6. Imparzialità

Questa sezione fa parte delle Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia : dal 5 Dicembre 2016 al 12 Febbraio 2017 questo documento è stato sottoposto a consultazione pubblica. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

La consultazione pubblica deve essere progettata e realizzata garantendo l’imparzialità del processo in modo tale da perseguire l’interesse generale della collettività.

Criteri

  • L’amministrazione non deve essere indirizzata da interessi particolari durante l’intero processo consultivo;

  • la platea dei soggetti chiamati a partecipare alla consultazione deve comprendere tutti i potenziali interessati alla materia oggetto di consultazione, sia quelli interessati direttamente che indirettamente dalla decisione pubblica;

  • i quesiti sono formulati in una modalità neutra tale da non creare pregiudizi che conducano ad un esito predeterminato;

  • l’analisi dei dati e delle informazioni reperite attraverso la consultazione deve essere effettuata in modo neutro, completo e trasparente.

15 Commenti

  1. Simone Franceschini

    Direi “gli interessi rilevanti” e non “tutti i potenziali interessati” per due motivi:
    1. Invitare sempre “tutti” potrebbe pregiudicare l’efficacia e l’efficienza di una procedura partecipativa che, nella sua essenza, ha sempre un ruolo di sintesi che lo distingue dai processi di democrazia diretta
    2. Direi “interessi” e non “interessati” in quanto la procedura partecipata è un luogo in cui gli interessi devono essere rappresentati, fermo restando che spesso coloro che vengono chiamati sono solo i rappresentati di specifici interessi, e non tutti gli interessati.Reference

  2. gerardo de luzenberger

    Mi spaice ma penso invece che la formulazione proposta sia migliore. COmpito della partecipazione non è fare sintesi, ma di dare visibilità e “voce” alla complessità che si muove intorno a quella decisione. In un mondo in cui poche persone hanno la forza di bloccare una decisione pubblica questo è fondamentale. Anche perchè altrimenti il principio stesso di esclusione non è un problema.

    Dei numeri non serve preoccuparsi. Chi si occupa di queste cose sa come gestirli.

  3. Giampiero Mugheddu

    Potrebbe aver senso aggiungere un ulteriore criterio:
    “L’analisi e l’interpretazione dei risultati della consultazione deve essere svolta da un soggetto diverso da quello che deve prendere la decisione”Reference

  4. Alberto Cottica

    Eliminerei questa parte, che pertiene piuttosto al principio di inclusione. Bene il resto.Reference

  5. Giandiego

    Andrebbe esplicitata la opportunità di ricorrere a figure terze, cioé ad esperti della facilitazione di processi partecipativi, che disegnino il processo consultivo e lo conducano. Equivicini ( come direbbe L. Bobbio) a tutti i partecipanti ed alla PA, i facilitatori avrebbero il compito di garantire un confronto quanto più possibile creativo e dalle svariate argomentazioni

  6. marcobava

    come si raggiungono ?Reference

  7. marcobava

    come si a sapere se sono veramente neutri ?Reference

  8. Luisa Romano

    Se si parla di imparzialità, più che garantire la presenza della totalità dei soggetti coinvolti (che rimanda forse più al concetto di inclusione) si potrebbe parlare della necessità di garantire la rappresentanza di una pluralità di interessi.Reference

  9. Susanna Ferro - Transparency International Italia

    Chi garantisce questa imparzialità? Può essere necessario un organo terzo che ne controlli l’imparzialità e a cui appellarsi in caso di necessità.Reference

  10. Riparte il futuro

    per rendere questa previsione più aderente alla realtà e alle prassi delle decisioni amministrative, chiediamo che ci sia piena trasparenza sugli orientamenti dell’amministrazione all’inizio della consultazioneReference

  11. Riparte il futuro

    Demandare alla sola amministrazione la scelta dei soggetti interessati pare limitante. Ad ogni modo sembra più puntuale includere questa previsione sotto il paragrafo ‘Inclusività’.Reference

  12. Riparte il futuro

    come viene garantito il modo neutro, completo e trasparente?Reference

  13. chiara pignaris

    L’amministrazione può avere anche un’interesse (es. tagliare i costi di un servizio) l’importante è che lo espliciti in modo trasparente. Chi progetta, organizza e gestisce un processo o un evento partecipativo deve invece essere neutrale rispetto al merito delle questioni e assicurare la valorizzazione di tutte le opinioni, comprese quelle minoritarie, evidenziando gli interessi e gli impatti in gioco. Es. la legge urbanistica toscana (Lr. 65) prevede una figura di Garante e forse anche altre.Reference

  14. Fabrizio Gasparetto

    Giustissimo. E siccome la “neutralità” rischia di coincidere con la censura o l’autocensura, renderei questo principio efficace attraverso il suo opposto: dare ampia e diffusa documentazione di tutte le posizioni in campo.

  15. CMDI | Centre for Media and Democratic Innovations

    Siamo d’accordo con la gran parte della formulazione.
    Siamo d’accordo con “Riparte il futuro” sulla necessità che ci sia piena trasparenza sugli orientamenti dell’amministrazione all’inizio della consultazione. Vanno anche definiti i criteri affinché la consultazione possa essere effettuata in modo neutro, completo e trasparente. Questo ultimo punto è molto delicato è necessita, a nostro avviso, di una grande attenzione nella formulazione dei criteri di neutralità, completezza e trasparenza (magari anche adottando e adattando alcuni degli indicatori internazionali che vengono normalmente usati per misurare tali “grandezze”).