9. Orientamento al cittadino

Questa sezione fa parte delle Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia : dal 5 Dicembre 2016 al 12 Febbraio 2017 questo documento è stato sottoposto a consultazione pubblica. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

La consultazione richiede ai soggetti chiamati a partecipare un onere in termini di tempo e risorse e, pertanto, deve essere organizzata in modo da rendere tollerabile questo impegno e facilitare la partecipazione.

Criteri

  • La consultazione, in funzione dell’impegno temporale richiesto per partecipare, prevede forme di facilitazione (salvataggi intermedi, stampe, ecc.) che permettano all’utente di conciliare l’atto della partecipazione con le proprie esigenze di vita e lavoro;

  • l’amministrazione evita di far coincidere il periodo di consultazione con i periodi dell’anno come quelli festivi o di fine anno;

  • al fine di evitare sovrapposizioni con iniziative di consultazione che si rivolgono alla stessa platea di soggetti, l’amministrazione favorisce il coordinamento con le altre amministrazioni e con i livelli di governo, in modo da assicurare coerenza ed evitare inutili duplicazioni;

  • nel caso di materie di vasto interesse pubblico che sono soggette a frequenti processi decisionali o che prevedono il coinvolgimento stabile di soggetti portatori di interesse, l’amministrazione può valutare l’adozione di processi consultivi su base periodica (consultazioni cicliche).

12 Commenti

  1. gerardo de luzenberger

    “forme di facilitazione” secondo me va evitata come parole – nel mondo della partecipazione indica una cosa diversa da quella che si specifica nel criterio.Reference

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  2. gerardo de luzenberger

    Se si specifica questo occorre anche parlare di orari secondo me. I cittadini e le associazioni hanno difficoltà normalmente a partecipare in orario lavorativo. Al contrario chi partecipa per “lavoro” preferisce farlo nel suo orario di lavoro appunto. Ma occorre scegliere orari oltre che date e giorni che consentano la partecipazione. Anche sui luoghi occorre scegliere luoghi che la gente frequenta facilmente – per quanto possibile occorre andare a casa delle persone ed evitare di “convocarle” in luoghii dove magari non si sentirebbero a proprio agio.Reference

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  3. Giampiero Mugheddu

    Questi potrebbero essere gli stessi periodi in cui i privati hanno maggior tempo per dedicarsi ad una consultazione.
    Lo toglierei anche perché la durata consigliata delle consultazioni è 8-12 settimaneReference

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  4. marcobava

    magari dare una incentivazione in bonus imposteReference

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  5. marcobava

    non detto perché’ si ha piu’ tempoReference

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  6. Luisa Romano

    Non credo sia necessario dare indicazioni temporali così precise, anche perché potrebbero esserci dei casi, seppur sporadici, in cui i periodi festivi siano quelli più adatti a una particolare consultazione.Reference

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  7. Riparte il futuro

    andrebbe evitato anche quello delle ferie estive, che in Italia è fondamentalmente il mese di agostoReference

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  8. chiara pignaris

    Qui si parla solo di consultazione online. Aggiungerei anche qualcosa per le forme offline: orari adeguati, luoghi accessibili (v. commento di Gerardo).Reference

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  9. Matteo Brunati

    Fondamentale gestire il costo della partecipazione: da un lato è fondamentale aggregare i materiali grezzi emersi nel percorso di partecipazione e rimetterli in circolo come patrimonio indiretto di conoscenza che si è creata, un patrimonio da valorizzare e non disperdere.
    Potrebbe essere una forma di contenuto da mettere a disposizione di altri processi o della colllettività come Open Data, considerato quasi come se fosse una sorta di esternalità positiva. Per alcuni dei temi toccati dal processo potrebbe aiutare a creare una partecipazione informata in altre fasi future e qualsiasi sia l’esito del singolo processo di partecipazione aiuta a non disperdere capitale sociale. Il tempo e le conoscenze messe sul piatto dalla cittadinanza hanno comunque del valore.

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    • Marieva Favoino

      ottimo punto Matteo! esistono già piattaforme open source che prevedono individuazione partecipanti, consentendo il versionamento dei documenti (v. github)

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  10. CMDI | Centre for Media and Democratic Innovations

    Siamo d’accordo con Matteo Brunati e Mariaeva Favoino; è necessario adottare piattaforme che consentano individuazione delle/dei partecipanti e le diverse versioni dei documenti.
    Ottimi i punti relativi alla necessità di evitare sovrapposizioni con altre consultazioni (e quindi l’impegno al coordinamento fra le amministrazioni) e con i periodi festivi.
    Sarebbe utile prevedere forme di consultazione ibride che consentano di integrare la dimensione online (esperienze come “giurie dei cittadini” o simili, già in uso in diversi Paesi, potrebbero favorire la partecipazione e rendere le Amministrazioni più orientate al cittadino). Ovviamente quest’ultimo punto avrebbe bisogno di un’analisi approfondita sulle architetture più adeguate a favore delle cittadine e dei cittadini.

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