Presentazione

Consultazione chiusa

Questa sezione del Piano è stata sottoposta a consultazione pubblica dal 16 luglio 2016 al 31 agosto 2016. I contributi inviati dagli utenti sono visualizzabili in fondo alla pagina.

Il contesto

Open Government Partnership (OGP) è un’iniziativa multilaterale promossa da Governi e società civile per l’adozione di politiche pubbliche improntate alla trasparenza, alla partecipazione, alla lotta alla corruzione, all’accountability e all’innovazione della pubblica amministrazione.

Non si tratta della mera adesione a generici principi: i Paesi aderenti devono impegnarsi a perseguire gli obiettivi dell’OGP attraverso specifiche iniziative, contenute in piani d’azione di durata biennale, adottati in seguito a un confronto con la società civile che vigila sulla loro attuazione.

L’Italia ha aderito all’Open Government Partnership nel settembre 2011, condividendo i principi e i valori che ne sono alla base.

Questo Action Plan – il terzo dall’adesione del nostro Paese – rappresenta un importante passo avanti nell’impegno per realizzare questi obiettivi nel periodo 2016-2018.

Viviamo l’era della trasparenza e della trasformazione digitale, ed è responsabilità dei Governi combattere la corruzione, migliorare la qualità delle scelte amministrative e dei servizi erogati a cittadini e imprese, anche grazie alla partecipazione e al controllo dei cittadini.

Non è casuale che l’affermazione dell’Open Government abbia coinciso con l’avvento della rivoluzione digitale: i principi di trasparenza, partecipazione, accountability e collaborazione che ne sono alla base, infatti, possono essere pienamente realizzati solo grazie all’utilizzo adeguato e consapevole dell’informatica e di Internet.

La crescita di questo movimento è rappresentata efficacemente dalla veloce crescita dell’Open Government Partnership che, da otto Paesi fondatori nel 2011, è arrivata ad avere oggi ben 70 Nazioni aderenti e coinvolge centinaia di organizzazioni della società civile e migliaia di innovatori da tutto il mondo.

L’Italia, fin qui, pur avendo aderito tra i primi Paesi, non ha assunto un ruolo guida nella Partnership, ma – con questo Action Plan – intende avviare una strategia complessiva che consenta di raggiungere significativi risultati in materia di trasparenza, partecipazione, lotta alla corruzione e innovazione della pubblica amministrazione.

Siamo infatti convinti che la concreta attuazione dei principi di Open Government sia necessaria per promuovere un’amministrazione che sia in grado:

  • di migliorare la qualità delle proprie decisioni;
  • di rendicontare efficacemente l’utilizzo delle risorse pubbliche;
  • di combattere risolutamente la corruzione;
  • di stringere un patto di collaborazione con i cittadini, capitalizzando le esperienze e le competenze della società civile.

È in quest’ottica che presentiamo il terzo piano d’azione dell’Italia, che rappresenta un significativo miglioramento rispetto alle edizioni precedenti: non solo perché gli impegni assunti sono numerosi, ambiziosi e significativi – e riteniamo che possano attuare concretamente i principi dell’amministrazione aperta – ma anche per il modo con cui sono stati sviluppati.

Il documento è stato elaborato con la partecipazione dei rappresentanti della società civile, riuniti grazie all’istituzione di un Open Government Forum, aperto a tutte le organizzazioni attive sui temi dell’amministrazione aperta. Il piano è stato redatto dal Dipartimento per la funzione pubblica, sulla base delle proposte delle pubbliche amministrazioni coinvolte che, nella definizione delle azioni, hanno tenuto conto – per quanto possibile – delle priorità segnalate dalle organizzazioni della società civile consultate.

Naturalmente, il ricorso alla collaborazione non significa che questo piano contiene tutte le azioni richieste dalla società civile e ci sono sicuramente degli ambiti in cui il piano avrebbe potuto essere più ambizioso. Questa continua tensione al miglioramento, elemento distintivo del governo aperto, ci consente di conoscere le aspettative della società civile in modo da condizionare i futuri impegni.


Il terzo Action Plan

Nello sviluppo di questo piano, abbiamo inserito azioni che consentano al Paese di aprirsi ulteriormente, in linea con i valori OGP di accesso all’informazione del settore pubblico, partecipazione civica, accountability e digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Riteniamo che questi impegni, nel loro complesso, rappresentino un significativo passo in avanti.

Dopo l’adozione del Freedom of information act (Foia), nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione, lavoreremo per rendere effettivo il diritto di accesso civico e per monitorarne l’attuazione, in modo da comprendere come rafforzarlo ulteriormente in futuro.

Tra i primi Paesi ad aderire al progetto dell’International Open Data Charter, oggi l’Italia si doterà di una nuova strategia sui dati aperti della pubblica amministrazione in modo da dare priorità alle richieste che provengono dalla società civile, migliorando la qualità e la disponibilità delle informazioni, rafforzando la trasparenza e incentivando il riutilizzo dei dati pubblicati.

Negli anni scorsi, l’Italia ha avviato importanti progetti di trasparenza come Soldipubbici, OpenCoesione, ItaliaSicura e Opencantieri: con il terzo Action Plan daremo continuità a questi progetti, potenziandoli, avviando altre iniziative sulla trasparenza degli investimenti pubblici, sui lavori per la banda ultralarga, sulla spesa dei fondi per la cooperazione internazionale, sulla scuola, sul sistema penitenziario oltre che sull’importantissimo settore dei trasporti. Si tratta di impegni che hanno l’obiettivo di promuovere la trasparenza come strumento di partecipazione e monitoraggio civico ma anche di favorire il miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.

Il nostro dialogo con la società civile e con i cittadini, avviato con la stesura del Piano, proseguirà attraverso l’implementazione di una strategia della partecipazione che – traendo spunto dalle esperienze e dagli errori del passato – preveda l’adozione di linee guida operative sui processi di partecipazione (quali consultazioni e petizioni) e la realizzazione di significative esperienze, anche a livello locale grazie al coinvolgimento di amministrazioni regionali e comunali.

Si tratta di una significativa novità: è la prima volta che all’interno dell’Action Plan vengono inseriti gli impegni di amministrazioni diverse da quelle statali. Questo rende il piano un’iniziativa di tutto il Paese, facendo in modo che l’Open Government possa davvero essere conosciuto e percepito dai cittadini, anche sui territori.

Le amministrazioni comunali e regionali, oltre alla partecipazione, saranno impegnate in progetti rilevanti per la prevenzione della corruzione e la tutela dei diritti digitali.

Lavorare per la digitalizzazione della pubblica amministrazione significa assicurare una più efficace fruizione dei servizi attraverso il potenziamento di SPID, il sistema pubblico di gestione dell’identità digitale che consentirà di accedere con le stesse credenziali ai servizi in rete di tutte le pubbliche amministrazioni ed in prospettiva anche ai servizi offerti dai privati.

Inoltre, parallelamente ad azioni volte a promuovere la cultura del governo aperto tra i dipendenti pubblici e i cittadini, realizzando “Italia.it”, un unico punto di accesso verso la pubblica amministrazione.

Di seguito, le azioni del piano sono analiticamente descritte, seguendo gli standard forniti da OGP e aggregati secondo tre ambiti:

  1. Trasparenza e open data
  2. Partecipazione e accountability
  3. Cittadinanza digitale e innovazione

Per ciascuna azione sono indicati i soggetti responsabili, gli obiettivi prefissati, gli impegni specifici e i tempi di attuazione.


Metodologia di lavoro

Una delle principali novità di questo terzo piano di azione è il metodo con cui è stato sviluppato, metodo che ci impegniamo a utilizzare, migliorandolo continuamente, per tutta la fase di attuazione e monitoraggio delle azioni.

Questo stesso documento è l’esito:

  • di un percorso di partecipazione della società civile, chiamata – in una prima fase – ad esprimere le proprie priorità e – successivamente – ad una consultazione sul miglioramento delle azioni;
  • di un processo di collaborazione con le diverse amministrazioni coinvolte, riunite in un gruppo di lavoro istituzionale, che hanno definito le azioni da inserire nella strategia 2016-2018 anche sulla base delle priorità indicate dalla società civile.

Per consentire questo lavoro, il Dipartimento per la funzione pubblica ha quindi creato:

  • un gruppo di lavoro al quale sono state invitate tutte le amministrazioni centrali e rappresentanti di quelle regionali e locali;
  • un Forum delle organizzazioni della società civile che, al suo avvio, conta già oltre 50 soggetti coinvolti, i cui rappresentanti hanno già iniziato a lavorare in gruppi tematici per la redazione del piano. Il contributo del Forum sarà centrale anche nelle fasi di attuazione e monitoraggio delle azioni.

La creazione dell’Open Government Forum (che è parte integrante della strategia di partecipazione inclusa nel presente piano e il cui funzionamento è descritto nell’Allegato A del presente documento) risponde alla volontà di superare i limiti dei due precedenti piani d’azione italiani per OGP.

In entrambi i casi (2012-2014 e 2014-2016), l’Indipendent Reporting Mechanism aveva raccomandato l’istituzionalizzazione di un Forum allargato agli stakeholders, la definizione di regole e tempi certi per le consultazioni oltre alla messa in campo di attività di sensibilizzazione volte a promuovere l’attività italiana in seno alla Partnership.

Dopo l’istituzione del Forum (il cui primo incontro si è tenuto il 6 giugno 2016 alla presenza del Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia), il lavoro per la redazione del piano prevede due fasi:

  1. 6 giugno-15 luglio 2016: consultazione con la società civile sulle priorità per il terzo Action Plan
  2. 16 luglio – 30 agosto 2016: consultazione on line sul miglioramento delle azioni e degli impegni inseriti nella prima bozza di piano.

Attuazione del piano

Dopo la chiusura della consultazione, nel mese di settembre 2016, saranno avviate le azioni che si svolgeranno secondo i tempi previsti per ciascun impegno.

Il sito utilizzato per la consultazione sul piano, www.open.gov.it, diventerà centrale per tutto il periodo di attuazione del piano, dal momento che ospiterà tutti i documenti relativi alle attività del Forum e consentirà di monitorare l’effettivo rispetto degli impegni presi, mantenendo la più alta trasparenza sul processo e sui risultati raggiunti.

La pubblicazione di questo piano è, quindi, l’inizio di un percorso. Non solo perché la fase più delicata, come ci insegna l’esperienza, sarà quella dell’attuazione. Ma anche perché, ove ne ricorrano le condizioni, potranno essere aggiunti ulteriori impegni rispetto a quelli del presente documento, in modo da raccogliere le istanze della società civile e dei cittadini e dimostrare il reale impegno per l’affermazione di un governo aperto.

16 Commenti

  1. Andrea Raimondi

    Buongiorno,
    innanzitutto complimenti per il lavoro, decisamente corposo e inclusivo di molti stakeholders. Rappresenta un progresso importante rispetto all’AP precedente. Ho due domande di carattere generale da sottoporre.

    1. Come mai non è presente una lista di persone partecipanti al forum, con relativa affiliazione?
    Dovrebbe essere nello spirito di OGP offrire trasparenza in merito alla composizione del corpo degli stakeholder, generando una lista precisa e non aggregata di sole organizzazioni. Sarebbe in oltre molto utile specificare, per ogni azione, non solo le organizzazioni coinvolte ma anche i referenti che si occuperanno di quell’azione nel corso degli anni. Dovrebbe essere nello spirito di OGP offrire accountability in merito alla conduzione delle attività, permettendo così un migliore monitoraggio.

    2. Come mai non è presente una stima anche approssimativa dei costi e del budget per il III AP? In nessuno degli AP precedenti questa informazione è presente. Tuttavia, come specificato dai ricercatori IRM nell’ultimo mid-report, i mancati investimenti hanno avuto un forte impatto negativo sulla mancanza di allocazione delle risorse necessarie per le precedenti azioni. Gli stakeholder dovrebbero richiedere che gli Istituti Pubblici coinvolti siano chiari in merito alle risorse che metteranno a disposizione per lo sviluppo del piano (sia umane che economiche) e che queste informazioni siano riportate esplicitamente nelle schede di ogni azione, insieme alle informazioni degli istituti coinvolti o collaboranti. Altrimenti, lo stesso significato di collaborazione e contribuzione risulta del tutto vago, non misurabile e, in ultimo lontano dallo spirito OGP di offrire accountability.

    Sarebbe auspicabile che le informazioni relative a 1 e 2 fossero inserite già da subito, e non in sede di rendicontazione, per una migliore trasparenza del funzionamento del forum e chiarezza dell’impegno governativo.

    Grazie per la vostra attenzione. Ringraziandovi anticipatamente per la vostra risposta vi auguro buon lavoro.

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    • Alberto Cottica

      Anch’io sono d’accordo con Andrea. E con Luca Zanellato – ma di questo abbiamo già discusso nelle sedi opportune. Se non si fanno le cose bene e nei tempi giusti, il sospetto di essere qui a fare “box ticking”, senza una vera possibilità di incidere sulle decisioni, continuerà a riaffiorare.

      Agosto è anche il mese in cui, per tradizione, si fanno passare cose di tutti i tipi, perché l’attenzione cala. E anche questo non aiuta.

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  2. ELIO DI LELLA

    Condivido la richiesta di Andrea RaimondiReference

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  3. Luca Zanellato

    Ma a cosa serve la “consultazione” pubblica, che termina il 30 Agosto, quando già da Settembre sarà avviato il piano con i punti e le tempistiche già stabilite?
    Serve a rispondere ad una “raccomandazione” dell’IRM e presentarsi in regola di fronte all’OGP?Reference

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  4. Andrea Assen

    Condivido il dubbio di Luca Zanellato

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  5. Pierluigi Cara

    Trasparenza e Open Data sono strettamente connessi, quindi sarebbe opportuno anche fare riferimento al portale nazionale degli open data (dati.gov.it) verso il quale dovrebbero convergere i dati “open” prodotti dai progetti di trasparenza nominati, secondo le indicazioni predisposte da AgID.Reference

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    • Morena Ragone

      SI, dati.gov.it dovrebbe funzionare come hub, credo che dall’estero resti il punto di riferimento privilegiato

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  6. marcobava

    Concordo con la richiesta di conoscere i 50 nomi ma soprattutto con quali criteri sono stati scelti

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  7. Morena Ragone

    Dal momento che il FOIA è stato adottato, modificherei il capoverso in “abbiamo iniziato a lavorare per rendere effettivo…” etcReference

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  8. Morena Ragone

    Mi lascia perplessa l’idea di dare spazio a progetti degli enti locali, al di fuori di progetti pilota poi replicabili su EE.LL. simili. A mio avviso, la peculiarità del Piano è proprio la sua valenza nazionale, aggregatrice, capace di trascinare le amministrazioni meno forti e motivate su una spinta che parte dal basso e si ripercuote con benefici effetti verso l’alto. Temo che così facendo si stimolino ulteriormente le amministrazioni più volenterose o comunque già più attive.Reference

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  9. Antonio Gaeta

    Trattandosi di una iniziativa pubblica e centrale, il Dipartimento ha propedeuticamente predisposto un insieme di scenari entro cui sviluppare le proposte di metodo e di attuazione?
    Che tipo di infrastruttura si è prevista per gestire pariteticamente i già oltre 50 soggetti coinvolti?Reference

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  10. Matteo Brunati

    I seguenti commenti sono il frutto di una riflessione svolta nell’ambito dell’associazione onData (www.ondata.it) rappresentata da Ilaria Vitellio, Vincenzo Patruno, Andrea Nelson Mauro, Patrizia Saggini insieme a Matteo Brunati di Spaghetti OpenData e rimandano al seguente articolo (http://blog.ondata.it/luci-ed-ombre-del-terzo-piano-dazione-sullopen-government-partnership/)

    1) Qualche considerazione sul processo di Partecipazione. La sfida alla partecipazione oggi dovrebbe rispondere a un diverso modello di costruzione delle politiche che mobilita la società civile non in quanto semplicemente destinataria delle politiche, ma protagonista attiva nella loro definizione, realizzazione, monitoraggio, implementazione. La sfida iniziata con la stesura dell’Action Plan 2016-18 è un compromesso non ottimale nella gestione della partecipazione. Infatti è stata realizzata in brevissimo tempo (40 giorni invece che sei mesi, come era previsto dalla roadmap ufficiale http://www.opengovpartnership.org/sites/default/files/attachments/OGP_EVEN_ITA.pdf), senza poter lavorare in maniera adeguata con tutte le parti coinvolte. Per un lettore e un cittadino non consapevoli della dinamica messa in atto, è importante conoscere questa condizione preliminare: una condivisione necessaria a creare quella fiducia tra le parti che spesso è stata messa in discussione.

    2) Sulla Trasparenza. Tutto l’Action Plan dovrebbe essere impostato in modo trasparente, esplicitando non solo cosa si vuole fare, ma anche come si pensa di finanziare le singole azioni. Premesso che niente può essere fatto a costo zero, l’implementazione delle azioni ha sempre un costo (sia diretto che indiretto) e questo va necessariamente precisato, soprattutto in un piano che parla di “openness” e trasparenza. Tale chiarezza si rende necessaria anche nel caso in cui l’amministrazione faccia tutto con personale e risorse interne, quindi apparentemente senza costi. Rendere espliciti gli investimenti previsti, così come dichiarare come si pensa di ottenere le risorse necessarie, serve non solo ad “impegnare” maggiormente l’amministrazione su quella azione, ma anche a dare subito una idea delle “dimensioni” che presumibilmente avrà quella specifica azione, oltre che fornire un benchmark per il confronto con progetti ed esperienze analoghe. Questo va fatto per tutte le azioni, a partire da tutte le azioni già in corso e che quindi già finanziate.

    3) Sulle Azioni locali – Non è chiaro il senso delle azioni locali. L’Action Plan è un piano nazionale volto a individuare una strategia per il paese, da attuare attraverso azioni nel prossimo biennio e come tale deve essere impostato. Il suo scopo è quello di identificare obiettivi generali e articolare le azioni per portarli a compimento. Il campo di intervento è, dunque, nazionale. Tra le sue azioni è possibile prevederne una rivolta alle città, ma in questo caso ci si deve rivolgere a tutte le città le quali con singoli progetti possono interpretare e far avanzare l’azione dell’AP.
    Articolare invece azioni diverse rispetto a singole amministrazioni locali (come è stato fatto per Milano, Roma, Bologna, Firenze o Lecce) da un lato esclude la volontà a livello di governo di avere una strategia nazionale coerente per tutte le città – sottovalutando il valore che può avere questa azione per le città metropolitane con i loro Pon Metro – e dall’altro asseconda una visione a macchia di leopardo che risulta essere di fatto carente di coordinamento, strategia e visione di insieme. Una visione cioè in cui ogni città porta avanti singole attività senza che queste rispondano a nessun tipo di strategia nazionale.
    In tal senso si suggerisce di elaborare un’azione complessiva e trasversale ai temi dell’Action Plan per le città, a partire da quelle metropolitane, in cui ogni città può, nei prossimi due anni, riconoscersi declinando localmente l’azione attraverso singoli progetti. Così le attività delle città – sui tempi dell’open data, della trasparenza, della partecipazione, etc. – di Roma, Milano, Bologna, Firenze e Lecce potrebbero, rispetto alle singole progettualità messe in campo, arricchire (e non annullare) una strategia complessiva per le città, che verrebbe continuamente implementata attraverso i progetti di queste e di altre amministrazioni locali oggi non presenti nell’Action Plan.
    Infine tra le città non compare Messina che è l’unica città italiana che in questo momento è partner di OpenGovernmentPartnership? (http://parliamentwatch.it/index.php/2016/04/07/parigi-madrid-seul-e-messina/)

    4) Sul Monitoraggio – Non è chiaro come tutto ciò verrà monitorato. Va monitorato non solo lo stato di avanzamento dell’azione e il rispetto delle deadline previste, ma anche l’utilizzo delle risorse previste e assegnate alla singola azione come anche l’efficacia e l’impatto che l’azione ha sulla base degli obiettivi previsti attraverso alcuni indicatori di performance quantitativi e/o qualitativi (che ovviamente vanno decisi in anticipo). Il monitoraggio delle azioni già in corso va poi immediatamente attivato.

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    • Ciro Spataro

      Mi unisco alla valutazione effettuata da Matteo Brunati e da altri soggetti molto attenti alle politiche nazionali (e internazionali) di Open Government/Open Data.

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  11. Riccardo Grosso

    Guardando il report ho visto che si parla del famoso catalogo basi dati e applicativi delle p.a., censito da agid.
    Io su quel catalogo ho fatto le mie sperimentazioni, facendo pesca testuale e mapping geografico di entita’.
    Vero che ho usato le entita’ di Batini, ma altrettanto vero che nei tools che ho predisposto possiamo usare altre entita’, a piacere, altre ontologie o fondamentalmente gerarchie di entita’ e relazioni tra le stesse.
    Insomma, qui in queste poche slide e’ spiegato il lavoro che ho fatto sul catalogo agid db e applicazioni:
    http://www.slideshare.net/riccardogrosso/okoa2016long-v2
    Siccome si parla di valorizzazione degli open data, e dei linked open data, come cosa sempre piu’ necessaria ancorche’ (azzardo) indispensabile, forse potrebbe interessare.
    Da quel che leggo recentemente anche su sod, non basta piu’ parlare di dati open, tanti bei csv excel, ma necessita correlare il tutto e valorizzarlo.
    La modellazione concettuale aiuta nell’approccio per processi, come alcuni mi pare propongano.
    Mi pare insomma che la mia idea possa essere di aiuto per sviluppare quanto proposto, nel doc “tavola open data”, dove si dice:
    “dati.gov.it è in fase di re-ingegnerizzazione, per migliorare il posizionamento del portale, e per aggregare tutti i dati della PA (non solo quelli Open), partendo da quel famoso censimento delle oltre 150k basi dati in mano alla PA”

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  12. Ciro Spataro

    Per la concreta attuazione di un 3° Piano di Azione Nazionale OGP, propongo alcune “AZIONI” concrete:
    ->
    una candidatura di referenti sia nei territori (Associazioni e Community attive sulla diffusione della cultura/competenze digitali e dei dati aperti) che dentro le PA locali (Comuni, Regioni, Scuole). Con lo scopo di far diventare virali i contenuti dei prossimi Piani di Azione OGP, dandone capillare diffusione in ogni ambito della società.
    ->
    un network nazionale di referenti (mondo pubblico e privato) che siano antenne di monitoraggio e allo stesso tempo soggetti proponenti di azioni concrete nel campo dell’Open Government + Agenda Digitale (dagli open data, a SPID, ANPR, PagoPA, ai 14 PON METRO nazionali che metteranno in campo risorse importanti per innovare processi e servizi, …).
    ->
    una piattaforma comune online di comunicazione, di scambio dati e prassi, di repository, dove i referenti territoriali dell’OGP italiano si interfacciano costantemente (le mailing list sulle azioni di Spaghetti Open Data, OpendataSicilia e le iniziative di civic hacking http://terremotocentroitalia.info/ insegnano molto in Italia!). Una piattaforma dove soggetti di AGID e delle strutture Governative centrali si interfacciano facilmente con i referenti territoriali, dei comuni/regioni/PA, in maniera totalmente orizzontale e all’insegna di un solo obiettivo: aumentare il livello di Open Government e attuare l’Agenda Digitale Italiana nel più breve tempo e nel migliore dei modi. Una piattaforma dove ogni lavoro svolto converge in database che ne permette una costante valutazione (uso di dati -> uso di database -> uso di mappe georeferenziate -> uso di infografiche). Una piattaforma che potrebbe trovare attuazione grazie alle risorse rese disponibili dal http://www.agenziacoesione.gov.it/it/pongat/PON_Governance_e_Capacita_Istituzionale/

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  13. Federico Anghelé - Riparte il futuro

    Transparency International Italia e Riparte il futuro sono impegnate a contrastare la corruzione in Italia attraverso diversi mezzi, tra cui la diffusione di una cultura della trasparenza delle pubbliche amministrazioni, resa oggi più semplice grazie alle nuove tecnologie.
    Abbiamo entrambi partecipato con convinzione ai lavori del Terzo ForumOGP, sedendo in due dei tre tavoli di lavoro previsti e avanzando proposte congiunte – in pieno accordo con altre realtà della società civile – in materia di formazione e sistemi di incentivazione, sostegno e tutela del whistleblowing, partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche, tracciabilità dei processi decisionali, trasparenza elettorale, attuazione e monitoraggio del Freedom of Information Act.
    Ciascuna associazione ha provveduto a commentare in dettaglio le singole azioni di interesse specifico sul sito Italia OpenGov; tuttavia, data la contiguità delle tematiche trattate da Transparency International Italia e da Riparte il futuro, vogliamo proporre di seguito alcuni commenti generali da intendersi come incentivi a migliorare un Piano che, in ogni caso, rispetto anche alle precedenti esperienze, riteniamo eccellente nell’impostazione, nella metodologia, nel rispetto delle tempistiche e in diverse azioni previste.

    1. Assenza di grandi azioni a livello nazionale per quanto riguarda la tracciabilità dei processi decisionali (lobbying), la partecipazione dei cittadini alle decisioni pubbliche e la trasparenza elettorale

    Riteniamo che le principali azioni relative alla trasparenza e all’apertura dei processi decisionali (pilastro fondamentale della filosofia open government), siano limitate ad ambiti territoriali ristretti (Comuni) e spesso a singoli assessorati.
    In questo senso avremmo apprezzato un maggior coraggio, indirizzato a estendere la regolamentazione dell’attività di rappresentanza degli interessi, se non a Parlamento e governo, quantomeno ad alcuni dei ministeri che più “soffrono” le pressioni esterne.

    Allo stesso tempo, pensiamo che i tempi siano maturi in Italia perché le istituzioni rappresentative prendano in consegna, come avviene ormai in molti paesi del mondo, le petizioni sottoscritte da un significativo numero di cittadini. Si tratterebbe di un’occasione per avvicinare la società civile alle istituzioni, permettendo ai cittadini una partecipazione più diretta alle scelte del paese.

    Infine, crediamo si possano compiere sforzi significativi in materia di trasparenza elettorale per garantire ai cittadini di conoscere alcuni requisiti minimi dei candidati, così come è stato fatto nell’ultima tornata amministrativa da “Sai chi voti”, campagna promossa da molte associazioni.

    2. Portata e replicabilità degli interventi
    Data la natura sperimentale e quindi limitata di molte delle attività previste, troveremmo utile inserire già in questo Action Plan un impegno chiaro da parte della Presidenza del Consiglio ad ampliare le azioni di successo a livello nazionale nel prossimo piano.
    Il timore è che azioni così limitate geograficamente, seppur di successo, non trovino poi un effettivo sbocco al di fuori dei confini di sperimentazione.

    Sperando che le nostre osservazioni possano essere prese in considerazione, confermiamo l’impegno fin da ora di Transparency International Italia e Riparte il futuro a affinché in ogni sede, al di là del Forum OGP, venga riconosciuta l’importanza della trasparenza dei processi decisionali, delle candidature elettorali e la partecipazione dei cittadini alle scelte collettive quali elementi costitutivi di un governo aperto e responsabile.

    Federico Anghelé, Riparte il futuro
    Davide Del Monte, Transparency International Italia

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