2. Chiarezza

Questa sezione fa parte delle Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia : dal 5 Dicembre 2016 al 12 Febbraio 2017 questo documento è stato sottoposto a consultazione pubblica. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

Gli obiettivi della consultazione, così come l’oggetto, i destinatari, i ruoli ed i metodi devono essere definiti chiaramente prima dell’avvio della consultazione; il processo consultivo, al fine di favorire una partecipazione la più informata possibile, deve essere corredato da informazioni pertinenti, complete e facili da comprendere anche per chi non ha le competenze tecniche.

Criteri

  • L’amministrazione deve esplicitamente definire in anticipo come verrà considerato l’esito della consultazione, ovvero se questo sarà vincolante per le scelte pubbliche o semplicemente consultivo;

  • la consultazione e tutta la documentazione informativa a suo corredo devono essere formulate in un linguaggio facile da comprendere e chiaro, anche in riferimento i potenziali partecipanti;

  • la consultazione e i materiali informativi associati devono essere comunicati e diffusi attraverso modalità tali da rendere edotti e coinvolgere i partecipanti nella formulazione di proposte e commenti;

  • la divisione delle responsabilità e dei ruoli tra amministrazione e partecipanti alla consultazione è resa esplicita chiaramente prima dell’avvio della consultazione;

  • gli indicatori quantitativi e qualitativi e le metodologie per la valutazione finale della consultazione sono definiti chiaramente nella fase iniziale e resi pubblici.

34 Commenti

  1. cribion

    questo il punto essenziale e trainante.Reference

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  2. Angela Creta

    Si potrebbe aggiungere che la consultazione e la documentazione a corredo, compresa la valutazione finale, resteranno disponibili on line per visione e consultazione anche a consultazione finita.Reference

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  3. Angela Creta

    E’ già espresso nel Principio 3Reference

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  4. gerardo de luzenberger

    Si potrebbe aggiungere che si mettono a disposizione non solo i documenti “di maggioranza” ma anche “di minoranza”. Se qualcuno è cntrario all’opera o alla decisione può portare a sostegno della propria posizione anche documenti ecc. che devono essere messi a disposizione della comunità chiamata a prendere una decisione.

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    • chiara pignaris

      Aggiungerei chiarezza sui documenti informativi: chi li ha prodotti, in base a quali dati/studi, fonti delle informazioni..

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  5. Giampiero Mugheddu

    Ritengo di difficile attuazione che tutte le consultazione pubbliche siano “facili da comprendere anche per chi non ha le competenze tecniche”.
    il periodo con “complete e facili da comprendere per i destinatari della consultazione”.
    Nel caso delle consultazioni più tecniche non si potrà prescindere dall’utilizzo di un linguaggio comprensibile solo agli addetti ai lavori. Quindi occorrerà restringere parecchio i destinatari.Reference

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    • chiara pignaris

      Si potrebbe chiedere che per i temi complessi siano prodotte anche (non “solo”) delle “sintesi non tecniche in stile divulgativo”. Giusto che ci siano destinatari più esigenti e competenti, ma se è una “consultazione pubblica” tutti i cittadini/e hanno diritto di capire.

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  6. Antonio Casella

    ERRATA
    i ruoli ed i metodi
    CORRIGE
    i ruoli e i metodiReference

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  7. Antonio Casella

    La parola “ovvero” è in se ambigua. Non si capisce se quell’ovvero significa “oppure” o “vale a dire”.
    Propongo di riscrivere la frase.

    ERRATA
    L’amministrazione deve esplicitamente definire in anticipo come verrà considerato l’esito della consultazione, ovvero se questo sarà vincolante per le scelte pubbliche o semplicemente consultivo;
    CORRIGE
    L’amministrazione deve esplicitamente definire in anticipo come sarà considerato l’esito della consultazione, vale a dire se sarà vincolante per le scelte pubbliche o semplicemente consultivo;Reference

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  8. Antonio Casella

    C’è un errore di battitura.

    ERRATA
    anche in riferimento i potenziali partecipanti;
    CORRIGE
    anche in riferimento ai potenziali partecipanti;Reference

    Rispondi
  9. Antonio Casella

    Il criterio riguarda i materiali informativi. Quindi è preferibile riscrivere più chiaramente la frase.

    ERRATA
    la consultazione e i materiali informativi associati devono essere comunicati e diffusi attraverso modalità tali da rendere edotti e coinvolgere i partecipanti nella formulazione di proposte e commenti;
    CORRIGE
    i materiali informativi associati alla consultazione devono essere comunicati e diffusi attraverso modalità tali da rendere edotti e coinvolgere i partecipanti nella formulazione di proposte e commenti;Reference

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  10. Alberto Cottica

    Ottimo. È importante non essere estrattivi, cioè non considerare tempo e attenzione dei cittadini come una risorsa abbondante.Reference

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  11. Alberto Cottica

    Più che di facilità, parlerei di chiarezza e di adeguatezza. Come diceva Einstein: “as simple as possible, but no simpler”. I materiali devono essere chiari, ma non al prezzo di banalizzare il problema.Reference

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  12. Alberto Cottica

    Bene. Un concetto che può essere utile è quello di “contratto sociale”.Reference

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  13. Stefano Cariani

    Per evitare che le azioni di comunicazione vengano improvvisate, sarebbe opportuno inserire dei precisi riferimenti normativi: “Le azioni di comunicazione e diffusione devono essere svolte con modalità e professionalità previste dalla normativa vigente in materia di comunicazione pubblica (L. 150/2000 – Decreto Legislativo del 14 marzo 2013, n. 33 – Direttiva del Ministro per la Funzione Pubblica, ottobre 2005 ecc.)Reference

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  14. Ermelinda Fedele

    Che l’esito di una consultazione possa essere strettamente vincolante per l’amministrazione promotrice dipende da più fattori. In primo luogo dipende dal grado di ‘oggettività’ del tipo di strumento prescelto.
    Se si utilizzano strumenti di rilevazione oggettiva come può essere un sondaggio, finalizzato a raccogliere informazioni sulla esperienza del fruitore è più probabile che gli esiti siano vincolanti per la progettazione di un servizio centrato sull’utente.
    Se si utilizza invece un tipo di consultazione ‘di principio e di indirizzo’ che fa appello alle competenze di settore ma anche al senso civico dei cittadini allora lì la discrezionalità dei decisori finali oltre a risultare meno facilmente misurabile è anche più consistente. In questo caso, infatti, il principio ispiratore della consultazione, quale processo decisionale pubblico, va contemperato con il principio della responsabilità del decisore.
    Chi decide si assume una responsabilità, pertanto può accogliere il contributo specialistico di un cittadino competente in materia, considerare l’apporto esperienziale di un ipotetico fruitore così come può escludere un commento poco pertinente.
    Coloro che accettano di partecipare ad una consultazione pubblica devono essere consapevoli di questo e accettare questa pratica anche come un momento di conoscenza e di crescita attraverso la condivisione di valori, di esperienze di buone pratiche.Reference

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  15. Valentina Piersanti

    Dividerei in due punti:

    L’amministrazione deve rendere esplicito all’avvio del processo di consultazione l’obiettivo che intende perseguire (analisi/ascolto, co-design di politiche, servizi, ecc; definizione di scenari; generazione di idee; monitoraggio e valutazione, ecc.)

    L’amministrazione deve dare evidenza alle modalità con cui verrà utilizzato l’esito 
della consultazione: come, con quali tempi e in che misura questo andrà a modificare le scelte pubbliche;Reference

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    • chiara pignaris

      Se si parla di co-design di politiche e servizi, definizione di scenari.. si entra nel campo dei processo partecipativi, che sono cosa diversa dai processi di consultazione e richiedono metodologie interattive. In queste linee guida mi sembra che si stia parlando solo di consultazione.

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  16. Valentina Piersanti

    Le modalità di comunicazione della possibilità di partecipazione alla consultazione devono essere coerenti e adeguate al raggiungimento dei partecipanti che si intende raggiungere (social network, canali web istituzionali, scuole, associazioni, sportelli pubblici, media tradizionali, ecc)Reference

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  17. Valentina Piersanti

    Nella fase di progettazione della consultazione dovranno essere previsti degli indicatori misurabili relativamente a livello di partecipazione, qualità dei contributi pervenuti, effettivo raggiungimento della tipologia di partecipanti, adeguatezza della comunicazione e diffusione della consultazione. Questi andranno resi pubblici al momento dell’avvio della consultazioneReference

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  18. marcobava

    mi raccomando frasi semplici e concise.Reference

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  19. marcobava

    una consultazione per essere seria deve essere vincolanteReference

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    • Leonardo Ferrante

      Direi che queste linee possono divenire vincolanti quando è obbligatoria la consultazione (esempio Piani triennali anticorruzione) e opzionale quando non lo è

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  20. Leonardo Ferrante

    Non solo tutto ciò che giustamente vi è scritto, ma anche i tempi della consultazione devono essere definitivi, un cronoprogramma necessarioReference

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  21. Leonardo Ferrante

    Si può riprendere, in aggiunta, il concetto di fruibilità, usato già dal dlgs 33/13.
    Inoltre, si può far riferimento a strumenti come infografiche, linee del tempo, mappe concettuali e georeferenziazioni (ove sensato).Reference

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  22. Leonardo Ferrante

    Posso dirlo? Teniamolo a mente anche per le prossime volte di OGP. Partecipazione è una cosa, consultazione è un’altra. Le stesse parole richiamano esperienze differenti e va fatta forte attenzione all’impatto dei concetti su chi li ascolta, specie se li conosce bene. La prima chiarezza nasce dal non confondere appunto i concetti, per eccessi di zelo pure comprensibili, ma col rischio di essere fuorvianti. Pertanto, la consultazione va chiamata come tale, la partecipazione va prevista in tutte le sue fasi (proposta di diversi stakeholder, incontro tra stakeholder, produzione di materiale congiunto). Credo sia chiaro il concetto anche in riferimento a OGP, per il bene di OGP stessa.Reference

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  23. Leonardo Ferrante

    Qualche esempio potrebbe aiutare gli enti.Reference

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  24. Leonardo Ferrante

    Questo concetto va ribadito in ogni parte di questo documento, coniugandosi via via. È quanto ho fatto in diversi miei commenti.Reference

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  25. Susanna Ferro - Transparency International Italia

    Aggiungere criterio su chiarezza nella formulazione del quesito della consultazione (criterio diverso da chiarezza del linguaggio) per evitare quesiti inutilmente lunghi e ingannevoli.Reference

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  26. Riparte il futuro

    sarebbe auspicabile che una modalità online fosse sempre prevista.Reference

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    • Laura Strano

      concordo , anche più di una modalità on-line! i canali devono essere plurimi e diversificati

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  27. chiara pignaris

    Ma scherziamo?? vincolante non può essere mai! si sta parlando di consultazione con di democrazia diretta che è un’altra cosa e necessita di strumenti diversi. Il testo del primo criterio è fuorviante.Reference

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  28. CMDI

    L’informazione dovrebbe svolgersi su più livelli: informazione dell’esistenza della consultazione(con la funzione di promozione), importante per incrementare la partecipazione, sostenere la motivazione e avvicinare anche i cittadini tiepidi ma interessati alla pratica; informazione semplificata ad uso di tutti, sopratutto dei media (locali e nazionali, online, ovviamente dipende dal tipo di consultazione) che dovrebbero svolgere un ruolo o che potrebbero in assenza di informazioni precise della fonte cercare altrove; informazioni (testi specifici, video, statistiche, dati) precise, dettagliate e imparziali per consentire una partecipazione informata alla consultazione.Reference

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  29. Laura Strano

    Ogni consultazione dovrebbe a mio avviso essere strutturata secondo un modello di schema suddiviso in punti o fasi . Tanto per fare un esempio, solo un esempio ovviamente …
    a) obiettivo della consultazione e risultati attesi :
    b) modalità e tempi di partecipazione
    c) riferimenti a eventuali fonti normative o documenti correlati da visionare
    d) introduzione di un quesito semplificato in modo che chiunque possa capire da introdurre a margine del documento principale
    e)modalità di definizione del report finale con la possibilità di partecipazione da parte dei contributori e comunicazione delle modalità e dei tempi di pubblicazione (preferibilmente on-line ma anche con altre modalità da valutare rendendo disponibile ad esempio il report anche presso gli uffici dell’Amministrazione, URP ad esempio )
    f) pubblicazione del report
    g) monitoraggio dopo un certo lasso di tempo valutando la possibilità di riapertura della consultazione se possibile
    E’ solo un esempio.

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