Quello che si sta concludendo è stato un anno importante per il movimento opengov italiano.

L’approvazione del Freedom of information act nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione è stata un passaggio fondamentale, non solo per la trasparenza.

Il testo della norma sul nuovo diritto di accesso civico generalizzato rappresenta il frutto di un confronto con le organizzazioni della società civile. Una collaborazione che ha consentito di migliorare il testo rispetto a quanto originariamente previsto. Un’esperienza proficua che sarebbe stata destinata a rimanere un caso isolato, se il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, Marianna Madia, non avesse deciso di dare sistematicità all’ascolto e al confronto con la società civile.

Con questo obiettivo, a partire da giugno 2016, abbiamo lavorato con rinnovato impegno alle iniziative sulla trasparenza, partecipazione ed innovazione della pubblica amministrazione, nella consapevolezza che questo contribuisce a migliorare la qualità del processo decisionale e del funzionamento delle istituzioni democratiche, oltre che a rinsaldare il rapporto di fiducia tra cittadini e amministrazioni.

Lo abbiamo fatto sfruttando la cornice di Open Government Partnership (OGP), un progetto cui aderiscono oltre 70 Paesi e che impone la collaborazione continua tra i Governi e le organizzazioni della società civile, su progetti concreti e con obiettivi specifici.

L’Italia ha aderito a OGP fin dal settembre 2011: fin qui – nonostante siano stati realizzati proprio in ambito OGP progetti come OpenCoesione e SoldiPubblici che hanno ottenuto riconoscimenti internazionali di assoluta eccellenza – i risultati non sono stati globalmente all’altezza delle aspettative.
Grazie al nuovo commitment politico, si è deciso di avviare un’azione organica nell’ambito del terzo ciclo di attività (2016-2018), rendendolo una palestra in cui amministrazioni e società civile potessero allenarsi alla collaborazione.

Partendo dagli errori del passato, si è deciso di dedicare grande attenzione al metodo.

1. Un lavoro di squadra.

Una delle principali novità è l’approccio con cui stiamo lavorando, approccio che ci siamo impegnati a mantenere, migliorandolo continuamente.

Si tratta:
– di un percorso di partecipazione della società civile, chiamata, in una prima fase, ad esprimersi sulle azioni che dovevano confluire nel piano di azione biennale e, successivamente, a monitorare l’attuazione degli impegni presi;
– di un processo di collaborazione con le diverse amministrazioni coinvolte, riunite in un gruppo di lavoro istituzionale chiamato a recepire le indicazioni provenienti dalla società civile e ad attuare le azioni previste nel piano d’azione.

In particolare, il Dipartimento della funzione pubblica ha costituito un Team OGP che ha coordinato i lavori di:
– un gruppo di lavoro istituzionale nel quale siedono tutte le amministrazioni centrali e rappresentanti di quelle regionali e locali;
– un Forum delle organizzazioni della società civile (chiamato “Open Government Forum”) che, dopo sei mesi, conta già 65 soggetti coinvolti e i cui rappresentanti si sono già incontrati due volte con il Ministro Madia.
Inoltre, i rappresentanti delle organizzazioni hanno iniziato a lavorare in sei gruppi tematici (trasparenza, open data, partecipazione, accountability, cittadinanza digitale e innovazione). I gruppi di lavoro si sono riuniti tre volte nel corso del periodo giugno-dicembre 2016, prima per contribuire alla consultazione sul terzo action plan e poi per iniziare il monitoraggio sull’attuazione.
E questa periodicità di incontri sarà mantenuta in futuro, così come la prassi di rendere pubbliche tutte le richieste e rivendicazioni delle organizzazioni che hanno aderito.

L’Italia è uno dei 43 Paesi membri di OGP (su 75) ad essersi dotato di un forum multistakeholder per il confronto con le organizzazioni della società civile e uno dei pochi ad averlo regolamentato direttamente nell’action plan.
Questo ha fatto sì che, in breve tempo, l’Open Govenment Forum italiano sia diventato una buona prassi internazionale, descritta all’interno del report OCSE sull’Open Government (presentato in occasione dell’OGP Summit 2016, nel corso del quale la stessa è stata anche citato dal Segretario Generale Angel Gurria).

2. L’importanza dell’ascolto.

La creazione dell’Open Government Forum è frutto del convincimento per cui risultati apprezzabili possono essere conseguiti solo grazie all’ascolto di opinioni, suggerimenti, critiche e proposte della società civile.
Per creare un rapporto di fiducia con queste ultime, è stato assunto l’impegno di fornire un feedback a tutte le sollecitazioni che arriveranno dal forum, avviando un percorso costante che ha i suoi momenti topici in apposite consultazioni.

La prima e più importante consultazione fin qui realizzata è stata quella sul piano di azione, il documento centrale per l’intero biennio di lavoro.
Si è trattato di una consultazione di tipo conoscitivo, finalizzata all’ascolto delle esigenze della società civile con l’obiettivo di raccogliere le idee, gli spunti e i suggerimenti di cittadini, associazioni e, più in generale, di tutti i soggetti interessati e coinvolti a vario titolo dalla partecipazione dell’Italia a Open Government Partnership.

La consultazione sul terzo piano di azione italiano per OGP è durata tre mesi e si è svolta in due fasi:
a) la prima attraverso il lavoro delle organizzazioni facenti parte dell’Open Government Forum costituito presso il Dipartimento della funzione pubblica. I lavori si sono tenuti, attraverso tavoli tematici, tra il 6 giugno e il 14 luglio 2016 e hanno consentito di raccogliere 52 proposte.
b) la seconda attraverso la consultazione telematica sul sito www.open.gov.it, utilizzando uno strumento per la discussione partecipata attraverso il quale gli utenti hanno potuto proporre i propri suggerimenti commentando i singoli capoversi del documento. La consultazione telematica ha avuto una durata di 45 giorni, dal 16 luglio al 31 agosto 2016 ed ha visto l’invio di 319 contributi inviati da oltre 100 diversi soggetti.

All’esito della consultazione, è stato pubblicato un report finale con cui l’OGP Team ha provveduto ad illustrare quale impatto abbiano avuto le singole proposte avanzate dall’Open Government Forum sulla struttura del piano d’azione e sul contenuto dei singoli impegni assunti dalle amministrazioni; attraverso il report, inoltre, le amministrazioni responsabili delle azioni hanno replicato ad ogni commento inserito dagli utenti nel corso della consultazione telematica.

La pratica dell’ascolto e della consultazione è divenuta prassi di lavoro del Team OGP ed è stata utilizzata anche per rendicontare le azioni compiute nel biennio OGP precedente (2014-2016) e per raccogliere contributi relativi all’attuazione delle singole azioni (ad esempio per le linee guida sulle consultazioni pubbliche facenti parte della “strategia per la partecipazione”).

3. La centralità di open.gov.it

Dare nuova linfa alle iniziative italiane in materia di opengov richiedeva la predisposizione di un sito web che diventasse il punto di riferimento non solo per le amministrazioni e le organizzazioni della società civile, ma anche per chiunque volesse approfondire i temi dell’amministrazione aperta.
Insomma, un sito che non si limitasse ad essere “vetrina” per ospitare annunci e documenti burocratici.

Per questo motivo, abbiamo realizzato www.open.gov.it un sito che ospita:
a) sezioni dedicate ad informazioni su OGP e sull’opengov oltre che sui documenti predisposti dalle amministrazioni;
b) una sezione dedicata alle consultazioni pubbliche telematiche (come quelle sul piano d’azione e sulle linee guida in materia di partecipazione);
c) una sezione “monitora” (oggetto del primo rapporto sullo stato di attuazione) che, a partire dal 9 gennaio 2017, consentirà di verificare che l’attuazione delle singole azioni avvenga con tempi e modalità conformi agli impegni presi con l’action plan;
d) una sezione “news” che ospita aggiornamenti sulle attività del Team OGP, ma anche i post scritti dai singoli responsabili delle azioni che raccontano in modo meno asettico possibile quello che stanno realizzando e l’impatto dei loro progetti.

Parallelamente alla realizzazione del sito, è stato aperto un account Twitter (@opengovitaly) che consente di diffondere iniziative e informazioni sulle attività del Team e di interagire con gli utenti interessati.

La struttura e i contenuti del sito hanno riscosso particolare apprezzamento, al punto che www.open.gov.it è stato indicato dlla Support Unit come buona prassi per i nuovi Paesi che hanno aderito ad Open Government Partnership.

4. Un piano ambizioso che stiamo già attuando.

Il centro della partecipazione ad OGP è il Piano di azione, il documento in cui sono contenuti tutti i progetti che ciascun Paese si impegna a realizzare nel periodo di riferimento.

Il terzo piano d’azione italiano, adottato all’esito della consultazione pubblica e migliorato grazie ad essa, è un significativo miglioramento rispetto alle edizioni precedenti.
Non solo perché gli impegni assunti sono numerosi (34 a fronte dei 6 del Piano 2014-2016), ambiziosi e significativi – e riteniamo che possano attuare concretamente i principi dell’amministrazione aperta – ma anche per il modo con cui sono stati sviluppati.
Sono state coinvolte oltre 20 amministrazioni (non solo centrali, ma – per la prima volta – anche Regioni e Comuni) e perfino organizzazioni della società civile.

Le azioni del piano sono raggruppate secondo tre ambiti:
1. Trasparenza e open data;
2. Partecipazione e accountability ;
3. Cittadinanza digitale e innovazione.

Per ciascuna azione sono indicati i soggetti responsabili, gli obiettivi prefissati, gli impegni specifici, i tempi di attuazione e i valori OGP promossi.

Grazie a questo maggiore dettaglio, è stato possibile avviare fin da subito molte delle azioni previste e – nonostante siano trascorsi solo tre mesi dalla pubblicazione del piano – ci sono numerosi impegni che già sono diventati concreti (basti pensare, ad esempio, al Registro Trasparenza del Ministero dello Sviluppo Economico e alle agende pubbliche degli Assessori dei Comuni di Milano e Roma).

La sfida che ci attende nei prossimi mesi, insieme a tutte le amministrazioni coinvolte, è quella di realizzare tutti i progetti che sono previsti dal piano.

5. Un lavoro da continuare (e migliorare) nel 2017.

Una delle caratteristiche dell’amministrazione aperta è il suo essere in “beta permanente”: grazie alla collaborazione e al confronto con la società civile, è possibile rendersi conto agevolmente degli errori commessi e provare a rimediare, aumentando l’impatto delle azioni intraprese.

Per questo motivo, nel 2017 ci impegniamo a proseguire il lavoro iniziato per il quale abbiamo assoluto bisogno del contributo, delle critiche e delle idee di chiunque voglia partecipare (amministrazioni e realtà della società civile).

Tra le tante azioni che dovranno essere attuate nel nuovo anno, ce n ‘è una particolarmente simbolica: è la settimana dell’amministrazione aperta. Si tratta di un’iniziativa fortemente voluta dalla società civile che si terrà dal 6 al 12 marzo 2017.
Nel corso di quella settimana si concentreranno su tutto il territorio nazionale iniziative per promuovere la trasparenza amministrativa, la partecipazione civica e l’innovazione nella PA, coinvolgendo amministrazioni pubbliche, cittadini e media nazionali e locali.

Se volete impegnarvi per progettare e realizzare iniziative in quella settimana, scriveteci a ogp@governo.it, a gennaio organizzeremo una serie di incontri operativi per passare dall’impegno all’azione.

Del resto “from commitment to action” è proprio il motto di OGP.

Grazie per la collaborazione e auguri a tutti!