Cosa sono gli open data

Nelle proprie attività quotidiane le pubbliche amministrazioni producono e raccolgono un’enorme quantità di dati di grande interesse pubblico. Per poter sfruttare appieno le potenzialità di questa mole di informazioni è necessario che tali dati siano rilasciati in formato aperto (“open”), ovvero liberi da restrizioni sia dal punto di vista dell’accesso che del riutilizzo.

La Open Knowledge Foundation definisce tre aspetti fondamentali dei dati in formato aperto:

  1. disponibilità e accesso: i dati devono essere disponibili in maniera completa, aggiornata e facilmente accessibile (preferibilmente via Internet);
  2. riutilizzo e ridistribuzione: i dati devono essere forniti a condizioni e in formati tali da permetterne il riutilizzo, la ridistribuzione e la ricombinazione (detta “interoperabilità”) con altri dati;
  3. partecipazione universale: tutti devono essere in grado di usare, riutilizzare e ridistribuire i dati. Non devono esserci, dunque, discriminazioni né di ambito di iniziativa né contro soggetti o gruppi.

Un documento in formato Pdf, ad esempio, non può essere considerato “aperto” perché non permette la rielaborazione e la ricombinazione dei dati in esso contenuti.

Il portale dati.gov.it, gestito dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), ospita il catalogo degli open data pubblicati dai Ministeri, dalle Regioni dagli Enti Locali italiani.

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