5. Privacy

Questa sezione fa parte delle Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia : dal 5 Dicembre 2016 al 12 Febbraio 2017 questo documento è stato sottoposto a consultazione pubblica. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

La consultazione pubblica deve garantire il rispetto della privacy dei partecipanti.

Criteri

  • Tutte le fasi del processo di consultazione sono realizzate in modo da rispettare le norme nazionali in tema di privacy;

  • nella fase di ideazione della consultazione l’amministrazione identifica quali informazioni registra e mantiene e per quanto tempo, anche in accordo con il grado di anonimato che si richiede;
  • l’amministrazione rende pubbliche le politiche di privacy relative ad ogni modalità di coinvolgimento prevista dalla consultazione, in modo che il partecipante possa conoscere in anticipo quali informazioni sono raccolte, per quanto tempo e come saranno gestite ed usate, in particolare se sono raccolti i dati sensibili personali;
  • l’amministrazione evidenzia e diffonde le regole di comportamento e i termini di uso per la consultazione a cui i partecipanti sono soggetti (moderazione, rimozioni di contenuti non appropriati, rimozioni di violazioni di privacy altrui, ecc.).

10 Commenti

  1. Alberto Cottica

    Questa parte mi pare superflua. Esiste una normativa sulla privacy. Va rispettata sempre. Quindi anche per le consultazioni. Eliminerei l’intero principio, non è informativo.

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    • marieva favoino

      sono d’accordo. manterrei però l’ultimo criterio, inserendolo nel punto ‘Trasparenza’

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    • Laura Strano

      concordo, io eliminerei tutto. La possibilità di fornire contributi attraverso varie modalità garantisce la privacy. Basta specificare una o più modalità per chi voglia fornire contributi in anonimato dichiarando che in tal caso saranno rispettate le norme vigenti .

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  2. Ermelinda Fedele

    Anche a costo di ridurre la facilità d’uso per l’utente, perchè non prevedere l’accertamento dell’identità al fine di superare l’eventualità della partecipazione anonima o con falso nome?Reference

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    • Marieva Favoino

      Ermelinda, la partecipazione ad una consultazione pubblica non può essere anonima. L’accertamento dell’identità è sempre necessario e, anzi, deve essere frutto, anche online, di un metodo di autenticazione forte.

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  3. marcobava

    la privacy deve essere opzionaleReference

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  4. ANORC Professioni

    Sarebbe necessario non limitare il rispetto delle norme sulla privacy esclusivamente a quelle emanate dal legislatore nazionale, ma anche ai Provvedimenti dell’Autorità garante per la protezione dei dati personali e alle norme dettate dalle istituzioni dell’Unione europea, soprattutto alla luce della recente emanazione del Regolamento generale sulla protezione dei dati personali 2016/679, peraltro già in vigore e a cui anche le pubbliche amministrazioni devono adeguarsi entro il 25 maggio 2018.
    Sarebbe utile, inoltre, specificare il riferimento al “grado di anonimato che si richiede” e riformulare l’espressione riferita alla raccolta di “dati sensibili personali”, in quanto le espressioni impiegate non risultano formulate con sufficiente precisione e chiarezza.

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  5. Riparte il futuro

    per incentivare la partecipazione, sarebbe bene che venissero raccolti, rispetto alle persone fisiche, solo dati aggregati e non dati sensibili personali persone fisiche.Reference

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  6. chiara pignaris

    Un conto è la privacy, che deve essere garantita in ogni percorso di coinvolgimento on-line o off-line, un contro è l’anonimato, che in un percorso improntato alla trasparenza non dovrebbe essere consentito.

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  7. CMDI | Centre for Media and Democratic Innovations

    Siamo pienamente d’accordo sui principi. La normativa sulla privacy va considerata sovra-ordinata rispetto al processo di consultazione. D’accordo anche sul fatto che anonimato e privacy sono cose totalmente diverse.

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