5. Confronto tra pari e apprendimento a livello internazionale – 6. Conclusioni

Questa sezione fa parte del Rapporto di metà mandato sul 3° Piano d’Azione ed è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 5 settembre 2017 al 19 settembre 2017

5. Confronto tra pari e apprendimento a livello internazionale

La maggiore consapevolezza dell’impegno per l’open government in Italia ha portato ad avere uno scambio di informazioni, soprattutto con Paesi europei, anche non in OGP, per un confronto sulle pratiche adottate. In ambito OCSE il confronto sui temi dell’open government è avanzato e l’Italia prende parte al Gruppo di lavoro ad hoc creato per contribuire alla stesura di una Raccomandazione OCSE sul tema e portare avanti il lavoro di identificazione di indicatori adeguati per l’open government.


 

6. Conclusioni

A. Lezioni apprese

L’impegno preso dal Dipartimento della funzione pubblica quale coordinatore della partecipazione italiana in OGP e dalle Pubbliche Amministrazioni coinvolte nell’attuazione delle azioni è stato fortemente sostenuto dalle regole definite in ambito OGP e più ancora dal metodo adottato e formalizzato per la consultazione del Forum e il monitoraggio delle azioni. Legittime difficoltà sono state riscontrate da molte organizzazioni della società civile a prendere parte attivamente, in presenza o a distanza, a tutti gli appuntamenti/iniziative/consultazioni organizzate e su questo un confronto, anche con la Support Unit di OGP, è stato avviato per investigare possibili soluzioni.

L’impegno preso e la trasparenza e natura dialogante dell’intero processo hanno consentito a coloro che sono più coinvolti nel processo italiano per l’OGP, e al Team OGP costituito presso il Dipartimento della funzione pubblica, di divenire un punto di riferimento, anche fuori da previsioni normative, su diversi temi legati ai processi di apertura delle amministrazioni come FOIA, la realizzazione di consultazioni e l’effettivo cambiamento verso un modello di amministrazione dialogante.

B. Il contesto più ampio delle politiche di riforma in Italia e i prossimi passi in OGP

Le azioni intraprese con il Piano d’azione per l’open goverment si ineriscono in un più ampio contesto di riforma dell’amministrazione italiana intrapreso dall’attuale e dal precedente Governo italiano.

I principali obiettivi dell’organico disegno di riforma sono la semplificazione della regolazione esistente e la riorganizzazione del pubblico impiego, al fine di rendere più efficiente e trasparente il rapporto con cittadini e imprese e rafforzare la competitività del Paese. I provvedimenti riformano a largo spettro la struttura della PA, andando a migliorare le aree di azione della stessa e cercando di risolvere i colli di bottiglia che nel tempo ne hanno limitato l’azione. In particolare, essi riguardano la semplificazione del quadro normativo, attraverso l’abolizione di norme esistenti, il codice dell’amministrazione digitale, la nuova Conferenza dei Servizi, la segnalazione certificata di nuova attività (SCIA e SCIA 2), le Società partecipate dallo Stato, la prevenzione della corruzione e trasparenza e l’intervento di efficientamento in diverse aree (autorità portuali, corpo forestale dello Stato, dirigenza sanitaria, giustizia finanziaria, Camere di Commercio e la semplificazione delle attività degli enti pubblici di ricerca).

Passaggi rilevanti del lavoro di riforma di questi anni sono sul fronte della trasparenza e della partecipazione che è parte integrante della riforma dalla pubblica amministrazione che ha avuto, sin da subito, come obiettivo complessivo quello di cambiare radicalmente il rapporto tra cittadini e amministrazione, consentendo alle persone di interagire con la PA in modo più semplice, collaborativo e trasparente.

Ma fare le leggi non basta, il cambiamento si realizza solo mettendo molta cura e impegno alla fase di attuazione delle norme. Per questo motivo nel corso del 2017, come per il Piano OGP, sono state avviate misure per monitorare il funzionamento delle nuove norme, a cominciare da quelle sulla trasparenza, anche con il coinvolgimento attivo della società civile.

Il Piano triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione 2017–2019 è un passaggio particolare nel percorso di attuazione della digitalizzazione del Paese. Esso è il documento, ad indirizzo strategico ed economico con cui si definisce il modello di riferimento per lo sviluppo dell’informatica pubblica italiana e la strategia operativa di trasformazione digitale del Paese. Approvato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, il Piano – realizzato da AgID e dal Team per la trasformazione digitale – coordina le attività dei 4,6 mld circa che provengono da finanziamenti nazionali e comunitari, stanziati per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla Strategia per la crescita digitale rispetto alla riqualificazione della spesa ICT.