A seguito della pubblicazione del 4° Piano d’azione nazionale per l’Open Government 2019-2021 e della relativa consultazione che si concluderà il 30 aprile 2019, pubblichiamo sul nostro blog una serie di approfondimenti in cui i responsabili delle Azioni previste dal Piano raccontano le motivazioni e gli obiettivi di ciascun azione o impegno. Di seguito l’intervento dedicato all’azione 5 per la Regolamentazione dei portatori di interessi.

di Gilda Gallerati, Direzione Generale per le risorse l’organizzazione e il bilancio del MISE.

Registro trasparenza nella normativa italiana

In Italia, l’assenza di norme che definiscano espressamente i rapporti tra le istituzioni e le espressioni multiformi della società civile, con ogni probabilità, dipende dal fatto che, nel nostro Paese, anche la dottrina più autorevole ha percepito i gruppi di pressione come qualcosa da lasciare al di fuori degli spazi decisori in quanto «malattia dell’ordinamento rappresentativo, male da combattere ed eliminare» (C. Esposito).
L’espressione “lobby” entra nel mondo politico nel 1640 e viene usata per indicare la grande stanza d’ingresso della House of Commons di Londra, aperta al pubblico, dove conversavano parlamentari, giornalisti e, appunto, lobbisti, ovvero i portatori di interessi particolari. Negli Stati Uniti d’America la parola lobby viene utilizzata dal 1832 anche come verbo per indicare l’attività di persuasione dei lobby agents verso i politici locali. Il diretto coinvolgimento delle lobbies nel processo decisionale è da tempo una caratteristica propria del sistema politico degli Stati Uniti, trova il suo fondamento nella stessa Costituzione, e l’esperienza ha dimostrato nel tempo come la regolamentazione delle lobbies costituisca non solo un efficace strumento nella lotta alla corruzione, ma soprattutto uno strumento essenziale per assicurare l’efficacia delle politiche pubbliche e la più ampia partecipazione della società civile ai processi decisionali.

In Italia, al contrario, giuristi autorevoli, fino a non molti anni fa, hanno manifestato una sorta di avversione nei confronti dei gruppi di pressione, mentre per l’opinione pubblica il fenomeno delle lobbies e il suo rapporto con la politica, ancora oggi, evoca manipolazione, conflitti di interessi o, nella migliore delle ipotesi, scarsa trasparenza. Dal 1948 al dicembre 2017 sono stati presentati circa 34 disegni di legge in materia. Nessuno di questi è stato mai approvato; solo 15 sono stati esaminati dalle Commissioni competenti (in genere la Commissione Lavoro e Affari costituzionali); nessuno è stato mai discusso in Assemblea. Il primo vero disegno di legge organico in materia di gruppi di pressione in Italia è stato presentato in occasione dell’introduzione di misure volte a contrastare la corruzione. In queste disposizioni, oltre che nella normativa su Trasparenza e Prevenzione della corruzione, si ritrova la legittima aspettativa verso una regolamentazione che garantisca l’accesso per i gruppi di interesse ai procedimenti decisionali – attraverso procedure di consultazione, concertazione e negoziazione – determinando maggiore trasparenza nei rapporti tra poteri ed una più definita responsabilità dei decisori pubblici.

Registro trasparenza del Mise

Sul finire del 2016 si posiziona cronologicamente l’istituzione del Registro trasparenza del Mise e successivamente il 24 settembre 2018 il Ministro Di Maio firma la Direttiva per l’adozione del registro Trasparenza da parte del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Oggi, a distanza di tre anni, osservando i dati offerti dal Registro, è possibile affermare che gli interlocutori di riferimento continuano a mostrare grande interesse verso i principi ispiratori del Registro, visto come “vetrina” di partecipazione attiva ai processi decisionali e di controllo da parte dei cittadini, quindi principalmente come ulteriore misura di Trasparenza e Accountability. E tali restano i principi ispiratori del Registro, nonostante alcuni interlocutori avanzino proposte di maggiore conoscibilità dei dati per fini economico-commerciali. Ad oggi il totale degli iscritti è di 1521 soggetti, con una prevalenza di Imprese e associazioni di categoria, commerciali e professionali (n. 1063), di Società di consulenza specializzate/studi legali/consulenti indipendenti (n.315). Le iscrizioni seguono ritmi costanti, senza particolari picchi, con circa 4/5 iscrizioni al giorno.
Gli iscritti al registro MiSE sono soprattutto grandi compagnie del settore energetico, società, consorzi, federazioni professionali, piccole e grandi emittenti televisive, grandi industrie e piccole medie imprese, professionisti e consulenti, studi legali, Università e centri studi. Un peso determinante tra gli interessi di cui si fanno portatori ci sono i temi legati alle misure per il risparmio energetico e la sostenibilità dell’ambiente, come pure le misure di recepimento delle direttive europee sull’efficienza energetica ed i programmi di incentivazioni per le fonti rinnovabili elettriche e non.

A seguire, il Piano per la promozione straordinaria del made in Italy è altro tema di particolare attenzione in tutte le sue possibili declinazioni, unitamente alla promozione dell’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese. Al riguardo gli strumenti che tali soggetti intendono proporre consistono nelle strategie promozionali di sostegno al made in Italy, nel potenziamento degli strumenti agevolativi esistenti, nella facilitazione dei processi di internazionalizzazione, nei collegamenti con le Università ed i centri di ricerca, nella concentrazione delle risorse pubbliche nei settori e nelle aree geografiche dal maggior potenziale.

In questo ambito, gli interlocutori del Ministero dichiarano di voler promuovere azioni nei settori innovativi e ad alto contenuto tecnologico, quali bio-nanotecnologie, energie rinnovabili, tecnologie nel campo della protezione ambientale, design e progettazione, restauro e recupero urbano, per il comune interesse di sostenere e rafforzare il Sistema Italia a favore all’internazionalizzazione.

I dati che emergono dal Registro ci dicono che sono numerosi i soggetti interessati alle misure di sviluppo della Banda ultralarga, alla gestione delle politiche dello spettro radio, con particolare riferimento al settore radiotelevisivo e alla produzione e alla distribuzione di contenuti audiovisivi. Inoltre alcuni di loro sono interessanti al quadro normativo sul gioco a piccola vincita e videogiochi oltre che sul gioco d’azzardo in generale, per comprendere quali iniziative intraprendano gli Stati Membri e se la Commissione Europea adotti misure per coordinarne una eventuale armonizzazione. Sono inoltre presenti nel Registro soggetti che operano nel campo dello sviluppo delle costruzioni e delle infrastrutture, della riqualificazione urbana e dell’adeguamento sismico, che dichiarano di voler promuovere incentivi per la formazione tecnica dei professionisti e per la riqualificazione del parco edile nazionale.

Gli iscritti al registro Ministero del Lavoro, avviato a novembre 2018, sono ad oggi in totale n.39, con una prevalenza di Imprese, associazioni di categoria, commerciali e professionisti (n. 23), società di consulenza (n.5) e organizzazioni non governative (n.6). Si tratta di soggetti che rivolgono il loro interesse verso il Terzo settore e la responsabilità sociale delle imprese, i rapporti di lavoro e le relazioni industriali, nonché verso i temi della Disabilità e non autosufficienza, delle pari opportunità, della povertà e dell’esclusione sociale.
Negli ultimi mesi, hanno mostrato interesse ad aderire all’iniziativa congiunta MiSE-ML anche altre amministrazioni pubbliche, centrali e locali, al fine di creare una soluzione condivisa e standardizzata, per contribuire a migliorare l’efficienza pubblica e rendere trasparente la relazione tra decisori pubblici e portatori di interesse.

L’azione 5 del Piano per l’open government

L’azione 5 sulla regolamentazione dei portatori di interessi del 4° Piano d’azione nazionale per l’open government ha l’obiettivo di realizzare un confronto tra i Ministeri maggiormente coinvolti e che hanno dato la disponibilità a lavorare assieme, con il fine di individuare una soluzione condivisa per l’istituzione di un Registro trasparente dei portatori di interesse, anche in modalità federata. Sarà rilevante seguire una procedura standard in modo da favorire il riuso all’interno delle pubbliche amministrazioni aderenti. L’intento è quello di migliorare l’efficienza dell’amministrazione in questo ambito, di rendere trasparente la relazione tra decisori pubblici e gruppi di pressione e di semplificare la relazione con gli stakeholders.

Concretamente, l’azione mira a istituire un Tavolo di lavoro tra le amministrazioni coinvolte – tra cui si annoverano il Dipartimento della funzione pubblica, il Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare ed il Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo – e rappresentati della società civile dell’Open Government Forum ed a sottoporre, successivamente, la soluzione individuata all’attenzione dei vertici dell’amministrazione per la valutazione dei seguiti.

Fino al 30 Aprile 2019 è possibile partecipare alla consultazione su questa azione lasciando un commento in questa pagina