) almeno in occasioni rilevanti.Reference

  2. Leonardo Ferrante

    Si propone di ridurre il numero di azioni, preferendo invece poche azioni ma dall’impatto nazionale, che generino un cambio di paradigma dal quale non poter più tornare indietro, e non una (ennesima) buona pratica, non in grado di generare impatto oltre i propri confini.Reference

  3. Leonardo Ferrante

    Mi preme ritornare sulla questione della partecipazione civica: indubbiamente è stata scoraggiata da un processo nato bene (la raccolta di proposte dal basso), ma probabilmente sviato nel momento in cui si è avuta la bozza di piano in assenza di confronto tra istituzioni e realtà associative.
    È importante che si comprenda che il ritrarsi della società civile non è stato solamente per questioni logistiche, quanto per queste incomprensioni metodologiche.
    Come proposta, occorrerebbe che il primo punto dell’OGP sia sulla discussione delle forme di partecipazione e cooperazione dell’OGP tra pubblico e civico.
    Il processo dell’OGP è fondamentale, da preservare e da incoraggiare: rimuovendo queste difficoltà e migliorando l’impatto delle azioni (poche azioni, di carattere nazionale; non buone pratiche locali) può davvero generare un cambio di paradigma.

  4. Enrico Alletto

    Sarebbe utile iniziare a delineare in che modo OGP potrà operare in collaborazione con il Team per la Trasformazione Digitale del nuovo commissario Luca Attias. Non mi dispiacerebbe assistere ad una cooperazione operativa tra la società civile che prendere parte al forum e il Team. Grazie e buon lavoro!