Italia.it

Consultazione chiusa

Questa Azione è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. Tutti i contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

28.
Italia.it

 

Descrizione breve
Realizzare un’unica piattaforma che integri i servizi digitali erogati dalle amministrazioni pubbliche a cittadini e imprese. L’accesso alla piattaforma e ai servizi avverrà attraverso il Sistema Pubblico d’Identità Digitale. Ogni cittadino avrà un profilo civico online dal quale potrà accedere alle informazioni e ai servizi pubblici che lo riguardano, in maniera profilata. Un luogo di interazione personalizzato con la Pubblica Amministrazione e le sue ramificazioni, arricchito dalle  segnalazioni sulle opportunità e gli obblighi che il sistema filtrerà in relazione al profilo anagrafico.

 

Obiettivo generale
Favorire i cittadini e le imprese nei loro rapporti con la Pubblica Amministrazione, attraverso servizi integrati e di facile utilizzo.

 

Amministrazione responsabile Altre PA coinvolte Altri soggetti coinvolti Periodo di attuazione
AGID Inps, Ag. delle entrate, Scuole, MIT, e progressivamente tutte le altre PA

2016 -2018

Azione Nuova

Azione già in corso

 

Situazione attuale
Gli indicatori ‘Digital Single Market’ (DESI) 2016 rilevano un’alta offerta di servizi pubblici digitali, ma un loro scarso utilizzo.

Tra le azioni che possono contribuire ad incrementare l’utilizzo dei servizi online rientrano quelle relative al miglioramento della user experience ed alla facilità d’uso e di reperibilità dei servizi. Alcuni tasselli sono stati già realizzati: le linee guida di design dei siti web, il sistema di autenticazione SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e la piattaforma dei pagamenti elettronici.

 

Risultati attesi
Il cittadino, attraverso il suo profilo unico, accede allo storico di tutte le comunicazioni con la Pubblica Amministrazione; riceve avvisi sulle prossime scadenze; effettua e riceve pagamenti elettronici; archivia i propri documenti; interagisce con l’anagrafe digitale; esprime valutazioni su servizi e fornisce feedback e suggerimenti.

 

IMPEGNI SPECIFICI E TIMELINE

 

1. Rilascio linee guida di service design e apertura consultazione pubblica

Agosto 2016

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

2. Sviluppo e aggiornamento della community di sviluppatori e dei designer a supporto dei nuovi servizi

Giugno 2018

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

3. Nuovo sito informativo sui servizi pubblici

Dicembre 2017

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

4. Creazione e sviluppo dell’infrastruttura di interoperabilità e realizzazione del registro delle API

Aprile 2018

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

5. Realizzazione di un punto centrale di accesso ai servizi della P.A. che consentirà a cittadini e imprese di fruire in modo semplice dei servizi della Pubblica Amministrazione e permetterà alle amministrazioni e agli sviluppatori di avere successo alle regole tecniche di sviluppo e alle librerie di API.

Maggio 2018

Impegno nuovo

Impegno già in corso

 

Vuoi saperne di più su questa Azione? Leggi il post di presentazione.

16 Commenti

  1. Alessandro

    …un unica piattaforma, anche mobile, che integri …Reference

    Rispondi
  2. test

    parole mixate a caso. “unica piattaforma che integra i servizi”. Lo SPID fa quello di cui parlate dopo, unico accesso a piattaforme diverse. se l’integrazione è solo autenticazione, lasciando la profilazione ai singoli servizi che integrazione è ? Parlate di profilo “civico” ? cosa si intende rispetto all’utilizzo del vocabolario della lingua italiana ? Cosa sono le ramificazioni della PA ? c’è stata una riforma costituzionale che non ho visto ? Il profilo anagrafico è una casa diversa dal profilo SPID. Pensate davvero di integrare tutti i servizi italiani con le relative scadenze, logiche applicative, vincoli formali in una piattaforma di integrazione che sembra solo un portale di autenticazione ? Come al solito nessun cenno su tempi e costi e modalità.Reference

    Rispondi
  3. patrizia saggini

    Per realizzare un unico punto di accesso occorre innanzitutto avere contezza di quanti e quali servizi online sono pubblicati dalle PA centrali e locali, e quanto vengono utilizzati.
    Nella piattaforma che contiene una sorta di “indice” di riferimento dovrebbe essere anche possibile, per ogni Comune o PA centrale, inserire periodicamente – una volta all’anno, una volta ogni 3 mesi… – i dati di utilizzo dei servizi online (anche in formato aperto!!): l’azione non è difficile, sono dati che ogni gestore dei servizi possiede!
    Non credo che uno strumento simile esista: ora vengono fatte periodicamente delle indagini (da parte di ISTAT o altri), mentre una raccolta dati sistematica potrebbe dare dei dati molto più affidabili e dare un indice concreto di quanto è il livello di cittadinanza digitale, soprattutto nell’ottica futura di ITALIA LOG IN.
    (Quanti, Quali servizi, e Quanto utilizzati)Reference

    Rispondi
  4. DEL ROMANO PAOLO

    Il problema è che io cittadino-professionista che usa le diverse piattaforme web dei siti della PA mi sento sempre in guerra a combattere con tante PA che parlano con lingue diverse e che non voglio fare un minomo sforzo per semplificare la vita ai cittadini. Basta vedere la lentezza con cui le varie PA implementano SPID nei loro siti.- Se i cittadini non vedono che veramente lo SPID sia un pin_unico difficilmente il progetto doventa realtà.

    Per il momento con la mia esperienza vedo che AgenziaEntrate, AgenziaDogane, Inps, Inail, CamereCommercio, Giustizia, hanno sistemi totalmente diversi che neanche funzionano! Giorni fa ho perso mezza giornata con un problema con l’Inps. Non riuscivo a fare l’upload via web di alcuni documenti. Poi ho scoperto (grazie a un forum perchè il Call Center Inps non è stato in grado di aiutarmi) che quel servizio web non funzionava con firefox. Incredibile!!

    Quindi quanto tempo durerà questa TORRE DI BABELE!

    Rispondi
  5. DEL ROMANO PAOLO

    aggiungo al post precedente una mia proposta…..perchè non creare un database pubblico come questo dedicato a mettere all’indice (quindi non solo trasparenza! ) tutte le cose che non vanno nei vari siti della PA ?

    Rispondi
  6. marco geremia carlo bava

    Prima devono funzionare le autostrade digitali , senza doppioni, poi occorre semplificare l’accesso allo SPID

    Rispondi
  7. Ermelinda Fedele

    Il processo di digitalizzazione della PA che intercetta e persegue gli obiettivi della trasparenza e dell’accessibilità si compie in una dimensione tesa alla centralizzazione.
    Questa, lato utente, può esprimersi sia nel disporre di un accesso unico ai servizi della PA, come SPID, sia nel poter accedere ad un portale che indicizzi i siti della PA come si prevede che sia Italia.it.
    Nel 2016 il numero globale dei soli TLD (Top Level Domain), nomi a dominio di primo livello, è di 331 milioni, in crescita del 2,4% rispetto al 2015 (fonte CENTR).
    Questi dati non ci lasciano dubbi sul fatto che in caso di ricerca per parole chiave sui motori, non è detto che l’utente acceda al sito ufficiale, lì dove un punto o una lettera del nome fanno la differenza. Se poi un utente non conosce l’esistenza di un sito ovviamente non lo cerca neanche.
    Per la pubblica amministrazione che include spesso anche siti su nomi a dominio di secondo livello, oltre che di primo, creare un portale unico di accesso a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione è fondamentale al fine di orientare l’utente, facilitare la divulgazione dell’informazione e ottimizzare i percorsi di accesso e di uso dei servizi.
    Nulla esclude che per ciascun sito o servizio possa esser previsto un supporto esplicativo sulle modalità di accesso (SPID o CNS, CIE,…) e sui servizi fruibili.

    Rispondi
  8. VENIS SPA

    Poichè la maggior parte dei servizi di rilevanza «quotidiana» per i cittadini sono erogati dai Comuni / Città Metropolitane riteniamo cruciale per il buon esito dell’iniziativa costruire le prime esperienze pilota con i comuni. Avendo VENIS già implementato sia lo SPID sia le linee guida di design per i siti web, ci candidiamo a integrare in una applicazione tutti i servizi disponibili a partire da quelli del Comune, eventualmente coinvolgendo l’intera città metropolitana.Reference

    Rispondi
  9. VENIS SPA

    In considerazione della vocazione turistica dell’Italia e immaginando una società sempre più multietnica riteniamo importante, visto che molti servizi potrebbero essere fruiti anche da turisti e visitatori costruire la soluzione in modalità “multilingue”.Reference

    Rispondi
  10. Marco Lombardo

    Il portale italia.it dovrebbe erogare servizi alle associazioni, oltre che ai cittadini ed alle imprese.
    Il portale italia.it dovrebbe rispettare gli standard del world wide web consortium in merito alla realizzazione di siti web accessibili ed usabili.
    I servizi del portale italia.it dovrebbero poter essere fruiti in pieno in modalità web, senza richiedere l’installazione di software sui client dei device degli utenti.

    Rispondi
  11. Ermelinda Fedele

    La trasparenza amministrativa poggia su due pilastri l’accessibilità e la conoscenza. Per promuovere la cittadinanza digitale intesa come fruizione dei servizi amministrativi e di accesso ai dati della PA è necessario abbattere due barriere l’una, lato PA, di tipo legislativo, normativo, burocratico, l’altra, lato utente, di tipo conoscitivo.
    I temi della trasparenza e dell’open data non sono così immediati ed è per questo necessario favorire l’avvicinamento attraverso percorsi di autoapprendimento.

    Penso non alle solite FAQ ma ad un’area interattiva e multimediale che preveda un percorso fatto di scelte opzionali e di risposte commentate sia nel caso di scelta corretta che di errore. Il percorso potrebbe essere strutturato in modo da includere ‘pillole concettuali’ fatte passare attraverso brevi testi, illustrazioni, infografiche, brevi audio e video con un risultato finale che premi i successi e che suggerisca i passi da ripetere.
    Si tratterebbe di un percorso amichevole di autoapprendimento che coinvolge l’utente in un ruolo attivo e che potrebbe ridurre la distanza rispetto a temi considerati in genere inaccessibili.

    Se il portale Italia.it persegue l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il cittadino digitale, a completamento dell’offerta di indicizzazione e di orientamento all’uso dei vari servizi, potrebbe includere un’area che favorisca l’avvicinamento ai temi della trasparenza e degli open data.

    Rispondi
  12. Ecosistema Camerale

    il principio del “punto unico di accesso” è un fattore fondamentale nell’efficacia dei servizi pubblici. Ecosistema Camerale, associazione di Advocacy del Sistema Camerale, forte dell’esperienza avviata dal Sistema delle Camere di Commercio nella gestione degli “sportelli unici attività produttiva” per oltre 3400 comuni italiani, suggerisce l’adozione di provvedimenti immediatamente efficaci per far confluire, con collegamenti dinamici e riferimento ai “linked open data”, modulistica e servizi di diverse amministrazioni coinvolte a vario titolo nello stesso procedimento amministrativo o funzione. Per far ciò, occorre avviare un processo normativo veloce ed efficace, immediatamente attuativo, che superi (e vieti) alle singole amministrazione di creare portali di servizio autonomi e staccati dal “sistema PA nazionale”, vincolando anche l’accesso con Spid/Cns con collegamenti obbligatori, per il riconoscimento, alle Attribute Authority come Anagrafe (ANPR), Registro Imprese, ecc. Per raggiungere questo obiettivo, occorre attribuire ad AGID (in collaborazione con Unioncamere ) il ruolo di coordinamento a livello nazionale , supportato, a livello territoriale, dal Sistema Camerale che in materia di digitalizzazione dei servizi per le imprese ha sempre svolto un ruolo attivo, proattivo e di avanguardia, al fine di realizzare interventi operativi di attuazione dell’Agenda Digitale italiana –Reference

    Rispondi
  13. Franco Sacerdotti

    Il Piano operativo del consorzio Agenda Digitale di Biella (azione #Biellaservizi) prevede la realizzazione di un portale unico territoriale dei servizi con una gestione unificata dell’identità digitale e dei pagamenti. Gli utenti potranno accedere ai servizi sulla base della propria profilazione individuale e di categorizzazioni volte a facilitare reperibilità ed accesso. Il portale si interfaccerà con i gestionali dei partner dell’Agenda Digitale, esponendone i servizi ma lasciando al contempo anche libertà agli Enti di esporli individualmente sui propri siti. In una ottica di costruzione modulare andranno definiti gli standard per la cooperazione applicativa (es. API, Widget, webservices) tra front office e backoffice e l’utilizzo dei servizi infrastrutturali (es. SPID, PagoPA) nonchè le possibili interazioni con Italia.it. Il progetto partirà dai servizi informativi per i cittadini in campo sanitario/sociale (ASL e Comune es. prontuario) per poi ampliare il portafoglio includendo ulteriori partner (es. Provincia, Partecipate/Multiutility, Scuole, eventualmente privati), gestendo la interattività (es. prenotazioni di visite, referti, certificati, pagamento di multe e bollette) e ulteriori categorie di utenza (es. imprese, professionisti). Lo sviluppo è previsto nel 2017Reference

    Rispondi
  14. Team OGP

    – Nota Team OGP –
    Il 31 Agosto l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha inviato via email all’indirizzo OGP il proprio contributo alla consultazione pubblica sotto forma di documento unico (scaricabile qui http://open.gov.it/wp-content/uploads/2016/09/ABI-Consultazione.pdf)
    Si riporta sotto il commento relativo a questa Azione

    Si conferma la grande rilevanza che riveste per il Paese la possibilità di disporre di una piattaforma quale portale unico dove il cittadino può trovare informazioni sui servizi pubblici e servizi integrati in modo intuitivo e profilato, potendo accedere a tutte le informazioni e ai servizi pubblici che lo riguardano.
    Nell’analizzare la situazione attuale, si rileva infatti che attualmente vi sono molteplici punti di accesso e diverse procedure per l’erogazione dei servizi pubblici digitali, i quali risultano tuttora scarsamente presenti, poco funzionali e senza possibilità di interoperabilità tra gli stessi. Tutto ciò contribuisce a condizionare lo scarso utilizzo dei servizi digitali da parte dell’utenza, che risulta ad oggi essere tra i più bassi in Europa.
    Con specifico riferimento al Piano d’azione in consultazione (azione n. 28 del Piano di Azione): – Si ritiene indispensabile che tale progetto non sia in contrapposizione con il progetto SPID, ma anzi faccia leva su quest’ultimo, affinché il “profilo civico online” sia rappresentato dai recapiti elettronici censiti e gestiti all’interno di SPID. Più che unico portale di accesso per il cittadino, Italia.it dovrebbe quindi configurarsi come unico repository all’interno del quale trovare informazioni, scadenze, ecc. – Si evidenzia che la realizzazione del Portale potrebbe consentire al cittadino di attivare molteplici servizi personalizzabili sulla base delle informazioni in possesso delle Pubbliche Amministrazioni aderenti. Traquesti, ad esempio, anche l’attivazione delle notifiche di avvisi di pagamento in scadenza, nonché la possibilità di procedere al pagamento. – Si manifesta la disponibilità ad approfondire le possibili integrazioni di tale portale nazionale con i servizi telematici offerti da strutture quali il Consorzio CBI, in linea ad esempio con quanto già effettuato in passato per molte Pubbliche Amministrazioni che sono state interconnesse al Sistema bancario attraverso l’infrastruttura telematica dello stesso. – Si ritiene opportuno sottolineare l’importanza della realizzazione del registro delle API (Application Programming Interface). Qualora infatti venga sviluppata una infrastruttura di interoperabilità basata sulle API, sarebbe possibile – ad esempio – integrare le applicazioni dei front-end delle banche con ulteriori informazioni di pertinenza dei clienti storicizzate presso terze parti, nello specifico pubbliche amministrazioni. Ciò consentirebbe lo scambio di informazioni al fine di migliorare l’offerta di servizi verso i cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni. – Infine, si evidenzia che chiave del successo del progetto è assicurare che tutti i singoli attori (“la pubblica amministrazione e le sue ramificazioni”) interagiscano con la piattaforma stessa. Si suggerisce pertanto di aggiungere tra le azioni identificate, una scadenza per l’attivazione dell’interazione delle PA con la piattaforma.

    Rispondi
  15. Team OGP

    – Nota Team OGP –
    Il 31 Agosto CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Italiana) ha inviato via email all’indirizzo OGP il proprio contributo alla consultazione pubblica.
    Si riporta sotto il commento relativo a questa Azione

    Per gli imprenditori sicuramente la parola d’ordine è semplificazione, ma anche facilità di accesso alla PA e ai vari atti amministrativi da compiere
    Crediamo che più che limitare il numero di adempimenti da compiere, un buon passo sarebbe poter fare qualsiasi domanda/richiesta via telematica, o meglio ancora attraverso SPID poter accedere alla propria posizione aziendale per qualsiasi ente pubblico, senza dover fare richieste di accesso agli atti. In merito invece alle gare d’appalto, occorre maggior trasparenza sulla fase di aggiudicazione, non deve essere complicato poter conoscere non solo il vincitore di una gara, ma soprattutto il relativo punteggio nei varie parti in cui si compone la gara, in modo che questo serva a tutti gli imprenditori per poter migliorare il proprio servizio o prezzo.
    Le gare pubbliche poi, ma questo il codice degli appalti già lo prevede, che non siano necessariamente grossi appalti, potrebbe anche essere una Rdo, non devono essere basate solo sul minimo ribasso, ma dovrebbero sempre comporsi in modo proporzionale rispetto alla commessa in questione, sia di una parte economica, sia di una parte tecnica.
    Consigliamo anche di creare un’azione specifica per le imprese, nel documento abbiamo visto troppo spesso al centro il sempre e solo il “cittadino”. Crediamo invece che la trasparenza, la facilità di accesso alla PA, la lotta alla corruzione, sia cruciale soprattutto per l’imprenditoria italiana.

    Rispondi

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *