Open Data relativi al patrimonio informativo del Programma di Razionalizzazione degli Acquisti della PA

CONSULTAZIONE CHIUSA – Questa sezione fa parte dell’Addendum al Terzo Piano d’Azione Nazionale ed è stata in consultazione dall’8 maggio 2017 al 7 giugno 2017

A1. Open Data relativi al patrimonio informativo del Programma di Razionalizzazione degli Acquisti della PA

Descrizione breve
Pubblicazione di dataset sugli acquisti effettuati dalle PP.AA. sulla piattaforma telematica Aquistinretepa.it: (i) bandi e gare, (ii) anagrafica delle PP.AA. abilitate, (iii) anagrafica e partecipazione delle imprese, (iv) catalogo dei beni e servizi, (v) negoziazioni, (vi) acquisti.

Obiettivo generale
Fornire in formato aperto le informazioni relative alle iniziative del Programma di Razionalizzazione degli Acquisti al fine di accrescere la trasparenza dell’azione amministrativa e per condividere il patrimonio informativo tra PP.AA., fornitori, società civile e cittadini.

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
MEF & CONSIP
(Patrizia Cannuli Susanna La Cecilia)

2016 -2018

Azione Nuova

Azione già in corso


Situazione attuale
Ai sensi delle nuove Direttive UE la diffusione della PSI (informazione per il settore pubblico) non è più solo una raccomandazione, ma un obbligo.

l’Italia si è dotata infatti di una normativa all’avanguardia relativamente alle modalità di gestione e accesso ai dati pubblici, non limitandosi ad enunciare il principio “dell’Open data by default”, ma prevedendo politiche di valorizzazione, strumenti e indirizzi per facilitare la produzione di dati aperti di qualità, interoperabili e utilizzabili.

Il concetto di openness nella PA non è una novità e storicamente la PA è un produttore, raccoglitore e distributore di informazioni strutturate e certificate. La PA stessa beneficia degli Open Data come strumento che favorisce la interoperabilità con la conseguente riduzione dei costi di gestione. Gli open data rafforzano quindi il concetto di “valore” dell’informazione, al di là della trasparenza, e consentono ai cittadini di poter ispirare la PA stessa.

Il progetto si prefigge di cogliere le opportunità di condivisione del patrimonio informativo e di collaborazione tra i diversi enti della PA, il mercato della fornitura ed i cittadini. Nello specifico, l’intento è di fornire in formato aperto: (i) tutte le informazioni relative al Programma di razionalizzazione; (ii) favorire, a tendere, l’interscambio informativo tra soggetti pubblici e privati attraverso l’approccio Linked Open Data.

Da settembre 2016 è online dati.consip.it. Il sito, sviluppato con SW open source e ospitato su infrastruttura Cloud, permette all’utente di esplorare cinque categorie di dataset- Amministrazioni, Fornitori, Bandi e gare, Partecipazioni e Cataloghi – che raccolgono, rispettivamente, i dati anagrafici delle amministrazioni ordinanti e dei fornitori abilitati e/o aggiudicatari, i bandi e le gare pubblicate da Consip nell’ambito del Programma, le partecipazioni dei fornitori alle iniziative di gara e i cataloghi dei beni e servizi disponibili.

Coerentemente alle Linee Guida emanate da Agid nel 2016 sulla valorizzazione del patrimonio informativo pubblico, i dataset sono corredati dalla licenza d’uso CC BY 4.0, quindi liberamente riusabili anche a fini commerciali. Sono forniti in formato aperto .CSV e con API di programmazione, arricchiti da “metadati” che ne facilitano la corretta interpretazione da parte degli utenti. Il catalogo dei metadati è integrato con il Catalogo Nazionale degli Open Data www.dati.gov.it e ne rispetta il profilo DCAT-AP_IT.

I dataset sono aggiornati mensilmente in modo completo e pubblicati con la profondità storica di tre anni. Sul sito è anche disponibile una sezione informativa che presenta indicatori di sintesi per facilitare la comprensione del Programma per la razionalizzazione degli acquisti della PA anche ai non addetti ai lavori. Il Portale dati.consip.it svolgerà un ruolo fondamentale per garantire l’accessibilità e l’utilizzo delle informazioni generate su acquistinretepa.it, la possibilità di richiedere nuove informazioni e di esprimere feedback di valutazione.

Risultati attesi
ll completamento del progetto ,attraverso la realizzazione delle successive fasi, fase 2 “Pubblicazione nuovi dataset e infografiche relativi a informazioni di Negoziazioni e Acquisti in formato .csv.” e fase 3 “Pubblicazione dati in formato Linked Open Data e Monitoraggio riutilizzo dataset pubblicati da parte di altri soggetti pubblici e privati”, offrirà al cittadino concreta visibilità sul valore e sulla qualità degli acquisti pubblici.

L’armonizzazione delle attività delle diverse fasi del progetto e la continua evoluzione dello stesso a seguito dei feedback ricevuti dalla “community degli open data” è garantita da una linea progettuale di governance. Il maggior livello di accountability acquisito sarà un beneficio per tutti i protagonisti e portatori di interesse del settore degli appalti pubblici.

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Rilascio fase 2 – pubblicazione nuovi dataset e infografiche relativi a informazioni su Negoziazioni e Acquisti in formato .csv

Dicembre 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

2. Rilascio fase 3 – pubblicazione dati in formato Linked Open Data. Monitoraggio riutilizzo dataset pubblicati da parte di altri soggetti pubblici e privati

Giugno 2018

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

 

4 Commenti

  1. Fabio Disconzi

    E’ possibile “liberare” i dati delle RDO (Richieste d’offerta)?
    Grazie, Fabio

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  2. Matteo Brunati

    Buonasera,
    non mi è chiara una cosa.

    Come possiamo valutare la bontà dell’impegno specifico “nuovi dataset e infografiche relativi a informazioni su Negoziazioni e Acquisti in formato .csv” quando non ci sono l’elenco dei metadati e le indicazioni sull’ordine temporale di copertura degli stessi?

    In altri termini: stiamo parlando della stessa profondità storica di 3 anni che ci cita poco sopra?

    Come si relaziona questo rilascio di dati rispetto al nuovo Piano Triennale ICT e gli elementi previsti relativi ai dati, alla governance del DAF e dei dati inseriti nell’Agenda presente nell’azione 1 dell’Action Plan? Forse servirebbe una triangolazione chiara per poterci aiutare a tenere d’occhio lo sguardo di insieme. Parlo di società civile e di cittadini fuori dai processi interni alla pubblica amministrazione.

    Appoggio la richiesta di Fabio Disconzi sulle RDO, ovvero le richieste di offerta: verranno inserite?

    Per quanto riguarda la fase 3, la modellazione dei dati seguirà i primi risultati annunciati dal piano triennale sulle ontologie e i vocabolari che saranno individuati pochi mesi prima (previsti per gennaio 2018) dell’effettivo rilascio?

    Infine, per quanto riguarda il ciclo di feedback sulla qualità del dato che arriva dagli utilizzatori e dalle comunità, come verrà e viene gestito? L’ideale sarebbe rendere pubblico questo processo, sullo stile delle richieste di accesso della piattaforma chiedi dell’associazione “Diritto di Sapere” (chiedi.dirittodisapere.it), in modo tale da aiutarci a non ripetere le stesse domande o richieste di chiarimenti, situazione che può capitare con una gestione del canale solo via email, come è adesso per dati.consip.it.

    Grazie.

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  3. Ermelinda Fedele

    E’ sempre più importante concepire e far concepire il mondo ‘open data’ come prospettiva intrinseca della digitalizzazione dei processi e non come onere economico e gestionale aggiuntivo.
    Il concetto che gli open data possano non comportare impiego di maggiori risorse e di costi aggiuntivi per la PA digitalizzata è importante per far passare, nel merito, il duplice messaggio positivo degli open data come ulteriore vantaggio quasi implicito nella digitalizzazione della PA e della ridotta portata dei costi relativi. In questo modo resta, al di là del principio della trasparenza all’origine di tutto, il valore potenziale della loro utilizzabilità.
    A garanzia dell’interoperabilità e della riduzione dei costi si pensi non solo all’uso delle risorse open source ma anche a prevedere i sistemi di prelevamento dei dati in fase di progettazione delle nuove piattaforme.Reference

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  4. Ermelinda Fedele

    Anche nella prospettiva di applicare le direttive europee che moderano il passaggio da raccomandazione ad obbligo, le Linee Guida per developers, finalizzate anche a rendere interoperabili, come auspicabile, le piattaforme della PA, potrebbero prevedere un capitolo dedicato alla progettazione in prospettiva ‘open data’ per uniformare ma anche per fornire delle strade operative per applicare i principi previsti dalla Open Data Charter.Reference

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