3. Trasparenza

Questa sezione fa parte delle Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia : dal 5 Dicembre 2016 al 12 Febbraio 2017 questo documento è stato sottoposto a consultazione pubblica. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

Tutte le fasi e gli aspetti del processo di consultazione sono resi pubblici, non solo per la platea dei diretti interessati alla materia oggetto di consultazione, ma per tutta la cittadinanza.

Criteri

  • Le attività di comunicazione accompagnano e supportano la consultazione lungo le fasi di progettazione, svolgimento e valutazione, al fine di rendere effettivo il diritto alla partecipazione, favorire il coinvolgimento attivo e migliorare la qualità dei processi inclusivi;

  • l’amministrazione, al termine della consultazione (ed al termine di ogni fase per i processi consultivi più complessi), ne rende pubblico l’esito attraverso un rapporto di sintesi che, oltre a riassumere le posizioni raccolte, chiarisce come e quali di queste influenzeranno la decisione finale e/o rende noto i motivi per cui, eventualmente, non potranno essere accolte.

  • l’amministrazione rende pubblici tutti i documenti a corredo della consultazione, nonché le posizioni espresse dai partecipanti, i loro commenti e le loro proposte, sia in formato integrale che attraverso rapporti di sintesi, in modo da favorire un controllo diffuso ed adeguato; tale documentazione deve essere resa disponibile nei formati digitali tali da permetterne la condivisione, il riuso e la permanenza nel tempo;

  • l’amministrazione garantisce la trasparenza sui partecipanti alla consultazione, pubblicando informazioni in forma aggregata (es.: numero di partecipanti, numero dei commenti pervenuti, natura dei partecipanti) e, dove questo non comporti una violazione della privacy, in forma puntuale (es.: l’amministrazione rendere pubblici i nomi dei partecipanti).

26 Commenti

  1. gerardo de luzenberger

    Sono tutti punti molto importanti. Forse va aggiunta anche la trasparenza sui finanziamenti al percorso di consultazione e l’entità delle spese sostenute. Chi ci mette i soldi? Come vengono spesi?

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    • Leonardo Ferrante

      Esatto, l’ho aggiunto anche io. Mi spiace non aver visto prima questo tuo commento.

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  2. Giampiero Mugheddu

    La frase “…garantisce la trasparenza sui partecipanti” non è molto chiara? Si intende preservare l’anonimato dei partecipanti?Reference

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  3. Giampiero Mugheddu

    Potrebbe aver senso chiamare questa sezione “Trasparenza e Comunicazione”?

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  4. Salvatore Pezzino

    Se alla consultazione partecipano le associazioni deve essere indicato il nome del loro rappresentante legale

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  5. Valentina Piersanti

    …. in forma aggregata (es.: numero di partecipanti, numero dei commenti pervenuti, caratteristiche anagrafiche, tipologia delle organizzazioni di appartenenza,ecc.) e, dove questo non comporti una violazione della privacy, in forma puntuale (es.: l’amministrazione rendere pubblici i nomi dei partecipanti e/o delle organizzazioni consultati ).Reference

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  6. Leonardo Ferrante

    Direi che, per trasparenza appunto, sarebbe opportuno informare su una previsione di costi con successiva informazione su quelli effettivamente sostenuti.
    Pertanto, bene dire: tutte le fasi, gli aspetti e i costi del processo …Reference

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  7. Leonardo Ferrante

    Sarebbe utile enucleare, a titolo di esempio, quali siano i canali di comunicazione che facciano da connettore al tutto, per ispirare gli enti.Reference

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  8. Leonardo Ferrante

    ERRATA CORRIGE: rende noti.Reference

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  9. Leonardo Ferrante

    Quanto tempo?Reference

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    • Angela Creta

      Concordo. Si potrebbe anche pensare ad un playbook come quello fatto dall’Agid per le linee guida del design dei servizi pubblici

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    • Laura Strano

      concordo sul sito unico, fermo restando che l’avvio della consultazione a mio avviso deve sempre essere pubblicato nel sito dell’Amministrazione interessata e comunicato in tutte le modalità e con tutti i canali possibili

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  10. Susanna Ferro - Transparency International Italia

    Fare e comunicare anche, se possibile, una valutazione dei costi e benefici delle opzioni proposte e considerateReference

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  11. Riparte il futuro

    Non e’ chiaro: manca un verbo?Reference

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  12. chiara pignaris

    Si introduce il termine “processi inclusivi” senza spiegarlo. La consultazione dei singoli è solo il primo passo di un processo inclusivo. Se si vuole arrivare a processi di co-decisione è necessaria una seconda fase di interazione, confronto e condivisione che richiede attività di facilitazione esperta.Reference

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  13. chiara pignaris

    Aggiungerei che dovrebbe rendere pubblici i nomi (o almeno la natura tecnica) dei soggetti che hanno fatto la sintesi.Reference

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    • Laura Strano

      concordo

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  14. Marieva Favoino

    “… chiarisce come e quali di queste influenzeranno la decisione finale” eliminare QUALIReference

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  15. Piero Ricci

    Con il D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97 è sparito l’obbligo dei Comuni di pubblicare sul loro sito online nella pagina nei Provvedimenti dei Dirigenti dell’Amministrazione Trasparente i provvedimenti amministrativi di autorizzazione e o concessione in base all’art. 23 comma 2 del D.Lgs. 33/2013.
    Questo obbligo era scaturito anche dall’orientamento n° 11/2014 dell’ANAC dove le DIA e SCIA erano equiparate a provvedimenti amministrativi di autorizzazione e o concessione.
    Anche le linee guida del 29/12/2016 dell’ANAC hanno confermato la cancellazione dalla loro pubblicazione.
    Nel confrontarmi con diversi comuni ho trovato delle lacune nell’interpretare il D.Lgs. 97/2016 con il D.Lgs. 222/2016 nel quale vengono definiti solo 5 titoli abilitativi edilizi: Edilizia libera (senza necessità di alcun titolo), CILA (comunicazione inizio attività asseverata), SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), Super SCIA (segnalazione certificata di inizio attività alternativa al permesso di costruire), P.d.C. (permesso di costruire).
    Su due titoli edilizi non vi sono problemi di pubblicazione e trasparenza: Edilizia Libera (non vi sono documenti amministrativi) e Permesso di Costruire (nel DPR 380/2001 è previsto l’obbligo, a carico della Pubblica Amministrazione, di pubblicare le autorizzazioni sull’albo pretorio in modo da creare un controllo diffuso sull’attività edilizia), mentre per CILA, SCIA e Super SCIA essendo documenti amministrativi relativi a interventi edilizi anche importanti (vedi anche interventi strutturali degli edifici) che in molti casi sostituiscono il Permesso di Costruire, a mio avviso non vi è alcuna menzione nel D.Lgs. 97/2016 e nelle linee guida del 29/12/2016 dell’ANAC, nel come rendere trasparenti e accessibili ai cittadini informazioni atte a favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico.
    Dopo questa premessa mi rivolgo a voi per ricevere chiarimenti interpretativi come può e deve essere inteso l’accesso ai documenti amministrativi della CILA, SCIA e Super SCIA ?
    Oppure si può sopperire a ciò con l’accesso civico generalizzato (art. 5, c. 2, D.Lgs. 33/2013) ?
    Anticipatamente ringrazio per la vostra disponibilità, cordiali saluti.
    Piero Ricci

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  16. Fabrizio Gasparetto

    Va tutelata l’anonimità dei partecipanti, quando non diversamente richiesto da essi stessi.Reference

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  17. CMDI

    Questa parte è in generale ben congegnata, fatta eccezione per l’ultimo criterio che ha bisogno di maggiore chiarezza.

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