A seguito della pubblicazione del 4° Piano d’azione nazionale per l’Open Government 2019-2021 e della relativa consultazione che si concluderà il 30 aprile 2019, pubblichiamo sul nostro blog una serie di approfondimenti in cui i responsabili delle Azioni previste dal Piano raccontano le motivazioni e gli obiettivi di ciascun azione o impegno. Di seguito l’intervento dedicato all’azione 6 per la diffusione della cultura dell’amministrazione aperta. 

 

di Marco Marrazza

I “pilastri” del governo aperto che l’iniziativa dell’OGP promuove a livello globale, partecipazione, trasparenza e accountability, sono dei potenti motori di trasformazione del rapporto che lega il cittadino all’amministrazione pubblica e viceversa.

Questo rapporto fa parte della cultura che ogni paese esprime, in quanto plasma il sentire ed il pensiero di chi opera e agisce all’interno dell’amministrazione e di chi fruisce, o subisce, il prodotto di questo operare, il cittadino.
Pertanto l’opera di apertura dell’amministrazione, in forza di questo rapporto, diventa un’operazione di evoluzione culturale rivolta ai cittadini, considerati come l’insieme che include anche quelli che hanno il ruolo di lavoratori della pubblica amministrazione.

La storia di questo rapporto ha subito negli ultimi decenni, grazie all’evoluzione tecnologica e ai cambiamenti sociali, un’accelerazione che sta spingendo i due poli della relazione verso una ricollocazione del tutto nuova. Fino ad ora il verso del legame è stato, diciamo, a senso unico, con i cittadini che hanno cercato e creato nuove forme di cultura civica (C2PA) e con l’amministrazione che ha risposto sovrapponendo alla cultura dell’adempimento vari strati di apertura, ma sempre ad un solo verso (PA2C): cultura dell’ascolto e della relazione, cultura della comunicazione, cultura della trasparenza.

Ma tutto questo ancora non è stato sufficiente a rispondere ai bisogni, chiari, che una moderna società esprime nei confronti della PA: esprimersi in modo chiaro, semplice, corretto, dare informazioni e dati completi ed esaustivi per comprendere i fenomeni in atto, favorire il monitoraggio e lo scrutinio di ogni scelta pubblica, attraverso l’esposizione di documenti e dati, esporre servizi semplici, standard, coordinati e centrati sul “cliente”, il cittadino (o l’impresa).
È pertanto necessario che il rapporto tra cittadini e amministrazione entri in una dimensione nuova, diciamo “bidirezionale” (C&PA), espressione della cultura del dialogo. Un dialogo che è da costruire e mantenere nel tempo attraverso nuovi ruoli di facilitatori e nuovi strumenti di apertura e innovazione volti a favorire l’incontro, lo scambio di know how, la messa a fattore comune di competenze, l’instaurarsi di partenariati.

Questa cultura del dialogo porta nuovi modi di essere cittadini e di agire da cittadini, in quanto anche il cittadino è chiamato a farsi parte attiva, singolarmente, attraverso la possibilità di contribuire capillarmente in molte forme, e, in modo aggregato e coordinato, attraverso le organizzazioni della società civile.

L’azione 6 del 4 Piano d’azione nazionale si pone su questa linea, per sostenere lo sviluppo di questa cultura del dialogo e favorire la diffusione capillare dei concetti del governo aperto, rendendo possibile il contatto diretto tra i cittadini e i luoghi dell’amministrazione dove questa apertura già accade. È caratteristico di questa cultura, infatti, prescindere da ogni paradigma o pensiero teorico o dottrina, dato che li precede, li anticipa, aprendo la strada ai cambiamenti che poi, su questi piani, devono accadere. E, spesso la sfida per la PA è qui, accadere anche rapidamente se non ci si vuole ritrovare ad inseguire le trasformazioni.

Questi luoghi di incontro e dialogo, che siano fisici o virtuali, App o servizi digitali, saranno evidenziati, comunicati, spiegati, resi noti e inseriti in una strategia complessiva di coinvolgimento e contaminazione rivolta ai cittadini, con particolare riguardo alle categorie deboli, e agli amministratori pubblici attraverso i canali social e iniziative concrete sui territori.

Fino al 30 Aprile 2019 è possibile partecipare alla consultazione su questa azione lasciando un commento in questa pagina