Quando a Giugno 2016 abbiamo voluto rilanciare con forza l’impegno dell’Italia all’interno dell’Open Government Partnership, il nostro obiettivo principale era quello di migliorare il rapporto tra PA e cittadini lavorando sui temi della trasparenza, della cittadinanza digitale e della partecipazione. Siamo partiti chiamando amministrazioni e società civile a collaborare, insieme, per un piano ambizioso e sfidante ma, allo stesso tempo, necessario all’interno del più ampio ciclo di riforme della pubblica amministrazione iniziato nel 2014.

A dicembre dello stesso anno siamo arrivati a Parigi, all’OGP Summit, con 34 azioni, una metodologia divenuta buona prassi, un tavolo permanente di confronto e lavoro comune con la società civile – l’Open Government Forum -, realtà locali e centrali impegnate in azioni di trasparenza e accountability e alcune punte di diamante come Open Coesione, Open Cantieri, il FOIA. Soprattutto, con una PA decisa ad intraprendere il percorso di un’amministrazione aperta e più consapevole della necessità di un forte cambio della cultura, non solo degli uffici pubblici ma anche dei cittadini.

La Settimana dell’Amministrazione Aperta ha rappresentato la volontà, espressa dalla società civile all’interno dell’Open Government Forum, di istituire un momento in cui – lontano da un linguaggio burocratico e momenti autoreferenziali – si potesse iniziare a costruire l’elemento più critico per un’amministrazione aperta: la cultura della trasparenza, della partecipazione e dell’innovazione.

Un appuntamento da ripetersi annualmente e che, nella sua prima edizione, si è tenuto dal 4 – giorno dell’Open Data Day – all’11 marzo 2017 e ha visto la partecipazione di oltre 20.000 persone a 242 iniziative su tutto il territorio nazionale, animate da più di 154 amministrazioni, oltre 30 organizzazioni della società civile e circa 85 realtà tra scuole e università.

Cosa ha rappresentato di diverso rispetto alle giornate della trasparenza e agli appuntamenti e i convegni a cui siamo abituati?

Primo, il metodo. In omaggio ai principi della collaborazione che sono alla base dell’open government, il calendario è stato aperto a tutte le iniziative che amministrazioni e organizzazioni della società civile hanno voluto mettere in piedi. Non solo convegni, ma seminari hackathon, rilascio di opendata, webinar, pubblicazione di strumenti utili ad attuare i principi di Open government (linee guida, toolkit, etc), visite guidate etc.

Nessun obbligo normativo, le iniziative sono state organizzate solo da chi ha voluto impegnarsi per la promozione della cultura dell’amministrazione aperta.

Secondo, il processo culturale. Le iniziative hanno consentito di acquisire la consapevolezza dell’importanza del processo di trasformazione della PA e della centralità del contributo di ognuno. Gli studenti hanno lavorato sui dati aperti, partecipato ad hackathon, e grande è il lavoro fatto da “A Scuola di Open Coesione”; le amministrazioni hanno aperto le proprie sedi e i propri dati e servizi con webinar, hackathon, rilascio di dati aperti, come ad esempio durante l’incontro con le startup del Ministro Madia e Diego Piacentini presso il Dipartimento della funzione pubblica, l’OpenHUB del MIUR, il Comune di Bologna con i Servizi SPID, i cicli di formazione del Formez e dell’Agenzia di Coesione, la Regione Molise e il suo percorso dedicato a tecnologia e disabilità.

Le istituzioni hanno incontrato le comunità di sviluppatori e i cittadini in luoghi simbolo delle proprie attività e missioni, come il MIT con i suoi tavoli di lavoro sulla mobilità nella Stazione Termini, il Comune di Reggio Emilia con i suoi incontri partecipati nei luoghi di cantiere, l’iniziativa sul dibattito pubblico di Termoli, la visita del Ministro Madia al Liceo Labriola di Ostia per discutere, insieme agli studenti e a Raffaele Cantone, di legalità, anticorruzione e diritto di sapere (FOIA).

È stato un grande esercizio di partecipazione, una prova tangibile di come il dialogo tra pubblica amministrazione, società civile e imprese può essere una costante del pubblico mandato e di come trasparenza e accountability possano rendere solida una comunità in un rapporto di fiducia reciproca.

Non a caso, nel corso della Settimana abbiamo voluto rendere esplicito l’impegno sui dati aperti, avviando insieme ad Agid un percorso condiviso con l’Open Government Forum e il gruppo di lavoro istituzionale OGP per individuare i dataset di interesse da rilasciare nel corso dell’anno all’interno di un’Agenda condivisa per fare quel salto di qualità atteso e richiesto più volte dalla società civile.

Abbiamo presentato le Linee guida per la consultazione pubblica in Italia, frutto di un percorso partecipato e condiviso e volto a dare una cornice di principi e di lavoro comune alle pubbliche amministrazione che intraprendono la strada delle consultazioni pubbliche.

Last but not least, durante la settimana abbiamo presentato la prima edizione del Premio degli Open Gov Champion (http://open.gov.it/premio/) per dare visibilità e riconoscimento alle tante amministrazioni che si stanno impegnando in percorsi di apertura e di diffusione della cultura dell’Open Government.

Se è vero che la vera rivoluzione è culturale, la strada intrapresa è quella giusta: far diventare questi temi oggetto di dibattito pubblico su tutto il territorio nazionale, andando al di là delle discussioni della nicchia degli addetti ai lavori.

Il nostro lavoro continua, insieme al Team OGP e all’Open Government Forum, e su open.gov.it.