[Con questo post, iniziano degli approfondimenti quotidiani su tutte le azioni inserite nella bozza di piano di azione OGP sottoposto a consultazione fino al 31 agosto 2016.
L’obiettivo di questi approfondimenti è di far raccontare ai responsabili delle singole azioni le motivazioni e gli obiettivi dei singoli impegni.]

Per trovarla, bisogna arrivare all’azione n. 14 del terzo Piano d’azione italiano OGP: “Strategia per la Partecipazione”. Ma, al contrario di quanto la sua numerazione potrebbe far supporre, è una azione centrale per tutto il Piano. E questo per diversi motivi.

Il primo risiede nel cambiamento di metodo che questa azione introduce.

Già nei due precedenti cicli del Piano di azione (2012 – 2014 e 2014 – 2016) i rapporti del Meccanismo di Revisione Indipendente dell’OGP evidenziavano come le azioni sulla partecipazione fossero in realtà concepite come “esterne” al metodo con cui il Piano stesso veniva creato e poi realizzato. Tale approccio è stato uno dei principali motivi degli scarsi progressi compiuti finora dal nostro Paese, soprattutto considerando le esplicite richieste formulate dai rappresentanti della società civile.

In questo avvio del terzo ciclo dell’Open Government Partnership, la partecipazione della società civile è stata un elemento fondamentale, tanto che la ricchezza, sia per numero che per contenuti, di questo terzo Piano d’azione deve molto agli stimoli e ai contributi sopraggiunti grazie a questo lavoro condiviso. Pur nei limiti di una tabella di marcia piuttosto serrata, 54 rappresentati della società civile si sono confrontati con le Amministrazioni aderenti definendo le priorità e le esigenze dei cittadini sui temi della trasparenza, della partecipazione e dell’innovazione.

Questa ricchezza e questo slancio, rinnovato anche grazie al sostegno politico che oggi c’è dietro al lavoro di stesura del nuovo Piano, non poteva essere disperso ma doveva essere messo a sistema.

Proprio per questo il primo impegno dell’azione sulla partecipazione questa volta non riguarda l’amministrazione ma la società civile, con l’istituzione dell’Open Government Forum quale luogo di ascolto e consultazione sistematico dei rappresentanti delle organizzazioni della società civile che quotidianamente si impegnano sui temi dell’amministrazione aperta.

L’importanza di questo passaggio sta proprio nel rendere costitutivo del Piano quel luogo di incontro permanente con chi è “fuori” dell’organizzazione amministrativa, per creare quella polarità utile e proficua ad innovare la macchina amministrativa nel senso di una maggiore trasparenza, accountability e innovazione.

Il Forum (e con esso la partecipazione) è parte essenziale del metodo con cui l’action plan è stato sviluppato e sarà attuato e le sue regole sono contenute in un allegato al documento [anch’esso sottoposto a consultazione].

Ma l’apertura e il mantenimento del Forum per tutta la durata del piano d’azione rappresenta anche uno degli impegni della Strategia sulla partecipazione che vede il suo punto più importante nella definizione di modelli per il coinvolgimento dei cittadini, con particolare riferimento alle consultazioni.

Linee guida che siano utili sia per le amministrazioni che per  i cittadini, i quali devono essere messi davvero nelle condizioni di poter partecipare: troppo spesso, infatti, questi processi di partecipazione sono stati poco inclusivi, troppo  e senza una retro-azione pianificata che renda conto e riporti al cittadino-partecipante sugli esiti dei suoi sforzi.

La partecipazione gestita senza metodo, lungi dall’avvicinare il cittadino alle istituzioni, ne aumenta la sfiducia e non contribuisce a migliorare la qualità del processo decisionale.

Le esperienze diffusesi negli ultimi anni hanno però contribuito a formare una sensibilità maggiore sul tema nella PA e consentiranno al Dipartimento della funzione pubblica di coordinare il lavoro per la stesura delle linee guida con le altre amministrazioni (es. Regioni e Comuni) e le organizzazioni della società civile.

Una volta sviluppate, le Linee Guida verranno adottate sia dalle amministrazioni centrali sia da alcune amministrazioni territoriali (all’interno dell’action plan ci sono ben due iniziative comunali sulla partecipazione civica).

Questo terzo Piano, insomma, vuole essere un’occasione di profondo cambiamento per il nostro Paese sul tema della partecipazione; questo, però, comporta che la responsabilità di questa trasformazione, prima culturale e poi organizzativa, comici essa stessa a essere “partecipata”.

Se l’amministrazione dovrà darsi da fare per cambiare ed evolvere sulla partecipazione, i rappresentanti della società civile, in primis quelli già attivi nell’Open Government Forum, avranno davanti forse un’impresa ancora più ardua: convincere i cittadini, non gli addetti, a partecipare, a farsi avanti, ad esprime le proprie idee in maniera costruttiva.

Insomma spingere tutti a tornare ad impegnarsi nella gestione della cosa pubblica.

La partecipzione deve essere un esercizio continuo e per questo anche la consultazione online su questa bozza del 3° Piano d’Azione è un momento importante per utilizzare al massimo l’occasione che ci viene offerta dall’Open Government Partnership: fare di più e farlo in maniera più aperta e partecipata.

Stefano Pizzicannella – Responsabile Affari Internazionali del Dipartimento Funzione Pubblica

 

Fino al 31 Agosto è possibile partecipare alla consultazione su questa azione lasciando un commento in questa pagina