9. Il Registro degli accessi

Questa sezione fa parte della consultazione FOIA in consultazione fino al 19 maggio 2017

 

    1. Il Registro degli accessi

    Tra le soluzioni tecnico-organizzative che le amministrazioni potrebbero adottare per agevolare l’esercizio del diritto di accesso generalizzato da parte dei cittadini e, al contempo, gestire in modo efficiente le richieste di accesso, la principale è la realizzazione di un Registro degli accessi, come indicato anche nelle Linee guida ANAC (del. n. 1309/2016).

    Il Registro dovrebbe contenere l’elenco delle richieste e il relativo esito, essere pubblico e perseguire una pluralità di scopi: semplificare la gestione delle richieste e le connesse attività istruttorie; favorire l’armonizzazione delle decisioni su istanze di accesso identiche o simili; agevolare i cittadini nella consultazione delle istanze già presentate; monitorare l’andamento delle richieste di accesso e la trattazione delle stesse.

    Per promuovere la realizzazione del Registro, le attività di registrazione, gestione e trattamento della richiesta dovrebbero essere effettuate utilizzando i sistemi di gestione del protocollo informatico e dei flussi documentali, di cui le amministrazioni sono da tempo dotate ai sensi del D.P.R. n. 445/2000, del d.lgs. n. 82/2005 (Codice dell’amministrazione digitale) e delle relative regole tecniche (D.P.C.M. 3 dicembre 2013).

    I dati da inserire nei sistemi di protocollo sono desumibili dall’istanza di accesso o dall’esito della richiesta. Ai fini della pubblicazione periodica del Registro (preferibilmente con cadenza trimestrale), le amministrazioni potrebbero ricavare i dati rilevanti attraverso estrazioni periodiche dai sistemi di protocollo informatico.

    L’obiettivo finale è la realizzazione di un Registro degli accessi che consenta di “tracciare” tutte le istanze e la relativa trattazione in modalità automatizzata, e renda disponibili ai cittadini gli elementi conoscitivi rilevanti. Realizzare tale obiettivo richiede opportune configurazioni dei sistemi di gestione del protocollo informatico, per le quali si rinvia all’allegato 3.

4 Commenti

  1. Francesco Addante

    Ribadisco quanto già segnalato in precedenza su http://open.gov.it/consultazione-terzo-nap/foia-attuazione-e-monitoraggio/

    Occorre pubblicare una serie di FAQ (che si potrebbero costituire nel tempo e localizzati sul web sul sito dell’ANAC) sui casi particolari di istanza di accesso civico presentati riportanti il riferimento normativo e interpretativo (D.lgs.97/2016, future Linee Guida Anac, Sentenze e Orientamenti della Giurisprudenza consolidata) da aggiornare periodicamente in base all’evoluzione della disciplina in modo da agevolare i riscontri che le P.A. dovranno fornire ai cittadini. FAQ AUTOREVOLI alle quali il cittadino potrebbe appellarsi a seguito di inerzia della P.A. e costituire un valido presupposto per un ricorsoReference

    Rispondi
  2. Francesco Addante

    Ribadisco anche quanto già segnalato in passato

    Suggerisco di rendere evidenti a tutti (e non solo all’autore dell’istanza) i risultati delle istanze di accesso civico per le quali il cittadino può avere un riscontro dello stato della sua pratica tramite http://campagnatrasparenza.anticorruzione.it/. Si tratta di segnalazioni che L’ANAC prende in carico a seguito di inerzia della P.A. e per la quali interviene con il suo potere d’ordine e in minima parte sanzionatorio. L’Autorità già pubblica periodicamente i suoi report sulla sua attività di vigilanza http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Trasparenza/Vigilanza. Quello che propongo è fornire un report sullo stato della pratica in tempo reale e con un dettaglio maggiore rispetto a quanto già effettua l’ANAC in modo più complessivo e globale. La tecnologia attuale già consente di realizzare siffatte piattaformeReference

    Rispondi
  3. Ma toh...

    Tutto bello e tutto giusto, purtroppo… nulla a costo zero! I processi e i software non si reingegnerizzano schioccando le dita.

    Rispondi
  4. Monica Palmirani

    I registri dovrebbero essere obbligatoriamente tenuti dalle PPAA e pubblicati nella sezione Amministrazione trasparente delle singole PA, nonchè raccolti da ANAC in formato XML standard definito in modo centralizzato e accompagnato da un’ontologia nazionale che consenta la classificazione dei casi, la loro analisi e il monitoraggio. La pubblicazione delle istanze mitiga il rischio di duplicazione delle richieste e minimizza di conseguenza i costi per la PA. Utilizzando le varie pubblicazioni si può poi costruire un portale simile a questo: https://www.foia.gov/data.html

    Rispondi