Anticorruption Academy

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

17.
Anticorruption Academy

 

Descrizione breve
Realizzare un percorso formativo di carattere generale in materia di anticorruzione da erogarsi in modalità e-learning a tutti i dipendenti delle amministrazioni pubbliche italiane e agli altri soggetti compresi nel perimetro di attuazione della L. 190/2012, compresi i Responsabili e i Referenti anticorruzione delle amministrazioni.

 

Obiettivo generale
Ottenere una diffusione e una condivisione dei valori connessi all’etica e alla legalità finalizzata alla creazione di un contesto sfavorevole al manifestarsi di fenomeni corruttivi.

Raggiungere un livello omogeneo e diffuso sui principi base, gli aspetti metodologici e le modalità operative per gestire efficacemente il rischio corruzione.

Acquisire una condivisione di buone pratiche e diffondere le conoscenze e le metodologie per la prevenzione alla corruzione

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
Presidenza del Consiglio dei Ministri – Scuola Nazionale dell’Amministrazione Amministrazioni pubbliche e altri soggetti compresi nel perimetro di attuazione della L. 190/2012 “Federica” progetto e-learning dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; World Bank Group.

2014 -2017

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale
Conclusa la produzione dei contenuti, è in corso la realizzazione dei learning object. L’esigenza dell’azione è quella di offrire percorsi formativi a tutti i destinatari identificati dalla normativa di riferimento, cosa che può essere realizzata soltanto con attività formative e-learning.

Risultati attesi
Per tutti, aggiornamento delle competenze (approccio contenutistico) e gestione dilemmi etici (approccio valoriale).

Per i Responsabili e i Referenti anticorruzione, miglioramento della capacità di gestione del rischio; acquisizione di tecniche specialistiche di risk management; costituire una comunità di pratica in materia di anticorruzione.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Pubblicazione dei materiali ed erogazione del percorso formativo generale. Giugno 2017
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

2. Pubblicazione dei materiali ed erogazione del percorso formativo specialistico. Giugno 2017
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

Vuoi saperne di più su questa Azione? Leggi il post di presentazione.

6 Commenti

  1. Massimo Di Rienzo

    Esistono già esperienze significative di formazione generale con approccio valoriale. Chi scrive il commento è il promotore di spazioetico.com, che da marzo 2013 ha ideato e promosso un particolare modello di formazione (“dilemmi etici”) che si è dimostrato un approccio, oltre che innovativo, anche assai efficace.
    Questa modalità di formazione viene realizzata fornendo ai corsisti (in aula o in modalità e-learning) una situazione di vita lavorativa quotidiana più o meno complessa su cui i corsisti stessi (individualmente o in gruppo) devono indicare le varie opzioni comportamentali e valoriali, così come le implicazioni di carattere disciplinare, le implicazioni che si scaricano sull’organizzazione e sull’individuo, la generazione di uno o più specifici rischi corruttivi. Tecnicamente l’approccio si chiama “Real-life scenario training“. Questo tipo di formazione può essere utilizzata, anche, per la “determinazione” (a posteriori) delle regole di comportamento. Se concepita come laboratorio aperto, con metodologie socio-costruttiviste (cioè dove la conoscenza si forma attraverso il contributo dei partecipanti piuttosto che dal docente), è l’attività giusta per ragionare insieme almeno agli attori interni su quali regole servano veramente per quella specifica organizzazione, a valle di un processo di codificazione già avvenuto, ma ancora aperto.
    Infatti, per come intendiamo noi la prevenzione della corruzione, i codici di comportamento non dovrebbero essere documenti “chiusi” (non lo dovrebbero essere mai in nessun caso). La virtù di un’organizzazione risiede, infatti, nella sua capacità di mettere in discussione le regole e, per il personale, di poter affrontare con il dovuto supporto la gestione dei dilemmi etici che quotidianamente si trova a fronteggiare.
    La “formazione generale con approccio valoriale” è uno strumento di recupero di efficienza ed efficacia, nonché di credibilità complessiva, del settore pubblico in Italia. Il modello contiene tutti gli elementi che, attraverso la formazione valoriale, potranno essere trasferiti ai dipendenti pubblici in questa nuova prospettiva. Per questo crediamo che sia importante investire nello sviluppo di contenuti e modelli formativi per il settore pubblico che necessità (forse anche più di qualsiasi altro settore) di metodologie innovative in materia di formazione.
    Detto questo, l’iniziativa Anticorruption Academy potrebbe opportunamente trasformarsi nella costruzione di una comunità professionale che, in prima battuta, raccolga quanto di buono è già stato realizzato e che sfrutti reti già ben strutturate di Responsabili della Prevenzione della Corruzione, della Trasparenza e di formatori che sono già stati formati ad utilizzare questa metodologia; faccio riferimento, ad esempio, alla comunità di formatori interni del Comune di Palermo e della Regione Siciliana che abbiamo formato più di due anni fa e che ha già erogato formazione con questo approccio a più di 20.000 dipendenti delle due amministrazioni citate (il progetto era di FormezPA (“Interventi a supporto dell’attuazione delle riforme della PA – Linea 3”).
    Inoltre,con lo stesso FormezPA (con il medesimo progetto appena citato) abbiamo realizzato in due anni oltre 30 webinar sulle tematiche ad oggetto della presente iniziativa, con moltissime adesioni tra i dipendenti pubblici di ogni tipologia di amministrazione. E’ un bagaglio di esperienza e capacità che andrebbe messa a frutto.
    L’esperienza di questi tre anni e mezzo di attività con circa 30.000 dipendenti pubblici coinvolti (i numeri sono calcolati per difetto perché non possiamo sapere, ad esempio, quanti dipendenti hanno consultato i webinar offline) ci mostra che la qualità della formazione erogata fa la differenza. La costruzione di un buon caso è il 70% della riuscita del corso, mentre ad esempio, un approccio giuridico non fornisce alcun valore aggiunto, anzi crea maggiore resistenza presso i dipendenti pubblici.
    Sarebbe, a mio avviso, opportuno costituire una vera e propria Scuola di Etica e di Integrità pubblica sul modello dello United States Office of Government Ethics (https://www.oge.gov).
    Una Scuola che sia anche una “comunità scientifica”, cioè un luogo di riflessione, confronto, dibattito, crescita professionale, dialogo con organizzazioni pubbliche e private, con le istituzioni e con altre comunità scientifiche nazionali ed internazionali. Un luogo all’interno del quale trovi sviluppo e disseminazione il modello di formazione che abbiamo chiamato “Il rafforzamento dello spazio etico”.

    Rispondi
  2. Massimo Di Rienzo

    La modalità e-learning ha dei limiti soprattutto nella formazione generale con approccio valoriale. Il ruolo del facilitatole è peculiare, non si tratta di “trasferire” nozioni e contenuti, ma di guidare un ricerca collettiva alla scoperta dei fondamenti logici e razionali delle scelte e/o dei comportamenti che il decisore pubblico è chiamato ad adottare (etica).
    Pertanto, sarebbe da privilegiare una modalità “blended learning”, in cui alle schede (o learning object come si preferisce) si aggiungano webinar e incontri in presenza.Reference

    Rispondi
  3. Massimo Di Rienzo

    Cambierei il titolo in:
    INTEGRITY ACADEMY
    oppure “SCUOLA DI INTEGRITA’ PUBBLICA” eliminando anglicismi inutili.
    Puntare sulla parola INTEGRITA’ perché quando si parla del terzo obiettivo del PNA (creare contesti sfavorevoli alla corruzione), è opportuno volgere in positivo linguaggio e interventi, che sono mirati. soprattutto, a rafforzare gli individui (spazio etico) e le organizzazioniReference

    Rispondi
    • Davide Del Monte - Transparency International Italia

      Concordo con il suggerimento. Integrità non solo evita anglicismi inutili, ma allarga lo spazio formazione anche a tutti quei comportamenti che non per forza sono riconosciuti come strettamente connessi alla corruzione.

      Rispondi
  4. marco geremia carlo bava

    Occorre avere più′ coraggio nell’esaltare i corretti e punire , isolare i corrotti, concretamente non solo a parole

    Rispondi
  5. Davide Del Monte - Transparency International Italia

    Pur rendendomi conto del numero esorbitante dei soggetti coinvolti, cercherei di trovare modalità differenti dall’elearnig, che come già detto da altri non funzionano per questo tipo di argomenti.
    Preferirei ad esempio un approccio “formare i formatori”, limitando la formazione di persona ai – comunque tanti! – RPC dando però loro gli strumenti per replicare internamente la formazione ai propri capi unità / dirigenti e a cascata su tutti i dipendenti..
    Mi rendo conto che l’azione acquisisce una complessità maggiore, ma credo fermamente che questa attività di formazione e sensibilizzazione rappresenti , dato il contesto del nostro paese, l’attività più importante in assoluto di tutto il piano.

    Rispondi

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *