Osservatorio sui diritti digitali

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

32.
Osservatorio sui diritti digitali

 

Descrizione breve
Creare una task force interregionale che promuova i contenuti della Carta dei Diritti di Internet, diffonda la cultura digitale e definisca strumenti di analisi del livello di diffusione e godimento dei diritti digitali da parte dei cittadini.

 

Obiettivo generale
Aumentare il livello di consapevolezza dei diritti digitali da parte dei cittadini attraverso azioni di informazione e sensibilizzazione; fornire supporto alle Amministrazioni per la rimozione degli ostacoli che impediscono o rallentano la piena affermazione dei diritti digitali.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
Regioni AGID

2016 -2018

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale
Il diritto di accesso a Internet, a fruire di servizi pubblici on line, alla conoscenza e all’educazione attraverso la rete, alla neutralità della rete, alla tutela dei dati personali, all’autodeterminazione informativa, all’anonimato, all’oblio, alla sicurezza, all’inviolabilità dei sistemi e spazi personali informatici, sono alcuni dei temi contenuti nella legislazione vigente e nella “Dichiarazione Diritti in Internet” approvata dalla Camera dei Deputati nel 2015.

Ad oggi, però, esiste una carenza di consapevolezza di tali diritti, sia da parte dei cittadini che delle amministrazioni pubbliche; questa scarsa consapevolezza è determinata anche dall’assenza o dalla carenza di iniziative di informazione, sensibilizzazione, studio e monitoraggio da parte dei soggetti che dovrebbero garantire tali diritti, in primis le istituzioni.

È necessario, dunque, che le amministrazioni pubbliche avviino una riflessione sul legame diretto esistente fra il godimento dei diritti digitali e l’esercizio della democrazia, dell’equità e della libertà, e intraprendano azioni in grado di garantirne il godimento da parte di tutti i cittadini.

 

Risultati attesi
Accrescimento della consapevolezza dei diritti digitali; definizione degli specifici ambiti di analisi e costruzione di un set di indicatori per il monitoraggio dei diritti digitali, anche al fine di realizzare un primo nucleo di un Osservatorio interregionale.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Costituzione del gruppo di lavoro interregionale e definizione puntuale di obiettivi, azioni e tempi.

Novembre 2016

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

2. Definizione degli ambiti di analisi e individuazione di un set di indicatori di monitoraggio dei diritti digitali all’esito di un procedimento di consultazione con la società civile.

Giugno 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

3. Realizzazione di azioni di informazione e sensibilizzazione sui contenuti della Carta dei Diritti di Internet e di diffusione della consapevolezza dei diritti digitali.

Giugno 2018

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

4. Monitoraggio sull’attuazione dei diritti digitali e presentazione di un report di sintesi dei risultati.

Giugno 2018

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

Vuoi saperne di più su questa Azione? Leggi il post di presentazione.

10 Commenti

  1. Stefano Drago

    Sfruttare al meglio le società in house regionali, che spesso e volentieri hanno identici obiettivi e servizi (fascicolo sanitario elettronico, pratiche on line per professionisti verso i comuni, nodo dei pagamenti, ecc.)
    Agevolare lo scambio di personale anche tra le stesse con gli stessi criteri di mobilità in uso nella PA.Reference

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  2. Ermelinda Fedele

    La Carta dei Diritti di Internet rappresenta un primo passo importante per la tutela del cittadino digitale quindi per la crescita del clima di fiducia generale nell’uso del web. Si tratta di un presupposto indispensabile per favorire la digitalizzazione del paese: più cresce la fiducia più aumenta l’uso o meglio l’uso consapevole e responsabile di internet nell’esercizio di diritti e doveri di cittadinanza.
    Per questo è importante perseguire l’obiettivo generale previsto in questo punto del piano ma si dovrebbe considerare anche un ulteriore aspetto.
    Ad ogni Carta Costituzionale dovrebbe seguire un’opera legislativa di pari portata che consenta l’applicazione dei principi costituzionali. A prescindere dal grado di avanzamento in tal senso che non può essere così immediato, tornerebbe utile per il cittadino, oltre che acquisire consapevolezza sui diritti previsti dalla carta, conoscere gli strumenti legislativi e normativi di cui è già possibile avvalersi, avere consapevolezza di chi siano i propri interlocutori nel settore pubblico.
    Al fine di avvicinare i principi della Carta al cittadino potrebbe tornare utile anche la consultazione di casi studio e via via di buone pratiche risolutive.Reference

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  3. Associazione Fermentazioni

    Prevedere, all’interno delle azioni di informazione e sensibilizzazione sulla Carta dei diritti di internet, momenti di approfondimento in presenza con le associazioni territoriali al fine di coinvolgere i cittadini e aumentare la consapevolezza dei diritti digitali.
    Individuare le società in house con mandati specifici e dare loro mandato di organizzare road show, e iniziative di academy sul tema dei diritti digitali nei territori dove il divario digitale è più presente.

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  4. Ciro Spataro

    REGIONI e AGID sono poche per portare i diritti digitali a tutti i cittadini.
    C’è bisogno necessario di coinvolgere sia i COMUNI che le Community/Associazioni già molto attive sulle competenze digitali nei vari territori.
    Un Osservatorio che faccia 1) da Monitoraggio dell’incremento delle competenze digitali dei cittadini, 2) allo stesso tempo che faccia da soggetto che realizza costantemente azioni di sensibilizzazione e alfabetizzazione digitale dei cittadini.
    Un Osservatorio che sia composta da membri di Regioni, Comuni, AgID, ma anche dalle Community/Associazioni locali già molto attive sulle competenze digitali. Una community informale molto attiva in Sicilia (ma anche in Italia) è http://opendatasicilia.it. Ce ne sono in diverse regioni e città italiane (Spaghetti Open Data,…). Queste community oggi sono riconosciute come soggetti formatori e sensibilizzatori sui temi del digitale sia nelle PA locali che nelle scuole.
    Da soli gli enti pubblici non riusciranno a dare un forte impulso all’incremento delle competenze digitali e a porte i diritti di internet ai cittadini. Le PA dovrebbero da subito concentrarsi a fornire wifi free nelle piazze e strade della città, hotpsot attraverso cui erogare un set minimo di servizi pubblici online, anche in mobilità (portali web adaptive/responsive). Se riesce a far questo il Comune locale, le Community/associazioni competenti sul digitale prolificheranno rapidamente a servizio della collettività.

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    • Enrico Alletto

      Concordo con Ciro Spataro. Anche associazione.opengenova.org è molto attiva da diversi anni sul territorio e nel proprio curriculum ha già diverse collaborazioni con Comune di Genova e Regione Liguria su questi temi. Pensare ad una strategia a livello nazionale che valorizzi questo tipo di impegno potrebbe essere un buon volano per il raggiungimento di questo obiettivo.

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      • Ciro Spataro

        Grazie Enrico Alletto per avere contribuito a far conoscere le realtà attive del tuo territorio sulla diffusione culturale delle competenze digitali nel territorio italiano.
        Se questa opportunità di partecipazione alla costruzione del 3° Piano Azione Nazionale dell’Open Government Partnership fosse conosciuta da tutte le Community e Associazioni territoriali attive sulle competenze digitali, sarebbe l’occasione per costruire un bel database di una importante parte di società italiana che a vario titolo e professionalità, formalmente e informalmente, contribuisce costantemente ad aumentare il livello delle competenze digitali dei cittadini e dei dipendenti della Pubblica Amministrazione (me compreso!).

        Su questo tema della diffusione delle competenze digitali e di un Osservatorio, credo sia importante far comprendere al Governo “centrale” che spesso svolgono più lavoro le Community attive sul territorio che le PA regionali (considera che la Regione Sicilia non ha nemmeno un portale open data al 2016 ma la Community di OpendataSicilia ha costruito già il primo non portale opendata http://nonportale.opendatasicilia.it/ per mettere chiunque nella possibilità di trovare dati regionali importanti/utili per il riuso: ecco questo fatto dimostra come la Community locale è più attiva di un istituzione regionale sugli open data e il relativo riuso!).

        Quindi il mio appello al Governo è semplice: invitare a far parte dell’Osservatorio permanente le Community territoriali attive sulle competenze digitali, a cominciare da quelle che si sono autocensite nell’occasione di questa partecipazione online. D’altronde OGP sta per Open Government Partnership e “Partnership” sta per partenariato, un partenariato della Pubblica Amministrazione con le Community e Associazione territoriali attive sul digitale e sui dati.

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  5. Franco Sacerdotti

    Senza consapevolezza non vi sono diritti. Il piano operativo del consorzio Agenda Digitale di Biella (azione #Biellainclude) prevede di includere digitalmente il 10% della popolazione entro il 2019 legislatura, con particolare attenzione agli over55. Le scuole e i centri civici, già attrezzati con aule informatiche e connettività, saranno il luogo naturale di formazione. I tutor saranno volontari civici e studenti. Si cercherà cooperazione con tutti gli enti di formazione del territorio (partner del consorzio). Ciascun allievo, superato un brevissimo corso introduttivo, necessario come sbarramento iniziale per la valutazione della motivazione, avrà accesso alla Palestra Digitale, uno spazio ad accesso libero ma monitorato. In questo spazio potrà esercitarsi sui moduli concordati, un insieme di contenuti estremamente verticali, chiedendo se necessario l’intervento del docente o dei tutor presenti. Di volta in volta la trasmissione del sapere potrà essere personale, coinvolgere un piccolo gruppo o l’interezza dei presenti, a seconda dell’interesse di ciascuno e della sensibilità di docenti e tutor. In questo modello aperto, molto simile a un laboratorio, l’apprendimento sarà personalizzato, ma con un grande vantaggio in termini di risorse umane richieste, esattamente come nelle palestre tradizionali. Il punto vincente del progetto è la standardizzazione dei moduli: una volta stabiliti i saperi di ogni singolo modulo, e dopo averli condivisi con tutor e insegnanti, il sistema permette a ciascuna figura docente di insegnare a ciascun allievo in modo indipendente, senza necessità della continuità formativa e della conoscenza diretta che invece richiedono i modelli di apprendimento tradizionali. Un sistema flessibile, innovativo e soprattutto adatto alle esigenze di apprendimento del mondo digitale, che vedono ciascun allievo avere punti di ingresso, competenze iniziali e obiettivi differenti e rendono il modello di insegnamento tradizionale inadeguato. Nel 2016 si prevede il progetto pilota di inclusione dei primi 300 over55 mediante lezioni frontali.Reference

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  6. Monica Palmirani

    Fare in modo che la “Dichiarazione dei Diritti in Internet” divenga un documento rispetto al quale ogni nuovo atto normativo debba risultare consistente e conforme.Reference

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  7. Fernanda Faini

    Suggerisco fra i soggetti dell’azione di prevedere anche le associazioni (giuridiche e non) attive in materia, che possono aiutare molto nella diffusione.

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