1. Introduzione

Quando a giugno 2016 abbiamo voluto rilanciare con forza l’impegno dell’Italia all’interno dell’Open Government Partnership, il nostro obiettivo principale era quello rendere le PA italiane più vicine agli utenti e di migliorare il rapporto tra PA e cittadini lavorando sui temi della trasparenza, della cittadinanza digitale e della partecipazione. Il terzo ciclo italiano in OGP ha visto crescere l’ambizione, grazie all’impegno del Governo, rispetto ai precedenti cicli con un numero di azioni più importanti e con molte iniziative di portata generale e di sistema come quelle sulla consultazione, sull’attuazione del Foia, sulla realizzazione di agende pubbliche per vertici politici e infine sui dati aperti.

Siamo partiti chiamando amministrazioni e società civile a collaborare, insieme, per un piano ambizioso e sfidante ma, allo stesso tempo, necessario all’interno del più ampio ciclo di riforme della Pubblica Amministrazione iniziato nel 2014.

Alle 34 azioni del Piano originario se ne sono aggiunte 6 dell’Addendum, abbiamo creato una metodologia divenuta buona prassi, un tavolo permanente di confronto e lavoro comune con la società civile – l’Open Government Forum -, realtà locali e centrali impegnate in azioni di trasparenza e accountability e alcune punte di diamante come Open Coesione, Open Cantieri, il FOIA. La bontà dell’iniziativa ha suscitato l’interesse anche di altre PA inizialmente non coinvolte nell’esercizio e a giugno 2017 è stato presentato un Addendum con nuove azioni, una delle quali del Senato della Repubblica, portando complessivamente il numero delle azioni a 40.

In coerenza con questo percorso, il Governo ha presentato nel 2017 la candidatura dell’Italia per entrare nel Comitato direttivo di OGP, organismo che indirizza e governa la partnership e che è di natura mista, con rappresentati di Governi e della società civile. L’Italia, dopo essere stata votata dagli altri Stati, è stata ammessa nel consesso e il mandato è effettivo a partire da ottobre 2017 e per una durata di tre anni. E’ questo, per il nostro Paese, un riconoscimento per il percorso di riforma intrapreso e un’opportunità per condividere con più efficacia la visione italiana di modernizzazione e apertura delle Istituzioni con i Paesi partner. In quanto membro del Comitato direttivo l’Italia è co-Chair del Criteria and Standards SubCommittee.

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *