Promozione competenze digitali

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

30.
Promozione delle competenze digitali

 

Descrizione breve
Disporre di un sistema unico per tutte le pubbliche amministrazioni, coerente con la classificazione UE, in grado di valutare le competenze digitali di base e quelle avanzate del personale. La scelta di utilizzare un sistema unico è cruciale per intraprendere azioni di rafforzamento/potenziamento e al contempo aggregare la domanda di competenze digitali.

 

Obiettivo generale
Abilitare le Pubbliche Amministrazioni a migliorare le proprie competenze digitali attraverso strumenti di autovalutazione basati su modelli di competenze coerenti con il contesto europeo.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
AGID Ministero del Lavoro, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

2016 -2017

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale
L’indicatore composito DESI (Digital Economy & Society Index) rileva una carenza di competenze digitali che impedisce di fare progressi in tutti i settori dell’Economia Digitale.

Nel 2015 il 63% della popolazione utilizzava Internet regolarmente (contro il 76% della media UE) e il 43% aveva competenze digitali di base o di poco superiori. Solo il 2,2% di tutte le persone occupate nel 2015 era costituito da professionisti del settore ICT. La quota di laureati in scienze, tecnologia, ingegneria e matematica é pari all’1,4% nella fascia di età 20-29 anni.

 

Risultati attesi
Toolkit per il self-assessment sulle competenze digitali, sia individuali che relative all’organizzazione.
Supportare le pubbliche amministrazioni nella valutazione del fabbisogno di competenze digitali facilita i processi di mobilità e riassegnazione del personale in funzione delle reali esigenze organizzative dei vari enti.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Rilascio di tool e strumenti di supporto alla Amministrazione e  conduzione dell’attività di assessment.

Gennaio 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

2. Raccolta dei feedback ed elaborazione delle informazioni.

Marzo 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

3. Monitoraggio del dispiegamento delle attività di assessment

Settembre 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

Vuoi saperne di più su questa Azione? Leggi il post di presentazione.

14 Commenti

  1. Franco Galletto

    Potrebbe sembrare, e forse in parte lo è , un intervento a favore della nostra categoria. Ma la nostra è una esperienza che deve essere conosciuta. Siamo AGENZIE per le Imprese che si occupano ” anche di PRATICHE BUROCRATICHE AMMINISTRATIVE oltre che di CONSERVAZIONE DIGITALE – FATTURAZIONE ELETTRONICA – FIRMA DIGITALE – SPID “. Siamo intermediari tra il privato e le varie P.A. In questi anni siamo passati dal ” tutto cartaceo ” al ” tutto digitale “. Abbiamo ” in pancia ” competenze sia di carattere amministrativo / burocratico / legislativo che di carattere informatico. Non potrebbe essere altrimenti nel nostro lavoro. Tutti i giorni, ancora oggi, abbiamo a che fare con problematiche legate ai sistemi informatici sia delle varie P.A. ( cciaa – inps – inail – entrate – dogana – suap – regioni – ministeri – etc.. ) che dei vari aggiornamenti ai più diversi programmi che permettono la connessione con le P.A. ( Infocamere – Infocert – Telemaco – Starweb – Impresa in un giorno – Entratel – Intraweb – etc.. etc .. ) . A volte è sufficiente che una P.A. faccia un aggiornamento di Java e l’altra no che non si riesca più a utilizzare sistemi come ComUnica. Abbiamo insegnato a centinaia di migliaia di clienti come si utilizza la firma digitale ( potete chiedere sia a InfoCamere che a InfoCert: ci conoscono bene ! ), come si utilizzano i vari siti delle P.A, come risolvere mille problematiche legate ai vari sistemi delle P.A. Siamo stati pionieri in tutti i passaggi più importanti della digitalizzazione delle P.A e lo siamo ancora oggi come RAO di InfoCert sia per l’emissione delle CNS che per l’emissione dello SPID. Migliaia di uffici in tutta Italia che hanno contribuito ed ancora contribuiscono alla alfabetizzazione digitale nel settore dei rapporti tra Privato e PA.
    Ebbene, con quasi 25 anni di esperienza in questo settore, mi permetto di esprimere un punto di vista e affermare che è indispensabile ma non è sufficiente digitalizzare la PA.
    La logica sino a qui seguita è quella interna alle varie PA e poco rivolta alle esigenze degli utenti ( che non sono tutti degli informatici !!!!!!!!!!!!!!! ) ma soprattutto è INDISPENSABILE che ci siano sul territorio delle strutture pubbliche o private che ,come noi facciamo quotidianamente ancora oggi – facciano da intermediari. Non tutti sono degli Informatici e anche gli informatici stessi quando un loro cliente ha un problema che riguarda il settore nel quale noi ci muoviamo, li manda da noi. Non tutti utilizzano quotidianamente i programmi delle PA, non tutti si relazione quotidianamente con le varie PA e quindi sono in molti che non vogliono perdere una settimana per capire come funziona un certo programma, cosa vuole quella data PA, per poi spedire una singola pratica.
    Mentre sto scrivendo nel mio ufficio è entrata una dipendente di uno studio di Commercialisti che ci ha portato una Business key ( CNS ) emessa dalla cciaa di Milano che secondo lo studio non funzionava. Abbiamo capito perché non funzionava e abbiamo sistemato la cosa.( ovviamente gratis !!! )
    Spero che la nostra esperienza di 25 anni di rapporti tra Privato e Pa, con un punto di vista da parte dell’utente ma con approfondite conoscenze della PA, possa interessarvi.
    A disposizione

    Franco GallettoReference

    Rispondi
  2. Ermelinda Fedele

    Individuare un sistema di valutazione unico per le competenze coerente con la classificazione UE mi sembra un’ottima idea. Ma la formazione nella PA funziona solo su percorsi mirati, obbligatori e con un sistema di valutazione strutturato e quindi magari con crediti. Posso affermare per esperienza che il percorso formativo ottiene riscontro in termini di partecipazione se ritenuto abilitante per lo svolgimento di un preciso compito, sia il percorso destinato ad impiegati o dirigenti. Individuerei inoltre dei criteri di competenze ICT comuni in fase di reclutamento del personale.Reference

    Rispondi
  3. Ciro Spataro

    Se il RISULTATO ATTESO è = “Toolkit per il self-assessment sulle competenze digitali, sia individuali che relative all’organizzazione”, a seguito dell’autovalutazione prodotta, ritengo personalmente necessario non lasciare “da soli” gli enti locali. Cioè avviare dei percorsi formativi online che possano contribuire ad aumentare le competenze digitali di dipendenti e dirigenti.
    In merito a questa proposta, ritengo importante segnalare gli utili percorsi di formazione del FormezPA (http://www.innovatoripa.it/posts/2016/02/8266/competenze-digitali-e-pubblica-amministrazione-i-corsi-online-formez-pa).
    Sono moduli molto validi e rilasciati con licenza aperta che ne permette il riutilizzo (CC BY SA).
    Ad esempio quello sugli open data è stato da me riutilizzato per costruire una agevole presentazione formativa (bit.ly/opendataformazione) da usare in ogni occasione di evento/workshop/incontro in cui sono presenti dipendenti della PA. Ho registrato un alto livello di gradimento e comprensione dei contenuti della presentazione e quindi ritengo che la formazione, post auto-valutazione sulle competenze digitali, possa anche essere effettuata attraverso strumenti online (vedi l’uso dei webinar che ormai si stanno diffondendo). E ritengo il personale del FormezPA molto qualificato per effettuare formazione online.

    Rispondi
  4. Andrea Sammarco

    Per generare un impatto strutturale occorre organizzare oltre la fase di self assessment anche un percorso di certificazione delle competenze (secondo i modelli europei di DIGICOMP ed E-CF). Le Camere di Commercio sono già impegnate con questo modello a beneficio della cultura digitale attraverso il programma “Crescere in Digitale”. Durante la consultazione del Forum abbiamo messo questo programma a disposizione dell’OGP.Reference

    Rispondi
  5. Felicia Pelagalli

    Nella definizione di uno strumento di valutazione delle competenze digitali nelle PA (coerente con la classificazione UE) sarà interessante integrare l’esperienza che l’ISTAT sta conducendo (in accordo con gli altri Istituti di statistica europei) per misurare le competenze digitali degli individui. Il riferimento comune al “Digital Competence Framework” costituisce un’interessante opportunità di integrazione di strumenti e metodologie.
    Ritengo inoltre sia importante:
    – raccogliere le esperienze di mappatura delle competenze digitali in corso nelle diverse realtà organizzative italiane, pubbliche e private;
    – tener conto, nella definizione dello strumento di valutazione, anche delle dimensioni di contesto e di cultura organizzativa, specifiche per ogni PA.Reference

    Rispondi
  6. Enrico Alletto

    Nel paragrafo “situazione attuale” vengono riportati dati complessivi, ma le azioni di questa voce mi sembra siano rivolte esclusivamente ai dipendenti della PA. Mettere in campo azioni per alzare le competenze digitali di piccole realtà (es. negozianti di quartiere) o più genericamente di cittadini è un’azione messa in conto o questo tipo di iniziative si considerano “coperte” da realtà commerciali (spesso internazionali) che alfabetizzano principalmente con le loro specifiche soluzioni?Reference

    Rispondi
  7. Antonio Gaeta

    Se la scuola, dove trascorrono la maggior parte del tempo le nuove generazioni, non diventa digitale nel metodo, negli strumenti e nello stile, qualsiasi altro intervento potrebbe rivelarsi un palliativo.Reference

    Rispondi
  8. Marco Lombardo

    Il governo dovrebbe promuovere la certificazione delle competenze informatiche del personale che lavora nella pubblica amministrazione.
    A tal fine è opportuno creare una mappa delle certificazioni informatiche, soprattutto in ambito open source, che risponda alle esigenze di informatizzazione delle pubblica amministrazione.

    Il governo dovrebbe promuovere dei corsi di formazione continua per permettere ai dipendenti della pubblica amministrazione di sostenere gli esami di certificazione delle competenze informatiche.

    Rispondi
  9. Ecosistema Camerale

    il patrimonio di conoscenze e competenze digitali assume un valore oggettivo quando le stesse sono messe, facilmente, a disposizione di tutti e sono riutilizzabili. Per far ciò Ecosistema Camerale, associazione di advocacy del Sistema Camerale, propone la realizzazione (partendo da un modello in via di definizione nell’ambito delle attività statutarie dell’Associazione) di un sistema di “Condivisione delle Conoscenze”, un sistema esperto che raccolga procedure e best practice, conoscenze ed esperienze, e le metta a disposizione con la logica dell’e-learning e della fruizione, libera, all’occorrenza. Tale sistema va poi esteso per categoria (es. Sistema per i Comuni, Sistema per le autorità in campo socio-culturale) mettendo a fattor comune le best practice innovative sulla gestione amministrativa, la comunicazione specifica, ecc.ecc.Reference

    Rispondi
  10. Giusi Miccoli

    Nell’ambito della “promozione delle competenze digitali” sono tre le possibili riflessioni.
    Per poter “disporre di un sistema unico per tutte le pubbliche amministrazioni in grado di valutare le competenze digitali di base e quelle avanzate del personale” è necessario individuare gli obiettivi strategici da perseguire. La definizione di Toolkit per il self-assessment sulle competenze digitali è importante in quanto strumento del cambiamento atteso. Ma è ancor prima necessario capire quali sono le aspettative sottostanti a questo Toolkit e comprendere in che direzione vogliamo indirizzare il cambiamento.
    Per decenni in Italia abbiamo ragionato per profili professionali, che a parere di alcuni esperti e docenti del lavoro non hanno facilitato la mobilità nel mercato del lavoro. Da pochi anni si è diffuso il modello delle competenze (che poi è un’indicazione dell’UE che le regioni italiane hanno recepito con “differente velocità”), che ha il vantaggio di riconoscere il percorso formativo e professionale dei lavoratori, valorizzando l’evoluzione personale e professionale e le competenze acquisite sul lavoro e tramite lo studio e la formazione. In questo contesto l’auspicio è di non limitarsi a ragionare esclusivamente sulle competenze digitali (di tipo tecnico) ma anche su quelle capacità e competenze trasversali che ogni addetto della pa dovrebbe possedere per poter operare. Si dovrebbe evitare di impostare il toolkit come strumento di rilevazione di competenze tecniche e invece ragionare su uno strumento di assessment di competenze più ampie. In questo modo è possibile promuovere e valorizzare le competenze diffuse, che non sono correlate solo a profili professionali “tecnici”. Inoltre, il cambiamento della pa non si basa solo su profili tecnici, ma sulla capacità dell’intero apparato di essere “digitale”.
    Infine, al fine di un effettivo coinvolgimento dei dipendenti in questa azione di promozione delle competenze digitali è rilevante far precedere alla fase di assessment una fase di diffusione delle informazioni e di promozione del progetto. Un’adeguata attività di comunicazione è utile anche per prevenire atteggiamenti di resistenza ad iniziative percepite come distanti dal contesto di lavoro quotidiano.
    Tre sintetici suggerimenti: 1) Utilizzo di modelli europei di DIGICOMP così come le esperienze già avviate da altre amministrazioni e istituzioni come importante riferimento; 2) Sviluppo di percorsi formativi integrati che sviluppino le competenze relazionali e allo stesso tempo alfabetizzino sul “digitale”; 3) Coinvolgimento, engagement e propositività dei dipendenti sui temi del digitale e del cambiamento della pubblica amministrazione.Reference

    Rispondi
  11. Monica Palmirani

    La crescita delle competenze digitali deve essere finalizzata a sfruttare le tecnologie per modificare processi obsoleti. Accanto quindi alle competenze digitali di base e avanzate inserire anche concetti legati all’innovazione dei processi, semplificazione delle procedure, innovazione informatico-giuridica, riorganizzazione del lavoro mediante le tecnologie.Reference

    Rispondi
  12. Fernanda Faini

    E’ necessario prestare particolare attenzione alle competenze giuridiche, di informatica giuridica, fondamentali all’interno delle amministrazioni, ma ancora poco diffuse.
    Necessario anche prestare attenzione alla trasversalità delle azioni che devono coinvolgere l’intero management dell’amministrazione e non solo determinati settori o strutture.

    Rispondi

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *