A seguito della pubblicazione del 4° Piano d’azione nazionale per l’Open Government 2019-2021 e della relativa consultazione che si concluderà il 30 aprile 2019, pubblichiamo sul nostro blog una serie di approfondimenti in cui i responsabili delle Azioni previste dal Piano raccontano le motivazioni e gli obiettivi di ciascun azione o impegno. Di seguito l’intervento dedicato all’azione 4 per il supporto alla partecipazione.

di Marco Marrazza

L’edizione 2019 della Settimana dell’Amministrazione Aperta (SAA2019), da poco conclusa, è stata caratterizzata da un fatto che può passare inosservato, ma che è importante: la SAA2019, a differenza delle precedenti due edizioni, non era inserita in alcun piano, né esistevano azioni particolari volte al suo sostegno e promozione. Insomma, la SAA2019 ha camminato sulle sue gambe da sola, per la prima volta.

In questo articolo si racconta di questa settimana e del successo che ha avuto, con dati in crescita rispetto alle edizioni precedenti. A un maggior numero di eventi (359) ha corrisposto anche una maggior partecipazione dei cittadini e della società civile che hanno preso parte alle molte iniziative sparse sul territorio. E se guardiamo ai numeri che hanno caratterizzato la Open Gov Week (OGW2019) che si è svolta negli stessi giorni in tutto il mondo, risulta chiaro come l’Italia sia di gran lunga avanti in questo processo sia di apertura da parte dell’amministrazione pubblica, sia di partecipazione da parte della cittadinanza.

Eppure queste spinte di apertura e di partecipazione così forti spesso non sono avvertite a livello mainstream, ma, come fiumi carsici, scorrono nella pubblica amministrazione e tra i cittadini e le organizzazioni in modo ancora sommerso, mentre ciò che appare in superfice sono pregiudizi e idee stereotipate circa l’indifferenza dell’amministrazione rispetto all’utenza e la diffidenza dei cittadini rispetto ai servizi pubblici.

Invece i cittadini e le organizzazioni della società civile ci sono e, se hanno la possibilità, partecipano e portano il loro contributo. E dall’altra parte esiste un’amministrazione che nell’apertura scopre una risorsa per affrontare la complessità dei problemi, ampliare il proprio punto di vista, prendere decisioni migliori e agire quindi in modo più efficiente ed efficace.
È per queste ragioni che, se pur in modo non omogeneo, si sta diffondendo il concetto che l’inclusione, principio cardine su cui fonda anche il 4° Piano d’azione nazionale per l’open government, sia un’operazione “win-win”. Per le istituzioni un maggior coinvolgimento dei cittadini aumenta la visibilità dell’operato pubblico; riduce gli oneri amministrativi, i ritardi e i possibili conflitti nell’realizzazione delle politiche e nella gestione dei servizi.

Per i cittadini partecipare permette di portare visioni alternative e più dettagliate dei reali bisogni, di accedere ad un confronto immediato e diretto fra le posizioni differenti che spesso caratterizzano le scelte della cosa pubblica e, in una logica di accountability, rende palese come distribuire le responsabilità tra i vari attori, sia pubblici che privati.

D’altra parte queste spinte sono state recepite dall’amministrazione in modo disomogeneo, con la conseguenza che abbiamo enti molto avanti in questo processo, dotati di strumenti completi e sofisticati per gestire l’interazione con il cittadino, altri interpretano la partecipazione solo come consultazione e, spesso, come mero adempimento ai fini della trasparenza, mentre altri ancora non hanno ancora intrapreso alcun processo di apertura.

Sulla scorta di questi segnali ha preso forma, nel 4° Piano, l’Azione 4 intitolata “Supporto alla partecipazione”. L’obiettivo è quello di dare alle amministrazioni sia centrali che locali che desiderano includere i cittadini nei loro processi decisionali degli strumenti che possano rendere questa operazione rigorosa, di qualità, utile e non troppo onerosa per i cittadini. Insomma dare l’opportunità a tutta la PA di approdare ad un livello standard almeno per quanto riguarda la consultazione.

La prima operazione è far conoscere. Un primo impegno in questa direzione sarà quello di attivare un portale dedicato che diventerà il punto di accesso alle consultazioni della PA. Da un lato i cittadini che vogliono partecipare avranno un unico luogo in cui cercare e potranno essere avvertiti mediante un sistema di news. Dall’altro lato le amministrazioni potranno diffondere le loro iniziative di consultazione in modo coordinato e avere subito e facilmente visibilità su quelle già in atto.

Un secondo passo è quello di creare uno standard condiviso per la PA. L’impegno in questa direzione è quello di definire in modo partecipato una guida operativa per la progettazione e la realizzazione dei processi consultivi, ispirata alle migliori pratiche internazionali. Una volta definita, tale guida sarà diffusa tramite il portale di cui al punto precedente e applicata a varie consultazioni per valutare la sua usabilità. Tutte le consultazioni che saranno pubblicizzate sul portale saranno “misurate” attraverso l’aderenza alle raccomandazioni contenute nella guida.

La terza operazione è quella di fornire alla PA la “cassetta degli attrezzi”. In accordo con la guida operativa e nell’ottica della condivisione, l’impegno in questa direzione porterà alla creazione di una piattaforma hw e sw open source per la creazione di processi consultivi completi (dall’ideazione alla rendicontazione). Questa piattaforma sarà resa disponibile a tutte le amministrazioni in riuso, e sarà affiancata da un help desk dedicato e da una serie di attività di formazione per dipendenti pubblici.

Fino al 30 Aprile 2019 è possibile partecipare alla consultazione su questa azione lasciando un commento in questa pagina