La riforma della pubblica amministrazione

Questa sezione fa parte del Rapporto finale sull’attuazione del 2° piano d’azione italiano per l’open government in consultazione dal 27 Ottobre 2016 al 10 Novembre 2016
Istruzioni per la consultazione

Per commentare l’intera azione, basta utilizzare il box “Invia commento” in fondo alla pagina. È possibile anche lasciare un commento su un passaggio specifico seguendo questi passaggi:

  1. Passare il cursore sul punto che si intende commentare finché sulla destra non appare il simbolo.
  2. Premendo il simbolo si aprirà un box per il testo.
  3. Scrivere il commento e riempire i campi “Nome” ed “Email” (richiesto solo se non si è già utenti del sito). Premere “Commento all’articolo” per confermare.

Ad agosto 2015 è stata approvata dal Parlamento la Legge delega di riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n.124, Deleghe al governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche).

Si tratta del più importante disegno di modernizzazione della pubblica amministrazione italiana degli ultimi 15 anni e costituisce il vero e proprio cuore dell’azione del Governo su tutti gli aspetti della pubblica amministrazione: cittadinanza digitale, organizzazione dello Stato sul territorio, dirigenza, anticorruzione, lavoro pubblico, Camere di commercio, enti di ricerca, società partecipate pubbliche e servizi pubblici locali, forze di polizia, conferenza dei servizi, silenzio‐ assenso fra amministrazioni, testi unici. L’amministrazione pubblica entra, infatti, nella vita quotidiana del singolo cittadino, dal lavoro, alla casa, alla salute, alla scuola e al contempo condiziona gli investimenti nel Paese. Con questa consapevolezza è stata costruita una riforma al servizio di 60 milioni di cittadini e a sostegno della ripresa economica: sono previste 13 deleghe e circa 20 decreti legislativi.

La delega al Governo prevista all’art.1, attuata con il Decreto Legislativo 26 agosto 2016 n. 179, introduce la Carta della cittadinanza digitale al fine di promuovere e rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale per cittadini ed imprese, in parte già previsti dal Codice dell’amministrazione digitale, procedendo contestualmente ad introdurne di nuovi. La Carta ha la finalità di favorire l’accesso dell’utenza ai servizi delle amministrazioni pubbliche in maniera digitale, come pure di riformare i processi decisionali interni alle pubbliche amministrazioni, attraverso la razionalizzazione degli strumenti di coordinamento e collaborazione tra le pubbliche amministrazioni, favorendo l’uso di software open source.

L’attuazione dell’Agenda digitale è quindi agevolata dalle modifiche al Codice dell’amministrazione digitale per promuovere e rendere effettivi i diritti di cittadinanza digitale. Il nuovo Codice dell’amministrazione digitale garantirà: l’accesso ai servizi online con una sola identità digitale; il domicilio digitale per ricevere ogni comunicazione da parte delle pubbliche amministrazioni; standard minimi di qualità dei servizi online. In tale ambito i principali interventi riguardano:

– il Sistema pubblico per l’identità digitale (SPID), già operativo;
– i pagamenti elettronici, con l’adesione di tutte le pubbliche amministrazioni (al momento oltre 13.250) alla piattaforma, in modo da consentire agli utenti di poter pagare con modalità informatiche;
– l’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR): si prevede di proseguire le attività volte alla migrazione delle anagrafi dei Comuni nell’unica anagrafe nazionale e integrare i software demografici dei Comuni con ANPR;
– l’avvio del processo amministrativo telematico; – il Fascicolo sanitario elettronico (FSE): proseguiranno le attività volte alla diffusione del FSE sulla base dei piani regionali;
– il Codice Unico Nazionale dell’Assistito (CUNA): si prevede di portare avanti le azioni necessarie alla creazione dell’infrastruttura tecnologica per l’assegnazione del codice, che consentirà di seguire il percorso sanitario del cittadino nei diversi setting assistenziali del SSN.

Uno degli elementi cardine della cittadinanza digitale è il sistema pubblico per l’identità digitale (SPID) –diventato operativo il 15 marzo 2016. All’inizio di agosto, le amministrazioni attive risultavano 292, gli identity provider accreditati erano 3 (Infocert, Poste Italiane, TIM), i servizi disponibili tramite SPID erano 648 e le identità SPID erogate più di 86mila.

La modernizzazione della Pubblica Amministrazione sarà sostenuta anche dalle profonde innovazioni previste in materia di trasparenza (D.Lgs. n. 97/2016). Con la revisione e la semplificazione delle disposizioni riguardanti la prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, è stata infatti introdotta una nuova forma di accesso civico ai dati e documenti pubblici equivalente a quella che nel sistema anglosassone è definita Freedom of information act (FOIA), che consente ai cittadini di richiedere e ottenere anche dati e documenti che le Pubbliche Amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare. Sono in tal modo rese aperte le banche dati delle amministrazioni che le gestiscono.

Inoltre è divenuto strutturale il sito ‘Soldi pubblici’ (http://soldipubblici.gov.it), azione contenuta nel 2° Piano d’azione OGP e riconosciuta da OGP come azione “stellata” meritevole di riconoscimento per aderenza ai principi dell’open government e grado di attuazione. Un ulteriore sforzo di trasparenza è rappresentato dall’applicazione ‘Bilancio Aperto’, realizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato in collaborazione con SOGEI, per rendere accessibile a tutti i cittadini il bilancio dello Stato italiano. Un ‘glossario’, presente nel menu dell’App, aiuterà la comprensione dei termini tecnici presenti dei documenti di bilancio. L’app rappresenta un punto di incontro tra i cittadini e l’Amministrazione dello Stato che sarà via via arricchita di nuove funzionalità e diventerà un punto di accesso verso altre banche dati sulla finanza pubblica.

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *