Strategia per la Partecipazione

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

14.
Strategia per la Partecipazione

 

Descrizione breve
Definire strumenti a sostegno dei processi decisionali partecipati nelle PA italiane mediante la definizione di Linee guida per la conduzione di consultazioni e la individuazione di idonee soluzioni tecnologiche.

 

Obiettivo generale
Individuazione di una policy nazionale per diffondere e dare solidità metodologica ai processi decisionali partecipati in diversi contesti amministrativi, con particolare riferimento alle consultazioni.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
Presidenza del Consiglio dei Ministri AGID, Regioni, ANCI e tutte le PA Open Government Forum

2016 -2018

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale
Nel corso degli ultimi anni, si sono moltiplicate nel nostro Paese iniziative di partecipazione civica (come petizioni e consultazioni). Tuttavia, le stesse non sono state sempre sorrette da un metodo adeguato e sono state caratterizzate da una elevata discontinuità.

Questo approccio ha frustrato le aspettative della società civile e non ha consentito di registrare i benefici della collaborazione degli stakeholders ai processi decisionali.

 

Risultati attesi
Attraverso il contributo delle amministrazione e della società civile sarà possibile definire modelli e strumenti efficaci per la gestione dei processi di partecipazione, diffondendo le esperienze di collaborazione.

La strategia per la partecipazione ha come obiettivo ultimo quello di migliorare la qualità dei processi decisionali, di consentire il rispetto degli impegni presi dalle diverse amministrazioni e, quindi, di accrescere la fiducia nei confronti delle istituzioni.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Costituzione dell’Open Government Forum con le organizzazioni della società civile impegnate sui temi dell’amministrazione aperta per tutta la durata del terzo action plan OGP. Giugno 2018
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

2. Ricognizione delle principali esperienze di partecipazione realizzate a livello nazionale, regionale e locale e consultazione pubblica sulle linee guida in materia di partecipazione. Novembre 2016
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

3. Pubblicazione di linee guida sulla partecipazione/consultazione per le PA italiane Marzo 2017
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

4. Sperimentazione delle linee guida con almeno 3 consultazioni di livello nazionale. Realizzazione di un cruscotto per la valutazione delle performance delle amministrazioni nei processi di partecipazione/consultazione. Marzo 2017
Impegno nuovo Impegno già in corso

 

5. Individuazione di idonee soluzioni tecnologiche per la gestione delle iniziative di partecipazione/consultazione che sfruttino le potenzialità della nuova architettura del sistema informativo delle PA. Maggio 2018
Impegno nuovo Impegno già in corso
Vuoi saperne di più su questa Azione? Leggi il post di presentazione.

 

19 Commenti

  1. Ciro Spataro

    Se il RISULTATO ATTESO è: “…migliorare la qualità dei processi decisionali, consentire il rispetto degli impegni presi dalle diverse amministrazioni e, quindi, di accrescere la fiducia nei confronti delle istituzioni” in ultima analisi si tratta di migliorare il “rapporto comunicativo” tra collettività amministrata e PA.
    Non posso fare a meno di pensare al service co-design.
    I siti web delle PA sono ormai la prima interfaccia tra PA e cittadino. Molti siti degli enti locali oggi non sono responsive/adaptive per i dispositivi mobili, non contengono tutti quei dati, documenti e informazioni che il cittadino/azienda ha interesse di ottenere, non informano i cittadini su mappe georeferenziate consultabili su smartphone in mobilità, non permettono quel flusso di comunicazione bidirezionale tra cittadino e PA al fine dell’ottenimento online di autorizzazioni, nulla osta, certificati, pass, ecc.
    Quindi ancora oggi, nel 2016, i siti web delle pubbliche amministrazioni locali non sono adeguati ai fabbisogni della collettività. Essendo proprio i cittadini e le aziende i primi fruitori dei siti web della PA, ne deriva che essi debbono essere messi nelle condizioni di “dire” alla PA come la PA deve disegnare e strutturare i siti web istituzionali.
    Per fare ciò è necessario ricorrere alle metodologie del co-design dei servizi pubblici. Avviare momenti organizzati, costanti, frequenti di incontro in cui la PA chiede ai cittadini/aziende come questi intendono fruire i servizi nei portali web istituzionali. La PA britannica ha fatto un po di esperienza in questo campo.
    La “Partecipazione” dei cittadini e delle aziende alla vita istituzionale della PA deve – a parer mio – contribuire a migliorare qualitativamente il livello di comunicazione web degli enti locali. Finalizzare, quindi, la partecipazione civica al raggiungimento di questo obiettivo della PA!
    Serve: una metodologia (es. User Centered Design -> http://eventipa.formez.it/node/57591), una volontà politica a farlo in ogni PA e adeguata-efficace comunicazione, un obiettivo concreto prefissato da raggiungere (concludere la reingegnerizzazione del sito web della PA locale entro 6 mesi dall’avvio del processo di partecipazione pubblica per il co-design dei servizi online).

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  2. Itineraria Comunicazione - davide pavanello

    Per risolvere il problema dell’OG, è necessario avviare azioni di compartecipazione sociale. Da qualche anno, abbiamo sviluppato un progetto sperimentale di comunicazione partecipata e inclusiva, in grado di favorire la crescita digitale delle persone over 65 al web (AVVICINAMENTO DIGITALE), e superare il digital-divide ormai cultural-divide (INCLUSIONE DIGITALE). Una modalità efficace e di prossimità, in grado di permettere ad una fetta di circa 25 Mln di persone over 65 (oltre il 40% della popolazione italiana)non connesse al web, di poter usufruire di tutte quelle informazioni sui servizi di utilità pubblica che la PA mette on line e per i quali investe anche molte risorse. Servizi dei quali, una fetta di popolazione, gli over 65, non conosce nulla ma che di fatto ne paga un prezzo a livello di comunità, anche in termini di miglioramento di qualità di vita. Il progetto FRECCE D’ARGENTO è realizzato da Amministrazioni Locali territorialmente limitrofe, creando una rete relazionale che coinvolge comunità di persone residenti in aree rurali italiane e isole.

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  3. Alberto Cottica

    Rappresento l’associazione Wikitalia. Abbiamo in cantiere un progetto chiamato Agile Civic, che ha un obiettivo molto simile: la produzione di linee guida e la documentazione di uno stack di software per fare consultazioni online low cost. Sul softare abbiamo fatto un po’ di lavoro grazie a un progetto di ricerca a cui abbiamo partecipato con MIT, Open University e altri (http://catalyst-fp7.eu).

    La nostra idea è questa: molte opportunità di collaborazione amministrazioni-cittadini vanno perdute, perché né le une né gli altri padroneggiano la “grammatica” della partecipazione. Un buon consulente può aiutare, ma i consulenti costano molto e non è realistico ricorrervi spesso. Soluzione: un piccolo numero di iniziative pilota low cost (software libero, risorse interne, un po’ di volontariato) molto ben documentate. La documentazione diventa un manuale, un how-to. Abbiamo coinvolto in via preliminare alcuni enti locali, perché in Italia quasi tutte le decisioni pubbliche sono locali. Il progetto è raccontato qui: http://bit.ly/agile-civic

    Dopo avere letto questa azione (con un po’ di sorpresa, perché non se ne è parlato al tavolo sulla partecipazione), abbiamo deciso di candidarci per realizzare i punti 3, 4 e 5 di questa azione, eventualmente coinvolgendo anche i nostri comuni partner. Possiamo parlarne?Reference

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  4. DEL ROMANO PAOLO

    Il problema è che io cittadino-professionista che usa le diverse piattaforme web dei siti della PA mi sento sempre in guerra a combattere con tante PA che parlano con lingue diverse e che non voglio fare un minomo sforzo per semplificare la vita ai cittadini. Basta vedere la lentezza con cui le varie PA implementano SPID nei loro siti.- Se i cittadini non vedono che veramente lo SPID sia un pin_unico difficilmente il progetto doventa realtà.

    Per il momento con la mia esperienza vedo che AgenziaEntrate, AgenziaDogane, Inps, Inail, CamereCommercio, Giustizia, hanno sistemi totalmente diversi che neanche funzionano! Giorni fa ho perso mezza giornata con un problema con l’Inps. Non riuscivo a fare l’upload via web di alcuni documenti. Poi ho scoperto (grazie a un forum perchè il Call Center Inps non è stato in grado di aiutarmi) che quel servizio web non funzionava con firefox. Incredibile!!

    Quindi quanto tempo durerà questa TORRE DI BABELE!

    Concludo con una proposta. Perchè non utilizzare questa modalità di raccolta commenti anche per fare un censimento delle cose che non vanno. Affidato ai cittadini che riportano tutti i disservizi sui vari siti della PA che registrano ogni giorno

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  5. Angela Creta

    Prevedere, all’interno dell’azione, anche la realizzazione di un portale nazionale di consultazioni pubbliche che diventi un luogo unico e semplice di partecipazione civica e aggreghi le iniziative di consultazione di amministrazioni centrali governative, il parlamento, le autorità nazionali, le regioni e gli enti locali.
    Coinvolgere nella definizione delle policy ed estenderne l’applicazione anche alle autorità nazionali come l’Agcom o l’Antitrust.

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  6. Pierluigi Cara

    Oltre ai modelli e strumenti per la gestione dei processi di partecipazione, sarebbe importante anche poter valutare l’efficacia della partecipazione, nell’ottica di una sempre più profonda incidenza dei cittadini e stakeholder nei processi decisionali, per favorire non solo la “consultazione” ma anche un coinvolgimento nella “co-decisione”Reference

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  7. Enrico Alletto

    Con l’associazione Open Genova che rappresento, nel 2014 abbiamo realizzato assieme alla PA locale un processo partecipato sperimentale in cui cittadini e referenti politici della PA dialogavano attraverso una piattaforma online. Lo scopo era l’individuazione di specifici progetti per il quartiere da realizzarsi con piccolo budget stanziato. L’iniziativa ha ricevuto una menzione speciale al premio e-gov 2014 https://goo.gl/TxHnjV In seguito abbiamo sviluppato altre iniziative legate alla partecipazione con strumenti digitali. Per iniziare, vorremmo seguire i lavori dei punti 1 e 2Reference

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  8. Aldo Ceccarelli

    Quale operatore IT aziendale desidero richiamare l’attenzione su un particolare risvolto di partecipazione anche legato agli sforzi ed alle difficolta nelle imprese che si interfacciano alla PA ad esempio per la “telematizzazione” obbligatoria di determinati flussi dati. L’evoluzione e il potenziamento dei servizi informatici della Pubblica Amministrazione hanno imposto negli ultimi anni l’utilizzo del canale telematico come esclusivo mezzo di comunicazione con la PA per l’esecuzione di trasmissioni e comunicazioni aziendali obbligatorie.
    Una trasformazione epocale che ha sostanzialmente modificato l’approccio lavorativo nei confronti della PA, che coinvolge in maniera trasversale l’utenza business, e che ha fortemente coinvolto gli IT aziendali delegati alla gestione dei flussi dati verso le Ammnistrazioni.
    Tutti i servizi telematici previsti, gestibili da diversi soggetti, tuttavia, in passato sono stati concepiti senza un tempestivo e soprattutto capillare e diretto coinvolgimento di tutti gli operatori in fase di progetto ed evoluzione o di sperimentazione, per cui spesso non è molto stato agevole per tutte le aziende districarsi tra le diverse gestioni che man mano divenivano obbligatorie a scadenze prefissate e senza avere lato server PA la necessaria documentazione, supporto ed affidabilità sui sistemi resi obbligatori per non andare in sanzione.
    Il paragone con altri stati europei in cui è capitato di dover raffrontare analogo ambito ha fornito esempi virtuosi che potrebbero costituire utili termini di paragone da parte di chi in Italia presiede a queste aree di e-government, un caso su tutti è quello dell’HMRC britannico.
    Ringrazio e mi scuso per la inevitabile povertà di questo commento dovuta a una mia visione molto ridotta e inevitabilmente parziale su questa proposta di piano che impressiona per la portata di scopo e di sicuri benefici che porterà all’intero Paese attraverso miglioramenti su tutti gli stakeholder ad esso afferenti.
    Un sentito ringraziamento va tributato a quanti, ad ogni titolo, hanno prestato la propria disponibilità e competenza alla realizzazione di questo iter di coinvolgimento e aumento di partecipazione al progetto che offre numerose azioni nuove e in corso per aggiornamento e implementazione di argomenti di comune interesse per la società in molteplici campi. Un cordiale saluto insieme ad un augurio di buon prosieguo di lavoro a Tutti!Reference

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  9. Mauro Alovisio

    nell’ottica migliorativa dell’ottima azione proposta, si suggerisce:
    – di redarre delle snelle linee guida sulle regole di ingaggio alla partecipazione dei cittadini;
    – pubblicare i dati della partecipazione;
    – progettare campagne di informazione regionali sulla partecipazione con interviste ai cittadini;
    – creare luoghi di cittadinanza digitale con wi-fi e postazioni in cui i cittadini possono collegarsi ai servizi e piattaforme on line degli enti pubblici e fruire di seminari di alfabetizzazione sulle competenze digitali
    -rendere noti i costi delle iniziative intraprese per favorire la partecipazione e i risultati
    – raccogliere e pubblicare, a livello di Agenzia per l’Italia Digitale e Anci, tutte le migliori prassi di strategie di partecipazioneReference

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  10. Vittorio Scarano

    Sono docente all’Università di Salerno e sono il coordinatore del progetto di ricerca Horizon2020 su Open Data e Trasparenza, dal nome “Raising Open and User-friendly Transparency-Enabling Technologies fOr Public Administrations” (ROUTE-TO-PA). Il progetto (2015-2018) comprende 12 partner con 5 pilot nelle Pubbliche Amministrazioni di Dublino, L’Aja, Prato, Issy-les-Moulineaux e Groningen in 4 paesi europei.
    Il progetto ha una forte componente italiana, includendo oltre a Prato come Amministrazione, la partecipazione di Ancitel (sviluppo tecnologico) e quella del Dipartimento di Informatica dell’Università di Salerno (coordinatore, responsabile dello sviluppo delle piattaforme software collaborative e sociali).

    Lo scopo del progetto è cercare di rendere gli Open Data offerti dalla Pubblica Amministrazione più facilmente fruibili e comprensibili dai cittadini.
    Uno degli strumenti principali che stiamo sviluppando è la Social Platform for Open Data (SPOD), che permette ai cittadini di discutere sugli Open Data, argomentare con gli Open Data e anche co-creare in un ambiente cooperativo dataset che possono essere utilizzati nella comunità. Il prototipo viene testato nei pilot a partire da Ottobre 2016.

    Il software, sviluppato dal nostro progetto, è ovviamente disponibile open-source ed è a disposizione di tutti coloro (PA, comunità, associazioni, etc.) che vogliano dotarsi di un ambiente sociale che permette di discutere in maniera evoluta usando gli open data, per facilitarne comprensione, uso, fruizione e creazione. La Social Platform è progettata per poter utilizzare i dati provenienti dai repository CKAN delle Pubbliche Amministrazioni o di altre associazioni e poterla utilizzare (opportunamente visualizzati) all’interno delle classiche attività da social network. Sono anche previste aree di lavoro per piccoli gruppi che permettono di co-creare semplici dataset con uno spreadsheet condiviso, permettendone l’uso nella discussione sul social network.

    In particolare, all’interno di questa azione, possiamo fornire la esperienza maturata nel progetto in materia di partecipazione e consultazione. Inoltre, possiamo sicuramente fornire contributi nell’individuazione delle soluzioni tecnologiche in tale ambito, potendo fornire la nostra esperienza nel campo della interoperabilità per l’accesso agli Open Data ed il loro riuso.

    Il sito del progetto è http://www.routetopa.eu, e siamo disponibili all’indirizzo coordinator@routetopa.eu e vitsca@unisa.it per contatti e collaborazioni per l’utilizzo.

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  11. Federico Anghelé - Riparte il futuro

    Nelle strategie per la partecipazione andrebbe anche compreso un portale per il lancio di petizioni digitali che vengano prese in consegna dal Parlamento o dal governo, sul modello di quanto avviene in altri paesi. In particolare negli Stati Uniti il sito voluto dall’amministrazione Obama We the people permette a tutti di lanciare o di sottoscrivere una petizione. Affinché esse vengano prese in consegna dalla Casa Bianca, una singola petizione deve superare le 100.000 firme.
    Anche in Gran Bretagna esiste un portale per le petizioni in cui superata una soglia (10.000 firme) le richieste provenienti dal basso o da organizzazioni della società civile hanno l’obbligo di avere almeno una risposta scritta.
    Riparte il futuro e i partecipanti al tavolo sull’accountability avevano previsto il lancio di un portale sperimentale limitato alla Camera dei deputati da estendere successivamente ad altre amministrazioni dopo una valutazione della sua reale efficacia.

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  12. Erika Munno (Global Shapers)

    Tra i motivi di stallo dei processi partecipativi, quello degli amministratori poco preparati e soprattutto motivati è uno dei più rischiosi e, purtroppo, frequenti. Come più volte è stato ribadito (compreso nel post di lancio dell’azione) in questo caso c’è una forte spinta politica che potrebbe fare la differenza. Tuttavia, sarebbe comunque opportuno lavorare anche sull’amministrazione in senso stretto, ad esempio si potrebbero ipotizzare all’intero delle stesse linee guida delle formule organizzative ad hoc per aprire la PA alla partecipazione o degli specifici toolkit. Infine, credo sia necessario coinvolgere, in tutta la fase di attuazione dell’azione, non solo i vertici dell’amministrazione ma anche i funzionari, spesso ci si dimentica di loro ma hanno un ruolo fondamentale nella prassi; mentre i dirigenti possono agire soprattutto sugli aspetti di gestione e motivazione del personale, loro sono quelli che materialmente dovranno fare il lavoro ed è importante che contribuiscano e si sentano parte del processo.Reference

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  13. Erika Munno (Global Shapers)

    Penso sia importante fare una valutazione anche della partecipazione della società civile e delle attività del Forum, visto che avrà un ruolo decisivo in questa azione. A questo proposito, ad esempio, alcuni indicatori più immediati di misurazione potrebbero riguardare la frequenza e la costanza, sia offline quindi negli incontri, sia online, tenendo conto di quanto attive e operative siano le associazione all’interno del Forum. Probabilmente una volta stabilito cosa valutare e come farlo, sarebbe più opportuno inserire questa sezione direttamente nel regolamento del Forum. Magari potrebbe essere uno dei punti all’ODG della prossima plenaria.
    Per quanto riguarda la partecipazione della società civile ai processi di partecipazione/consultazione, in sede di stesura delle linee guida si potrebbero immaginare degli strumenti di valutazione e scegliere degli indicatori, ad esempio per le petizioni si può inserire una soglia minima numerica da tenere in conto per validare la proposta.
    A questo approccio più “quantitativo” di valutazione andrebbe unito uno più qualitativo scegliendo opportuni indicatori.Reference

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  14. Ecosistema Camerale

    Ecosistema Camerale, associazione di advocacy del Sistema Camerale italiano, è uno dei primi esempi di un’organizzazione generata per il tramite di un gruppo Facebook (con oltre 2600 partecipanti al gruppo su una “popolazione” di circa 10.500 dipendenti) ed evoluta in Associazione vera e propria che, tra i propri compiti statutari, ha il confronto aperto, la condivisione delle buone pratiche, la partecipazione attiva dei lavoratori della P.A. ai processi, anche legislativi, di riforma, di innovazione e sviluppo delle competenze e delle funzioni. Da questo enorme patrimonio di conoscenza e condivisione si intendono sviluppare idee e strumenti, possibilmente “open”, “freeware” da mettere a disposizione delle Amministrazioni stesse e degli stakeholder . Le dinamiche di iterazione all’interno del gruppo sono già improntate sulle modalità di “smart working”, avvalendosi di una piattaforma di livello enterprise a seguito del riconoscimento da parte di Google di soggetto “non profit” e conseguente messa in disponibilità della piattaforma Google for non profits https://www.google.com/nonprofits/Reference

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  15. Franco Sacerdotti

    Nell’ambito dell’Agenda Digitale di Biella si prevede di allestire un sistema di sondaggi che permetta sia l’utilizzo di SPID che il semplice uso delle mail personali dei cittadini di cui si intende anche costruire una anagrafe (es. la prima volta, de visu, io cittadino certifico sotto mia responsabilità che dietro la tal mail sono io che scrivo). Per quest’ultima alternativa (meno sicura, ma più vicina ai cittadini e immediata da usare) si stanno verificando le implicazioni legali e le possibili sinergie con il progetto statale di anagrafe delle PEC.Reference

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  16. Monica Palmirani

    Le soluzioni tecnologiche per la gestione della partecipazione/consultazioni necessitano di canoni rigorosi onde evitare manipolazioni, rappresentatività limitata, effetti di echo chamber, creazione di polarizzazioni, e di altri fenomeni distorsivi degli esiti della partecipazione. Strumenti di gamification, rappresentazione dei modelli argomentativi e modelli teorici della partecipazione sociale possono aiutare a trovare un modello etico (new digital ethics, Luciano Floridi) prima ancora che tecnologico.Reference

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  17. Fernanda Faini

    Ottima iniziativa.
    E’ fondamentale prestare particolare attenzione a rendere maggiormente omogenee le diverse iniziative. Sarebbe opportuna anche un’aggregazione delle stesse per facilitare i cittadini.
    Nei modelli di riferimento è importante concentrarsi sulla fase ex post con feedback puntuali e motivati alle proposte avanzate, misurando anche il grado di soddisfazione dei partecipanti.

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