Accesso e riuso dei dati del sistema educativo

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

10.
Accesso e riuso dei dati del sistema educativo

 

Descrizione breve

Realizzare una strategia di sistematica valorizzazione dell’informazione del sistema educativo, volta sia all’apertura dei dati (per cittadini, altre istituzioni, imprese e mondo della ricerca) sia ad abilitare lo sviluppo di nuove competenze digitali e di partecipazione. Attivare una infrastruttura che permette la pubblicazione tempestiva e di qualità di dati ad alta rilevanza relativi a tutto il sistema educativo quale strumento per accompagnare l’innovazione delle metodologie didattiche e dei percorsi formativi capaci di trasformare gli studenti da meri consumatori in “consumatori critici” e “produttori” di contenuti e architetture digitali.

 

Obiettivo generale

Accrescere la disponibilità e aumentare la capacità di fruizione ed elaborazione dei dati non legata esclusivamente ad abilità specialistiche, ma investendo l’attività del ministero, delle istituzioni, della società e delle imprese, a tutti i livelli.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
MIUR Scuole, enti locali, Regioni, ANCI, UPI, Presidenza del Consiglio, Ministero per lo Sviluppo Economico

2016

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale

Il Ministero dispone di un grande patrimonio di dati, frutto di procedure amministrative e gestionali, di apposite rilevazioni statistiche e delle attività di valutazione e autovalutazione della didattica e della ricerca.

Le informazioni sono solo parzialmente a disposizione delle singole istituzioni per le loro scelte gestionali e solo in minima parte accessibili in modo aperto al più ampio pubblico. Il patrimonio informativo del Ministero pertanto non è ancora pienamente valorizzato né reso fruibile nelle modalità ottimali.

La valorizzazione del patrimonio informativo del MIUR è una fondamentale pratica di buon governo, trasparenza e partecipazione per realizzare un corretto rapporto tra l’amministrazione e il cittadino. In particolare: cambia il concetto di trasparenza amministrativa, trasformandola la richiesta di accesso ad una informazione da parte di un individuo a  flusso costante di informazioni per la società intera, per il pubblico scrutinio e per la responsabilizzazione dell’amministrazione; è utile all’amministrazione stessa, che beneficia dell’esposizione al pubblico per abbattere i tempi della burocrazia per la circolazione di informazioni tra amministrazioni; fornisce alla società civile e al settore commerciale la materia prima per sviluppare applicazioni e servizi ad alta densità informativa, attraverso visualizzazioni, incroci con altri dati, elaborazioni tipiche delle grandi moli di dati (big data), spesso semplificando o aumentando di valore il servizio che le stesse amministrazioni offrono.

 

Risultati attesi

Creazione del Portale Unico dei Dati della Scuola, progettato per favorire un’agevole lettura di dati di qualità, e accompagnato da una struttura di politiche di accesso a scopi di accountability, partecipazione, riuso a fini commerciali e ricerca.

Una sezione dedicata del Portale ospiterà una “palestra di dati”, ossia un ambiente espressamente destinato alla cultura del dato e per accompagnare i poli di formazione e di crescita dei futuri data scientist.

Il lancio del portale sarà accompagnato da un hackathon, coinvolgendo le comunità di sviluppatori, società civile e studenti, anche allo scopo di disegnare con l’amministrazione i successivi rilasci di dati e aggiornamenti.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Consegna della prima versione del Portale Unico dei Dati della Scuola. Settembre 2016
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

2. Creazione della palestra di dati. Il lancio del portale sarà accompagnato da un hackathon, che si ripeterà a periodicità semestrale. Ottobre 2016
Impegno nuovo Impegno già in corso

5 Commenti

  1. Carla Nanni

    I dati dovrebbero essere resi disponibili, in maniera anonima, in valori assoluti con tutte le distinzioni necessarie (sia a livello di scuola sia per le caratteristiche sociodemografiche dello studente) per permettere il calcolo della maggior parte degli indicatori scolastici a vari livelli di aggregazione territoriale. Si dovrebbe, inoltre, prevedere anche un livello di accesso ai microdati specifico per gli istituti di ricerca che ne facciano richiesta.
    (come ad esempio ha realizzato l’INVALSI per l’accesso ai propri dati). Cordiali saluti

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  2. Ermelinda Fedele

    Open data – Accesso ai dati

    Se parliamo di accesso ai dati del sistema educativo, è necessario considerare come target di riferimento la ricerca, l’università, la scuola, gli enti, le istituzioni del sistema formativo e quelle a questo correlate, le associazioni sindacali, le case editrici, le aziende che operano nell’ambito delle TIC per la didattica, i fornitori, i mezzi di informazione di settore. A beneficiare della prevista centralizzazione del sistema di accesso ai dati nonché dell’apertura di dati oggi inaccessibili sarebbe non un’istituzione ma l”indotto’ del sistema educativo che nel suo complesso genera l’offerta formativa del paese.

    L’opportuno perseguimento dell’obiettivo di rendere accessibili i dati passa per una loro strutturazione organica che consenta di riordinare, indicizzare e integrare dati attualmente distribuiti su vari portali come Scuola in chiaro, il sito Invalsi o quello del MIUR da cui è possibile estrarre dati sul personale docente, sul successo o sulla dispersione scolastica, sulla valutazione del sistema.

    Rendere accessibili e al tempo stesso centralizzare i dati implicherebbe:
    – un’efficace indicizzazione: primo requisito che consente l’accesso è quello che risponde all’ipotetica domanda dell’utente “Esistono dati del MIUR sull’argomento che mi serve o che mi interessa?” quindi “Dove li trovo?”.
    – la possibilità di creare rapporti di ‘relazione’ tra i dati: garantire il dialogo tra le basi di dati dell’intero sistema attribuirebbe una maggiore varietà ed una maggiore specializzazione e significatività delle elaborazioni ottenute incrociandoli.

    Open content – Accesso ai contenuti didattici
    La creazione di un sistema unico e organico (non mi pare previsto in questo punto del piano) relativo ai contenuti didattici e a casi studio sarebbe invece funzionale a mettere a sistema la condivisione di esperienze didattiche, consentendo il riuso dei contenuti e dei metodi e favorendo il superamento dei limiti individuali di ciascun docente che, partendo dalle esperienze altrui, potrebbe elaborare nuove proposte o completare e migliorare l’esistente determinando una evoluzione della ricerca didattica in chiave ‘open’.Reference

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  3. Pierluigi Cara

    Prevedere la creazione di Open Data di qualità, con particolare riferimento alla frequenza di aggiornamento, alla consistenza dei dati ed alla metadocumentazione secondo RNDT o DCAT-AP-IT (a seconda che siano o meno geografici), anche ai fini dell’interoperabilità con i portali nazionali AgID.
    Prevedere anche la possibilità di integrare i dati scolastici con altri dati inerenti allo stesso tema ma in possesso ad altre amministrazioni (ad. es. le verifiche sismiche sugli edifici scolastici effettuate dalle Regioni).Reference

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  4. marco bava

    OTTIMO se viene messo a disposizione in modo interattivo

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  5. Vittorio Scarano

    Sono docente all’Università di Salerno e sono il coordinatore del progetto di ricerca Horizon2020 su Open Data e Trasparenza, dal nome “Raising Open and User-friendly Transparency-Enabling Technologies fOr Public Administrations” (ROUTE-TO-PA).
    Il progetto (2015-2018) comprende 12 partner con 5 pilot nelle Pubbliche Amministrazioni di Dublino, L’Aja, Prato, Issy-les-Moulineaux e Groningen in 4 paesi europei.
    Il progetto ha una forte componente italiana, includendo oltre a Prato come Amministrazione, la partecipazione di Ancitel (sviluppo tecnologico) e quella del Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno (coordinatore, responsabile dello sviluppo delle piattaforme software collaborative e sociali).

    Lo scopo del progetto è cercare di rendere gli Open Data offerti dalla Pubblica Amministrazione più facilmente fruibili e comprensibili dai cittadini.
    Uno degli strumenti principali che stiamo sviluppando è la Social Platform for Open Data (SPOD), che permette ai cittadini di discutere sugli Open Data, argomentare con gli Open Data e anche co-creare in un ambiente cooperativo dataset che possono essere utilizzati nella comunità. Il prototipo viene testato nei pilot a partire da Ottobre 2016.

    Il software, sviluppato dal nostro progetto, è ovviamente disponibile open-source ed è a disposizione di tutti coloro (PA, comunità, associazioni, etc.) che vogliano dotarsi di un ambiente sociale che permette di discutere in maniera evoluta usando gli open data, per facilitarne comprensione, uso, fruizione e creazione. La Social Platform è progettata per poter utilizzare i dati provenienti dai repository CKAN delle Pubbliche Amministrazioni o di altre associazioni e poterla utilizzare (opportunamente visualizzati) all’interno delle classiche attività da social network. Sono anche previste aree di lavoro per piccoli gruppi che permettono di co-creare semplici dataset con uno spreadsheet condiviso, permettendone l’uso nella discussione sul social network.

    SPOD si offre particolarmente bene a supportare le interazioni sugli Open Data previsti dalla azione, volta alla maggiore valorizzazione dei dati e allo sviluppo di competenze in tale ambito. La possibilità di co-creare dataset tramite SPOD, ad esempio, rappresenterebbe un’importante tassello nelle attività di Hackathon che sono menzionate nella attività 2.
    SPOD, oltre che alle attività di Pilot del progetto, verrà utilizzato nell’ambito dei Beni Culturali per la Regione Campania, in una attività (in collaborazione con il Distretto Regionale DATABENC) che punta a coinvolgere le comunità locali nella co-creazione di dataset riferiti alle ricchezze culturali, ambientali, paesaggistiche locali.

    Il sito del progetto è http://www.routetopa.eu, e siamo disponibili all’indirizzo coordinator@routetopa.eu e vitsca@unisa.it per contatti e collaborazioni per l’utilizzo.

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