FOIA: attuazione e monitoraggio

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

3.
FOIA: attuazione e monitoraggio

 

Descrizione breve
Organizzare un monitoraggio permanente volto a verificare in modo capillare l’attuazione dell’accesso civico generalizzato agli atti e ai documenti detenuti dalla pubblica amministrazione e monitorare la sua uniforme applicazione da parte dei diversi uffici. Tutte le attività vedranno il coinvolgimento delle organizzazioni della società civile che aderiscono all’Open Government Forum.

Obiettivo generale
Orientare le amministrazioni verso la corretta attuazione dell’istituto dell’accesso civico (Foia) come strumento in grado di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione

ANAC, Dipartimento Funzione Pubblica

Garante per la protezione dei dati personali, Conferenza unificata Open Government Forum

2016 -2018

Azione Nuova Azione già in corso

 

Situazione attuale
L’art. 6 del dlgs 97/2016 ha modificato l’art. 5 del dlgs 33/2013, introducendo – per la prima volta – il diritto di accesso civico generalizzato anche a dati ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione obbligatoria, sui siti web delle amministrazioni.

Il nuovo istituto sarà operativo a partire da dicembre 2016 e si pone l’esigenza di fornire ai cittadini e alle amministrazioni chiamate ad applicarlo delle linee guida operative che aiutino a darne corretta e concreta attuazione.

Dal momento che si tratta di una normativa recente,  vi è anche la necessità di monitorare la sua applicazione da parte delle amministrazioni in modo da individuare eventuali criticità e miglioramenti da apportare.

Risultati attesi
L’iniziativa ha l’obiettivo di evitare che l’operatività del nuovo istituto venga paralizzata da prassi amministrative conservative o da difficoltà interpretative sulle restrizioni al diritto di accesso.

L’attività di monitoraggio ha l’obiettivo di verificare l’impatto dell’accesso civico ed eventuali incertezze nella sua applicazione da affrontare con ulteriori linee guida o, se necessario, con successivi interventi normativi.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Adozione linee guida per la definizione delle esclusioni e dei limiti all’accesso civico, previa consultazione delle organizzazioni aderenti all’Open Government Forum. Dicembre 2016
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

2. Definizione delle metriche per il monitoraggio. Dicembre 2016
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

3. Avvio del monitoraggio a cura dei Responsabili della trasparenza sull’esito delle istanze di accesso civico. Dicembre 2017
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

4. Predisposizione e pubblicazione del report annuale contenente gli esiti del monitoraggio sullo stato di attuazione del Foia. Aprile 2018
Impegno nuovo Impegno già in corso

38 Commenti

  1. Francesco Addante

    Perché non stabilire ottobre 2016 ? Adottare le linee a dicembre quando la scadenza del 23 è imminente vuol dire non lasciare il tempo alle P.A. di organizzarsi e formarsi per rispondere adeguatamente al nuovo tipo di istanza di accesso civico che potranno inoltrare i cittadiniReference

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  2. Pierluigi Cara

    L’azione è indubbiamente utile e necessaria, tuttavia per renderla pienamente efficace sarebbe necessario anche prevedere un punto unico di effettuazione delle richieste di accesso civico mediante la predisposizione di una apposita piattaforma presso le amministrazioni responsabili dell’azione (Funzione Pubblica o ANAC), in grado successivamente di smistarle alle diverse amministrazioni interessate. Solo con questa piattaforma sarebbe garantito un tempestivo ed efficace monitoraggio (vedi impegni n.3 e 4 dell’azione).

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  3. Marco Bava

    Costa troppo inutile non serve basta il feeback degli utenti. Risorse sprecate.

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  4. Francesco Addante

    Anche l’avvio del monitoraggio dovrebbe partire da Ottobre 2016 in modo da consentire un congruo periodo di sperimentazione prima del 23 dicembre 2016, data da cui, sarà possibile per i cittadini inoltrare un’istanza di accesso civico in linea con il pieno regime in vigore del nuovo decreto trasparenzaReference

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  5. Francesco Addante

    Consiglio, così come avviene per il Portale delle Performance/ Trasparenza, di predisporre anche uno spazio unico, suddiviso per tipologia di Amministrazione e magari per tipo di dato a pubblicazione obbligatoria e non, dove raccogliere e pubblicare gli esiti del monitoraggio rendendo evidenti le possibili anomalie e le possibili azioni correttive che si possono intraprendere.Reference

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  6. Francesco Addante

    Valgono le stesse considerazioni in termine di scadenza illustrate sia per l’adozione delle linee guide ANAC che per l’avvio del monitoraggio.Reference

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  7. Francesco Addante

    Suggerisco di implementare delle soluzioni che possano consentire un dialogo e interscambio continuo o comunque rilevabile con una frequenza periodica tra uno spazio (prima accennato) dove raccogliere gli esiti del monitoraggio dell’attuazione del FOIA e quelli che potrebbero provenire dai riscontri automatici che vengono effettuati sulla presenza dei dati a pubblicazione obbligatoria in Amministrazione Trasparente da parte della Bussola della Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica.

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    • guido romeo

      La bussola della trasparenza permetteva di rilevare l’esistenza delle specifiche sezioni dei siti di amministrazioni trasparenti ma nulla diceva sulla presenza di contenuti nè sulla loro qualità. Mi pare un indicare molto parziale e incompleto al quale preferirei un buon monitoraggio che punti a verificare tempi e qualità delle risposte delle PA. La capacità di fare “trasparenza reattiva” (e non proattiva già presente nel decreto 33 dal 2013) è il dato nuovo del Foia che a mio avviso va misurato. Per esperienza, le PA brave nel reagire sono poi anche proattive perché sono meglio organizzate al loro interno e sanno che fare open data riduce il volume di richieste.

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      • Federico Anghelé - Riparte il futuro

        Potrebbe anche avere senso che nelle linee guida in elaborazione entro dicembre 2016 si prevedano incentivi alle pubbliche amministrazioni affinché alcuni dati – quelli più richiesti attraverso l’accesso civico (si possono fissare dei parametri in tal senso) – vengano poi rilasciati in maniera proattiva, diventando dati aperti sui siti delle singole PA.

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      • Nazzareno Prinzivalli

        Che la “Trasparenza reattiva” sia preferibile a quella “proattiva” mi sembra una visione distorta.
        Che le PA “brave nel reagire sono poi anche proattive perché sono meglio organizzate al loro interno” temo denoti una non approfondita conoscenza delle dinamiche interne ad una PA -> se somo meglio organizzate possono più facilmente essere proattive nel pubblicare automaticamente i dati, senza farseli chiedere e perdere ancora più tempo…mi pare più che palese!
        Se c’è reale organizzazione, anche senza sofosticatissimi sistemi informativi, è facilmente configurabile la pubblicazione di dati e documenti all’atto della loro formazione.
        E vorrei far notare che è la trasparenza proattiva a far ridurre il volume di richieste (una volta pubblicato, nessuno è legittimato a richiedere alcunchè)…non gli open data in quanto tali -> i quali, se non vengono pubblicati, appunto, proattivamente…dovranno essere esibiti ad ogni richiesta.

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  8. Francesco Addante

    Occorre pubblicare una serie di FAQ (che si potrebbero costituire nel tempo e localizzati sul web sul sito dell’ANAC) sui casi particolari di istanza di accesso civico presentati riportanti il riferimento normativo e interpretativo (D.lgs.97/2016, future Linee Guida Anac, Sentenze e Orientamenti della Giurisprudenza consolidata) da aggiornare periodicamente in base all’evoluzione della disciplina in modo da agevolare i riscontri che le P.A. dovranno fornire ai cittadini. FAQ AUTOREVOLI alle quali il cittadino potrebbe appellarsi a seguito di inerzia della P.A. e costituire un valido presupposto per un ricorso

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    • Daniele Brunetti

      Concordo con le FAQ autorevoli, però, allo stesso tempo l’autorità competente (ANAC) dovrebbe rendere più immediata, semplice e meno irta di ostacoli (istanze multiple alla P.A. che non risponde) la segnalazione da parte dei cittadini.

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    • Fernanda Faini

      Ottima idea le FAQ. Si rivelano sempre strumento utile e gradito.

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  9. Francesco Addante

    Suggerisco di rendere evidenti a tutti (e non solo all’autore dell’istanza) i risultati delle istanze di accesso civico per le quali il cittadino può avere un riscontro dello stato della sua pratica tramite http://campagnatrasparenza.anticorruzione.it/. Si tratta di segnalazioni che L’ANAC prende in carico a seguito di inerzia della P.A. e per la quali interviene con il suo potere d’ordine e in minima parte sanzionatorio. L’Autorità già pubblica periodicamente i suoi report sulla sua attività di vigilanza http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Trasparenza/Vigilanza. Quello che propongo è fornire un report sullo stato della pratica in tempo reale e con un dettaglio maggiore rispetto a quanto già effettua l’ANAC in modo più complessivo e globale. La tecnologia attuale già consente di realizzare siffatte piattaforme.

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    • guido romeo

      appoggio la mozione. Sarebbe utilissimo che le richieste e gli esiti fossero open-data e questo alleggerirebbe anche il lavoro delle PA

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  10. Francesco Addante

    Suggerisco una consultazione pubblica per ogni dato a pubblicazione obbligatoria di quello che sostituirà, ad opera dell’ANAC, l’All.1 della Delibera ex Civit n.50/2013 http://campagnatrasparenza.anticorruzione.it/Attach/Elenco_obblighi_pubblicazione.pdf estensione dell’All. A del previgente D.lgs. 33/2013. Sarebbe interessante, in tale circostanza, discutere anche di quegli obblighi di comunicazione eliminati dal previgente Decreto Trasparenza.

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    • Daniela Vellutino

      Concordo. Per questo monitoraggio bisogna tener conto non solo di questi obblighi di pubblicazione. Penso che la struttura incaricata di realizzare questo monitoraggio debba monitorare anche le PA che pubblicano i dataset strategici open data definiti nelle Linee Guida per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico pubblicate da Agid (le prossime e le attuali del 2014). Sia le informazioni sull’esercizio del diritto di accesso civico che le informazioni sulle PA che pubblicano dataset strategici open data sono la sostanza della trasparenza amministrativa.

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  11. Mirella Sale

    Diventare cittadini digitali
    Sviluppare un curricolo, inteso come insieme di contenuti e format didattici innovativi, per
    coinvolgere ogni studente della scuola nello sviluppo di competenze attraverso le pratiche della
    cittadinanza digitale.

    Tutte le azioni fin qui definite non indicano come destinatari i percorsi universitari di laurea breve, laurea magistrale, alta formazione, formazione tecnica superiore, dottorato.

    Ritengo, invece, fondamentale inserire in tutti i curricoli universitari pubblici e privati esami:

    • di cittadinanza digitale (non di storia della cittadinanza digitale… questa può essere inserita a grandi linee) prevedendo una parte normativa in cui si faccia riferimento al presente piano, alle azioni in corso al momento (nel caso attuale la terza), alle prospettive future, alle norme anticorruzione e ai dilemmi etici, il tutto arricchito con studi di caso specifici per ogni settore di studio: è fondamentale che in ogni settore si sviluppi una consapevolezza del valore del proprio significante apporto (anche se piccolo) .
    qui dovrebbero essere anche inserite indicazioni per docenti, ricercatori e “data users” per il più completo
    sfruttamento dell’enorme patrimonio informativo pubblicato all’interno di OpenCUP o all’interno di portali integrati e interoperabili per favorire l’innovazione scientifica e tecnologica (es. interazione
    con siti specializzati in open data).

    • di comunicazione digitale con particolare attenzione all’uso di varie piattaforme istituzionali o meno e dei social network per la rendicontazione, la diffusione, divulgazione e disseminazione dei risultati attesi, raggiunti o da raggiungere

    Quanto previsto per i “Curricoli Digitali” introdotti dal Piano Nazionale Scuola
    Digitale, inclusi le micro‐ attività e i percorsi curricolari sulla cittadinanza
    digitale, con particolare riferimento ai temi:
    • diritti in Internet (FOIA, privacy, copyright, cybersecurity)
    • educazione ai media e uso critico e consapevole, comprensivo di elementi di Open Government ;
    • educazione all’informazione, comprensivo di elementi di Open Government ;
    • arte e cultura digitale, comprensivo di cura dei commons digitali;
    • big e open data;
    • internet of things ;
    • ecc.

    Tali percorsi dovrebbero essere previsti almeno per i prossimi 5 anni anche nelle università per impedire il formarsi di un nuovo gap tra chi si sta formando ora alle scuole superiori e chi si trovi ora nelle università magari prevedendo la possibilità di vedersi riconosciuti eventuali crediti formativi o professionali maturati (e/o certificati) in altri contesti .

    Esemplare è il caso del Politecnico di Milano (di cui al link http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/43046_operazione-spid-per-il-politecnico-di-milano-coinvolti-150mila-utenti.htm ) ma credo, si tratti di un’eccezione.Reference

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  12. Marco Lombardo

    Il FOIA dovrebbe garantire non solo l’accesso civico generalizzato agli atti e ai documenti detenuti dalla pubblica amministrazione, ma anche la possibilità da parte del cittadino di richiedere le informazioni sotto la forma di dataset, e non di semplici atti e documenti, e l’obbligo da parte delle amministrazioni pubbliche di fornire le informazioni richieste sotto la forma di dataset.

    Il monitoraggio dovrebbe includere esplicitamente i dati sulle sanzioni erogate ai responsabili degli uffici pubblici che non garantiscono l’accesso civico.

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  13. guido romeo

    È molto importante che la società civile sia coinvolta in tutte le fasi, sia nel disegnare il monitoraggio, che nell’esecuzione con una metodologia condivisa.
    Bisogna inoltre intendersi sullo scopo del monitoraggio che credo non debba mirare semplicemente alla verifica della conoscenza delle procedure da parte degli uffici delle PA ma a misurare la soddisfazione dell’utente finale, ovvero il cittadino.Reference

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  14. guido romeo

    qui non sarebbe male dare un’indicazione del fatto che l’applicazione del Foia va valutata tenendo conto l’interesse pubblico (ovvero dei cittadini intesi come collettività) e suggerire che la sua interpretazione debba intendersi come una apertura di “default” dei documenti di fronte alla quale l’accesso può essere negato solo se ci sono particolari situazioni da tutelare (sule quali immagino poi interverrà Anac con le linee guida).Reference

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  15. guido romeo

    Sarebbe utile prevedere un impegno della PA nel promuovere questo monitoraggio (o più monitoraggi civici) sui propri siti incoraggiando i cittadini a prendervi parte.Reference

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    • Daniela Vellutino

      Al tavolo “Accountability” abbiamo proposto un’azione che riguarda l’integrazione tra le pratiche di monitoraggio istituzionale e quelle di monitoraggio civico. Abbiamo anche noi suggerito l’apertura della sezione “Monitoraggio civico” nei siti istituzionali. https://drive.google.com/drive/folders/0B3LDLScNZCciR3RkbGU4S05HOEE
      In questa scheda, tra le tante azioni proposte, abbiamo suggerito anche di:
      – favorire la collaborazione tra l’Ufficio Relazioni con il Pubblico, Chief Data Officer, Difensore Civico, Responsabile della Prevenzione della Corruzione (RPC);
      – investire sulla formazione dei “cittadini monitoranti” e sulle tecnologie civiche;
      – destinare parte dei fondi per la comunicazione e l’audit (spese obbligatorie per gli interventi finanziati con fondi strutturali) ad inchieste giornalistiche condotte con tecniche e strumenti di Data journalism. Sarebbe una nuova forma (ibrida) di monitoraggio e informazione istituzionale in grado di raggiungere un pubblico più ampio degli addetti ai lavori che accedono alla reportistica istituzionale che contiene dati e informazioni sugli interventi realizzati con fondi pubblici.

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  16. Sergio Primo Del Bello

    Una campagna di rilevazione non è sufficente.
    Servono strumenti da utilizzare in forma diretta per i ricorsi e le contestazioni più determinati e incisivi del solo difensore civico, figura questa ormai scomparsa nella PA.
    L’ANAC si è dimostrata del tutto insufficente a rispondere alle numerose segnalazioni di violazione e omissione.
    Le linee guida si prevedono, per loro stessa natura, del tutto insufficenti per rendere perentoria l’applicazione del FOIA.

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  17. guido romeo

    Va prevista una partecipazione di rappresentanti della società civile alla supervisione di questo monitoraggio e va loro dato completo accesso a metodologie e risultati. Se c’è un problema di privacy dei dati dei richiedenti va risolto a monte con accordi sottoscritti da non dipendenti pubblici.Reference

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  18. guido romeo

    Credo sarebbe utilissimo chiedere una valutazione internazionale del testo a OSCE. Questo può essere fatto solo dal Governo (Presidente del Consiglio, CdM o Ministro Madia). La richiesta va indirizzata a: Nicolas Ebnöther | Associate Project Officer
    Office of the OSCE Representative on Freedom of the Media | osce.org/fom
    nicolas.ebnother@osce.org | pm-fom@osce.orgReference

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  19. Daniele Brunetti

    Trovo importante il monitoraggio, ma lo trovo altrettanto scarsamente applicabile in via generale a tutto, ovvero a nulla. Sarebbe importante applicare il monitoraggio in fase di segnalazione/ricorso degli utenti e soprattutto ristrutturare le modalità giuridiche dei ricorsi. Il difensore civico nei casi importanti è figura debole, il TAR è troppo dispendioso, a mio parere serve una figura centralizzata di difesa civica, con uffici regionali che coordini e renda omogenea la materia.

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  20. Monica Palmirani

    E’ importantissimo poter pubblicare tutti i dati delle richieste di accesso FOIA in open data per consentire poi la creazione di statistiche, visualizzazioni, best practice, evidenziare le lacune e da queste far seguire delle strategie. Si veda questo: https://open.foia.gov/#Reference

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  21. Monica Palmirani

    Fare anche in modo che i dati e i documenti liberati dall’accesso civico divangano patrimonio comune onde evitare richieste plurime agli stessi e quindi un affaticamento inutile della PPAA.Reference

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    • Nazzareno Prinzivalli

      Quindi, doppio lavoro: prima si risponde in maniera “reattiva” alla richiesta d’accesso.
      Quindi, per renderle patrimonio comune, pubblicarle.
      Ma non era meglio, allora, rimanere alla proattività del 33 per com’era originariamente congegnato? Si pubblica tutto subito, all’atto della formazione di documenti ed atti…
      E si evita di dover imporre al cittadino di “chiedere” ed alla PA di rispondere volta per volta!

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  22. Fernanda Faini

    Il quadro normativo di riferimento rende necessario creare una solida cultura sui dati e sulle possibilità di accesso agli stessi, fornendo competenza e consapevolezza giuridica sulle disposizioni in materia di trasparenza e accesso ai dati. Ciò è imprescindibile per far sì che i cittadini siano consapevoli delle differenze fra diritto di accesso e diritto di accesso civico, in modo da utilizzare opportunamente gli strumenti che fornisce oggi il nostro ordinamento giuridico.
    A tal fine sono necessarie azioni puntuali di informazione e formazione da svolgere in partenariato fra le istituzioni responsabili dell’azione e le associazioni attive in materia.

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  23. Laura Strano

    Sarebbe importantissimo e sarebbe serio cominciare da subito a lavorare per modificare la normativa dell’accesso civico generalizzato e coordinarla con l’accesso alla legge 241 /90 , ammettendo con molta schiettezza che la riforma non soddisfa il diritto alla trasparenza che vorrebbero tutti i cittadini non solo perché il procedimento è farraginosissimo per le PA che si troveranno di volta in volta a dovere effettuare istruttorie complesse di ponderazione dei vari interessi pubblici e privati con riferimento agli ampissimi limiti previsti, ma anche perché gli strumenti di tutela avverso il diniego saranno prerogativa solo dei cittadini che possono permettersi di pagare un avvocato.

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  24. Laura Strano

    Propongo quindi di inserire tra gli impegni anche una Commissione di studio che si occupi di studiare le possibili modifiche sempre con la collaborazione e il supporto della società civile. La Commissione si avvarrà degli studi ed esiti del monitoraggio.

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