Diventare cittadini digitali

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

31.
Diventare cittadini digitali

 

Descrizione breve
Sviluppare un curricolo, inteso come insieme di contenuti e format didattici innovativi, per coinvolgere ogni studente della scuola nello sviluppo di competenze attraverso le pratiche della cittadinanza digitale.

 

Obiettivo generale
La cittadinanza digitale passa dal sistema educativo, non solo per il suo valore fondante nella costruzione delle competenze di cittadinanza e nella produzione di “buoni cittadini”, ma anche come produttore di formati e modelli didattici. Sempre di più, lo sviluppo di competenze “a progetto”, “a obiettivo” e “a impatto” è incentivo determinante verso gli apprendimenti e verso l’esercizio stesso della cittadinanza.

Costruire format didattici innovativi sui temi e le pratiche della cittadinanza digitale per la scuola italiana e associarlo ad una introduzione quasi-ordinamentale fa leva sul potenziale di “scalabilità civica” che la scuola ha.

Questo stesso principio è stato sancito all’interno del Piano Nazionale Scuola Digitale.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
MIUR Presidenza del Consiglio – Dipartimento per la Coesione, altri attori istituzionali a vario titolo coinvolti nei temi della cittadinanza digitale (es. Garante per la Privacy, Mibact) Partner del mondo dell’università e della ricerca, dell’innovazione, della società civile e del settore privato, a vario titolo coinvolti nella costruzione di contenuti e nella loro validazione scientifica, o nella produzione e delivery di formati didattici innovativi

2016 – 2018

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale
La cittadinanza digitale richiede competenze e modelli di coinvolgimento semplici ed efficaci, per raggiungere il maggior numero di utenti; allo stesso tempo, le scuole hanno bisogno di sviluppare un approccio moderno per lo sviluppo delle cosiddette “competenze di cittadinanza”.

 

Risultati attesi
L’ambizione del progetto “Un curricolo per la cittadinanza digitale in ogni scuola” è quella di raggiungere ogni studente della scuola italiana con un portfolio di attività “a obiettivo” e “a impatto” per lo sviluppo delle competenze di cittadinanza digitale degli studenti.

Come parte di una strategia più ampia definita “Curricoli Digitali” introdotta all’interno del Piano Nazionale Scuola Digitale, saranno proposte e promosse in tutte le scuole micro-attività e percorsi curricolari sulla cittadinanza digitale, con particolare riferimento ai temi:

  • diritti in Internet;
  • educazione ai media e uso critico e consapevole, comprensivo di elementi di Open Government;
  • educazione all’informazione, comprensivo di elementi di Open Government;
  • arte e cultura digitale, comprensivo di cura dei commons digitali;
  • big e open data;
  • internet of things;
  • ecc.

Si tratta quindi di una strategia complessiva che aspira a equipaggiare gli studenti italiani con tutte le competenze necessarie a una vera cittadinanza digitale, mettendoli al centro della pratica attraverso il lavoro in scenari reali e concreti come: monitoraggio civico degli investimenti pubblici attraverso open data, cura e valorizzazione dei beni comuni attraverso le tecnologie digitali, promozione del dialogo costruttivo in ambienti digitali, valorizzazione dei servizi pubblici digitali nazionali e locali, sviluppo di applicazioni di città intelligente ecc.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

1. Completamento della prima fase del bando “Curricoli Digitali” e selezione dei progetti che accederanno alla seconda fase.

Settembre 2016

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

2. Identificazione dei partenariati vincitori e inizio dei lavori.

Ottobre 2016

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

3. Produzione dei mini-format per lo sviluppo di competenze di cittadinanza digitale.

Dicembre 2016

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

4. Completamente della fase due nella scuola.

Maggio 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

5. Offerta dei percorsi e delle relative strategie di coinvolgimento a tutte le scuole italiane.

Agosto 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

Vuoi saperne di più su questa Azione? Leggi il post di presentazione.

11 Commenti

  1. Ermelinda Fedele

    I due nuovi assi disciplinari attraverso cui il sistema curricolare scolastico tende opportunamente ad aggiornarsi sono la lingua inglese e le TIC. Entrambe non possono e a lungo essere affidate a docenti non specializzati in modo particolare nella scuola primaria visto che dalla secondaria vi sono classi di concorso dedicate. Per gli insegnanti della primaria non è previsto un ‘posto TIC’ e invece sarebbe necessario anche per coprire l’attuale gap tecnologico che riguarda la preparazione di gran parte dei docenti che continuerebbero così ad insegnare le altre discipline pur innovandosi in metodi e tecniche usati.
    Oltre al ‘posto comune’ (quello per insegnare tutte le materie) esiste il ‘posto L2’, seconda lingua, dove la laurea in Lingue o le opportune certificazioni dovrebbero rappresentare una discriminante. Per le TIC non c’è questo.
    Perché non introdurre criteri preferenziali coerenti con gli indirizzi EU da applicare durante il reclutamento o la mobilità per l’insegnamento della materia “Tecnologia”? In questo modo si garantirebbe il progressivo inserimento di docenti specializzati in computer science.
    Inoltre i Traguardi per “Tecnologia” nella scuola primaria vanno radicalmente rivisti nelle indicazioni Nazionali per il curricolo (2013). Non è possibile che sia prevista ancora la realizzazione di manufatti e in ogni caso anche in ambito tecnologico non bastano le abilità tecnico pratiche, l’informatica non è questo soltanto è prima di tutto una scienza e come tale va trattata fornendone le basi sin dalla formazione primaria.
    Intervenire sul curricolo è importante per attribuire la dovuta dignità alla disciplina oltre ai pure opportuni interventi extra curricolari.

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  2. Ciro Spataro

    Nei RISULTATI ATTESI sono previste proposte e promozioni in tutte le scuole di micro-attività e percorsi curricolari sulla cittadinanza digitale, con riferimento a “temi” tra i quali: – educazione all’informazione comprensivo di elementi di Open Government; – arte e cultura digitale comprensivo di cura dei commons digitali; – big e open data.
    Bene, su questi “temi”, e più specificatamente su quello dell’open data e open government, già a Palermo si sperimentano percorsi formativi dentro le scuole superiori dove il Comune e community attive sul digitale (http://opendatasicilia.it) attraverso un Protocollo di Intesa (http://bit.ly/protocollo_opendata_comune_scuola) lavorano insieme.

    Come risultato della sensibilizzazione di un Istituto Professionale di Stato verso il mondo, ormai divenuto importantissimo, dei dati aperti, nasce il Laboratorio Permanente Open Data della scuola. Un ambiente nel quale incubare ogni anno progetti per la realizzazione di servizi utili alla collettività e alle aziende, partendo proprio dalla disponibilità dei dati aperti delle pubbliche amministrazioni.
    Considerati i primi 2 eventi laboratoriali effettuati nella primavera del 2016 posso affermare che la sensibilità e attitudine dei giovani studenti (14-17 anni) verso il mondo del digitale, dei dati aperti, delle mappe georeferenziate e dell’infografica, del data analysis è davvero elevatissimo e genera molta adrenalina in loro e in chi gli sta accanto per la formazione.

    Questo esempio di Protocollo tra Scuola, Comune e Community attive sul digitale potrebbe essere replicato come modello di buona prassi per contribuire a creare i “Curricoli Digitali” degli studenti.

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  3. Angela Creta

    Favorire la diffusione delle competenze di “cittadinanza digitale” anche attraverso metodologie di formazione ed educazione collaborative, inserendo all’interno dei format didattici innovativi strumenti wiki di costruzione condivisa della conoscenza e forme di esercitazione e verifica secondo le tecniche di gamification e della peer review. In questo modo i discenti hanno la possibilità di ampliare e sedimentare le competenze acquisite attraverso la collaborazione (ad esempio nella scrittura collaborativa di testi pertinenti le competenze digitali, nello sviluppo di un gioco di ruolo che consenta loro di esercitare casi pratici di impegno civico – come contribuire ad una consultazione pubblica o scrivere un bilancio partecipato) il confronto tra pari (che consente loro di verificare le competenze acquisite e di colmare le eventuali lacune grazie al confronto con i propri compagni).

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    • Ciro Spataro

      Ottimo input da Angela Creta.
      E il FormezPA questo lavoro lo fa già da un po di tempo.
      Il Piano di Azione OGP Italia potrebbe coinvolgere attivamente il FormezPA per fare da “animatore” in queste utili attività descritte da Angela.

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  4. emilia

    Ottimo spunto le competenze digitali servono non solo con supporto alla didattica ma anche per sentire protagonisti della propria realtà. Diffondere le buone pratiche di cittadinanza magari potrebbe aiutare i ragazzi nonché futuri cittadini a diventare consapevoli del valore del bene pubblico.

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  5. marco geremia carlo bava

    l’uso del computer non ha eta e può essere naturale se viene semplificato attraverso corsi televisivi e programmi interattivi

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  6. Lory

    Assolutamente interessante e da approfondire

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  7. Alessandra Melej

    A Parma lo scorso a.s. 15 scuole del primo ciclo hanno aderito a una rete dal titolo Cittadinanza Digitale, finanziata da Fondazione Cassa di Risparmio, dal Comune di Parma e dalle scuole aderenti. Gli obiettivi sono: creare un curricolo educativo e didattico relativo alle competenze digitali e all’uso di internet e rafforzare i diritti di cittadinanza degli alunni, delle famiglie e degli insegnanti sulla rete. Tra le azioni previste per questo a.s. c’è la stesura del curricolo di competenze digitali all’interno delle diverse discipline scolastiche. Si possono vedere le attività svolte nell’a.s. 2015/16 e il progetto collegandosi al sito http://cittadini-digitali.it/

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  8. Marco Lombardo

    Il diritto a potersi esprimere attraverso la cittadinanza digitale deve essere garantito a qualsiasi cittadino.
    Gli istituti scolastici, nelle ore non curriculari, devono aprirsi ai comuni cittadini per erogare gli stessi corsi di formazione di informatica di base che erogano agli studenti.
    Il governo deve inoltre supportare maggiormente iniziative di e-learning libere e gratuite per lo sviluppo di competenze digitali, quale ad esempio EDUOPEN e WikitoLearn.
    I programmmi didattici dovrebbero comprendere sia argomenti avanzati come i big data e l’IOT citati nella scheda dei risultati attesi, sia argomenti molto più elementari sul funzionamento degli elaboratori.
    Per un migliore sviluppo delle competenze informatiche di base, va promosso lo studio del funzionamento dei software opensource che possono garantire l’accesso a internet e l’utilizzo di tutti gli strumenti dell’Italia Digitale, dalla firma elettronica ai pagamenti verso le pubbliche amministrazioni.

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  9. Ecosistema Camerale

    nell’ambito di propria competenza, ESC, associazione di advocacy del sistema camerale, individua i propri “utenti del domani” negli aspiranti imprenditori e neoimprenditori. A questi soggetti va riservata una particolare attenzione, in quanto costituiranno l’ossatura portante del tessuto imprenditoriale del domani. Pertanto, l’Associazione sta progettando, anche supportando specifiche sperimentazione presso le Camere di Commercio in alcuni contesti territoriali, la realizzazioni di incontri periodici e mirati rivolti agli aspiranti imprenditori (coloro che partecipano a iniziative finalizzate allo sviluppo di idee imprenditoriali) e alle nuove imprese (es. un corso a trimestre invitando, sul territorio, le imprese neo iscritte) per illustrare tutti i servizi digitali disponibili, le modalità di accesso, le opportunità collegate.Reference

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  10. Fernanda Faini

    Bellissima iniziativa.
    Importante e urgente è anche l’intervento in tal senso in ambito accademico.
    In particolare, relativamente soprattutto ad alcune Università (Giurisprudenza, Ingegneria, Scienze
    dell’Informazione, Medicina, etc.), si propone una propedeutica base formativa in informatica giuridica e diritto dell’informatica.
    Al riguardo rinvio a un’iniziativa in tal senso: http://www.siig.it/wp-content/uploads/2016/05/Manifesto-della-SIIGv72.pdf

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