5. Il rispetto dei tempi di decisione

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           5. Il rispetto dei tempi di decisione

    1. In base all’art. 5, c. 6, d.lgs. n. 33/2013, il procedimento di accesso generalizzato deve concludersi con l’adozione di un provvedimento espresso e motivato, da comunicare al richiedente e agli eventuali controinteressati, nel termine di trenta giorni dalla presentazione dell’istanza.Nello svolgimento della sua attività di monitoraggio, il Dipartimento della funzione pubblica ha constatato che, non di rado, le amministrazioni vìolano tale previsione, ignorando il termine di conclusione del procedimento o l’obbligo di adottare un provvedimento espresso debitamente motivato. Al fine di arginare prassi contrarie al dettato legislativo, occorre richiamare tutte le amministrazioni al rigoroso rispetto del suddetto termine di legge.In proposito, si ribadisce quanto segue:
      • il termine di trenta (30) giorni entro il quale concludere il procedimento non è derogabile, salva l’ipotesi di sospensione fino a dieci giorni nel caso di comunicazione della richiesta al controinteressato (art. 5, c. 5, d.lgs. n. 33/2013);
      • la conclusione del procedimento deve necessariamente avvenire con un provvedimento espresso: non è ammesso il silenzio-diniego, né altra forma silenziosa di conclusione del procedimento;
      • l’inosservanza del predetto termine costituisce “elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione” ed è comunque valutata “ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili” (art. 46 del d.lgs. n. 33/2013).

      5.1. La decorrenza del termine

      Il termine di trenta giorni previsto per la conclusione del procedimento di accesso decorre “dalla presentazione dell’istanza” (art. 5, c. 6, d.lgs. n. 33/2013).

      Conseguentemente, ai fini della esatta determinazione del dies a quo, il termine decorre non dalla data di acquisizione al protocollo, ma dalla data di presentazione dell’istanza. Per promuovere la tempestività delle operazioni di registrazione e smistamento, si suggerisce, ove possibile, il ricorso a soluzioni informatiche che consentano la protocollazione automatica.

      Soltanto qualora sorgano seri dubbi sulla data di presentazione dell’istanza e non vi siano modalità di accertamento attendibili (attendibile deve considerarsi, ad esempio, la data di inoltro del messaggio di posta elettronica, anche non certificata), la data di decorrenza del termine per provvedere decorre dalla data di acquisizione dell’istanza al protocollo.

      5.2. Le conseguenze dell’inosservanza

      In caso di mancata risposta entro il termine previsto dalla legge, si ricorda che la normativa prevede due conseguenze.

      Sul versante esterno, l’art. 5, c. 7, d.lgs. n. 33/2013 consente di attivare la procedura di riesame e di proporre ricorso al giudice amministrativo. La trattazione della richiesta, comunque inoltrata, spetta al responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, che decide con provvedimento motivato entro il termine di venti (20) giorni, decorrenti dalla proposizione dell’istanza di riesame.

      Sul versante interno, il già richiamato art. 46 del d.lgs. n. 33/2013 assegna all’inosservanza del termine una triplice valenza, qualificandolo come:

      • elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale;
      • eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione;
      • elemento di valutazione ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.

      Poiché i dirigenti con funzioni di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza “controllano e assicurano la regolare attuazione dell’accesso civico sulla base di quanto stabilito dal presente decreto” (art. 43, c. 4, d.lgs. n. 33/2013), ne deriva, in analogia con quanto previsto per le ipotesi di inadempimento in materia di pubblicazione (art. 43, c. 5), che il responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza è tenuto a segnalare i casi di inosservanza del termine, in relazione alla gravità e alla reiterazione dei medesimi:

      • sia all’ufficio di disciplina, ai fini dell’eventuale attivazione del procedimento disciplinare;
      • sia al vertice politico dell’amministrazione e agli organi cui compete la valutazione della dirigenza e delle performance individuali, ai fini dell’attivazione delle altre forme di responsabilità.

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3 Commenti

  1. Francesco Addante

    Visto le recenti novazioni normative introdotte a far data del 1 gennaio 2017 si rende necessario evidenziare quanto segue:

    Ricevuta che attesta l’avvenuta presentazione dell’istanza (che deve corrispondere alla data di protocollazione), della segnalazione e della comunicazione, rilasciata immediatamente, anche in via telematica, indicante i termini entro i quali l’amministrazione è tenuta, ove previsto, a rispondere, ovvero entro i quali il silenzio dell’amministrazione equivale ad accoglimento dell’istanza, e costituente comunicazione di avvio del procedimento, ai sensi dell’articolo 7 della L. 241/90, se la ricevuta contiene le informazioni di cui all’articolo 8.
    (Art 18 bis della L. 241/90 così come introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera a) del D.lgs. 30 giugno 2016, n. 126Reference

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  2. Francesco Addante

    Il D.lgs. 97/2016 individua con maggior precisione i soggetti sanzionabili rispetto a quanto prevedeva il previgente D.lgs. 33/2013 prevedendo responsabilità anche nei confronti dei soggetti responsabili di ognuna delle fasi di individuazione/elaborazione, trasmissione e pubblicazione dei dati relativamente ad ogni obbligo di pubblicazione

    Inoltre le linee guida introducono la facoltà di indicare, in sostituzione dei nominativi dei soggetti responsabili della trasmissione dei dati, (intesi quali uffici tenuti alla individuazione e/o alla elaborazione dei dati, e di quelli cui spetta la pubblicazione) ‘il responsabile in termini di posizione ricoperta nell’organizzazione purché il nominativo associato alla posizione sia chiaramente individuabile all’interno dell’organigramma dell’ente’ facendo riferimento, in questo caso, ad ‘una soluzione analoga a quella già adottata in tema di responsabilità dei procedimenti amministrativi di cui all’art. 35 del d.lgs. 33/2013’.

    Pertanto si dovrebbero ampliare quanto riportato dal par. 5.2 delle costituenda circolare con quanto sopra illustrato.Reference

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  3. argh

    Chi pensa a sistemi di protocollazione automatica non sa di che parla (si può protocollare in automatico se i dati del mittente sono inseriti in un MODULO, mentre se mi arriva una PEC/mail con dentro i dati del mittente in un testo, quasi nessun sistema di protocollo sa estrapolarli in automatico…. e senza il mittente NON si può protocollare!) e soprattutto non sa che sw di protocollo hanno in uso molte PA italiane.
    Il legislatore poi ha mostrato tutta la sua ignoranza nel dire che la decorrenza è dall’istanza. Così se un cittadino inoltra un’istanza d’accesso di venerdì alle 23.30 e l’ufficio al sabato è chiuso, vengono bruciati tre giorni secchi, il 10% del tempo totale assegnato per la risposta! Bisogna trovare correttivi a questo assurdo, invece qui lo si enfatizza.

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