INAIL racconta “Regolamento unico per l’accesso e informatizzazione delle procedure“, la sua Azione inclusa nell’Addendum del Terzo Piano Nazionale. Questa e le altre Azioni parte dell’Addendum sono in consultazione fino al 7 giugno 2017.

Ormai da alcuni anni, ma soprattutto di recente, il legislatore ha ritenuto il libero accesso alle informazioni detenute dalle amministrazioni pubbliche una priorità di governo.

Con ciò, rispondendo a forti pressioni della società civile, è stata anche superata la tradizionale avversione al controllo del cittadino sull’attività amministrativa ritenuta, nel nostro universo giuridico, foriera di potenziali interferenze e comunque in grado di porre in pericolo l’imparzialità e l’equità dell’azione amministrativa.

La libera circolazione delle informazioni e il diritto alla conoscenza sono stati dichiarati così, quasi a sorpresa, strumenti di crescita economica e sociale.

Se per un attimo ripercorriamo le tappe di questo cammino, alla tutela delle posizioni soggettive qualificate, cui era stata dedicata una specifica sezione nell’ambito della Legge sul procedimento amministrativo,1 ha fatto seguito una disciplina speciale con cui si è imposto alle singole amministrazioni l’onere di pubblicare determinate tipologie di informazioni sul proprio sito istituzionale, indipendentemente da qualsiasi istanza presentata da “chiunque”2. Da ultimo è stato riconosciuto al cittadino del diritto ad un accesso generalizzato a dati, documenti e informazioni detenuti dall’amministrazione, nel rispetto delle disposizioni in materia di segreto di Stato, di segreto d’ufficio, di segreto statistico e di protezione dei dati personali e degli interessi privati, anche in mancanza di un interesse differenziale3.

Tale cambiamento che quasi potremmo definire “epocale” sta impattando sull’organizzazione di un ente vasto e complesso, qual è l’Inail.

Oggetto dell’azione inserita nell’Addendum dell’Action Plan OGP 2016-2018 è quella di garantire l’effettività del “diritto di accesso” nella sua triplice configurazione continuando a garantire l’ordinaria qualità delle prestazioni istituzionali.

Sul piano operativo, è stata così delineata una strategia articolata su una duplicità di piani.

Da un lato, l’Istituto sta procedendo all’elaborazione di un “Regolamento unico per l’accesso”, che disciplinerà la materia in maniera organica fornendo agli operatori e ai cittadini regole e istruzioni puntuali sull’applicazione delle nuove norme.

Dall’altro sono state avviate le attività di analisi per riprogettare in chiave digitale i processi istituzionali in modo da consentire l’accesso alle informazioni in modalità semplice e “nativa” senza la necessità di creare ulteriori sovrastrutture informatiche e organizzative.

L’utente potrà inoltrare la richiesta di accesso (documentale, semplice o generalizzato), in modalità digitale e seguirne il relativo processo di lavorazione. Le credenziali di accesso dell’interessato saranno governate nell’ambito del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID)

Sul lato interno (back office), la gestione dei flussi operativi e dei workflow documentali sarà garantita da un’unica struttura centrale, di raccordo e coordinamento interpretativo, in linea con quanto prospettato dall’Anac con la Delibera n. 1309/2016, e dalle diverse strutture, centrali e periferiche, detentrici delle informazioni oggetto d’accesso, in modo da poter fornire all’istante – secondo logiche di rete – risposte appropriate nel rispetto delle competenze dei singoli uffici.

Il tutto quale parte del più complessivo progetto di “Trasparenza by design” dell’Istituto.

1 Legge 8 agosto 1990, n. 241.
2 Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n 33
3 Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97