L’Assemblea Permanente dei Cittadini sul Clima del Comune di Milano: dall'ascolto all'accountability
Come il Comune di Milano ha trasformato la partecipazione civica sul clima in uno strumento stabile di deliberazione pubblica e responsabilità condivisa.
L’Assemblea Permanente dei Cittadini sul Clima (Assemblea) è prevista daI Regolamento dei diritti di partecipazione del Comune di Milano. L’Assemblea accompagna nel tempo le politiche climatiche dell’amministrazione: è inserita nell’Ambito 5 dedicato alla partecipazione del Piano Aria e Clima (Piano Clima) - che prevede la neutralità climatica entro il 2050 e una significativa riduzione delle emissioni entro il 2030.
L’esperienza permette di evidenziare come sia possibile integrare strumenti deliberativi con il sistema della democrazia rappresentativa, contribuendo a rafforzare la legittimazione pubblica attraverso un confronto strutturato tra cittadini, tecnici e istituzioni.
Ambito e obiettivi
L’iniziativa rientra nell’ambito delle politiche urbane per la transizione ecologica e l'innovazione democratica. L'obiettivo è rafforzare la partecipazione civica nelle strategie ambientali cittadine. A tal fine, gli obiettivi principali del percorso sono stati:
- creare uno spazio deliberativo permanente per accompagnare le politiche climatiche;
- rafforzare la legittimazione democratica mediante il coinvolgimento della cittadinanza;
- promuovere un confronto inclusivo aperto alle diverse posizioni sui temi ecologici;
- superare le logiche consultive limitate ai soli portatori di interesse organizzati;
- consolidare i meccanismi di responsabilità pubblica per rendere trasparenti i processi partecipativi.
Attori coinvolti
Il progetto si è fondato sulla collaborazione tra Comune, cittadini sorteggiati, facilitatori e strutture tecniche. Il processo ha incluso persone con esperienze sociali e culturali differenti, anche non abitualmente coinvolte nei processi partecipativi. Per partecipare all’Assemblea, il Comune ha infatti sorteggiato annualmente circa cento cittadini estratti da una platea di mille persone convocate attraverso criteri statistici e meccanismi di selezione casuale finalizzati a garantire la rappresentatività della popolazione urbana.
I facilitatori hanno accompagnato il confronto nei tavoli deliberativi, garantendo equilibrio, ascolto reciproco e alta qualità del dialogo. I tecnici comunali e gli esperti tematici hanno operato in piena sinergia, integrando competenze istituzionali e specialistiche per il raggiungimento degli obiettivi. L’iniziativa si è inserita nelle pratiche di amministrazione condivisa promosse dal Comune di Milano.
Attività
L’Assemblea ha assunto l’impegno di riunirsi circa una volta al mese in forma plenaria.
Parallelamente, l’approfondimento dei temi si svolge attraverso tavoli di confronto composti da gruppi ristretti di 10–15 persone, coordinati da facilitatori.
Il percorso deliberativo si concentra sull’analisi e sul miglioramento delle azioni previste dal Piano Clima per contribuire a raffinare, integrare e valutare le misure già previste dall’amministrazione attraverso il confronto con la cittadinanza.
Il confronto evita l'uso di un linguaggio eccessivamente specialistico e valorizza le diverse opinioni per arricchire il dibattito pubblico. Al termine del ciclo annuale l’Assemblea produce un documento contenente proposte migliorative sulle politiche climatiche cittadine che viene consegnato al Comune, che lo può utilizzare per supportare la qualità delle decisioni pubbliche.
Punti di forza e criticità
L’esperienza è un esempio di evoluzione dei processi deliberativi in cornici stabili di governo locale. Tra i principali punti di forza emergono la continuità del processo partecipativo, la rappresentatività della platea selezionata tramite sorteggio, la qualità del confronto facilitato e la capacità di integrare il sapere tecnico con le esperienze e le percezioni dei cittadini.
Significativa è la capacità dell’Assemblea di includere soggetti solitamente distanti dalla partecipazione pubblica, rafforzando la credibilità democratica del percorso deliberativo.
Il caso milanese offre lezioni apprese utili per ottimizzare i percorsi futuri. Si rileva l'opportunità di utilizzare metodi di accountability “rafforzata”, che consiste nell’assumere impegni chiari su tempi, procedure, risorse e vincoli relativi all’attuazione delle proposte condivise.
Note
Il caso milanese evidenzia l’importanza di consolidare strumenti permanenti di partecipazione deliberativa, capaci di affiancare la democrazia rappresentativa, rafforzandone la legittimazione. In particolare, viene sottolineata la necessità di promuovere una trasformazione culturale che riconosca i cittadini non soltanto come portatori di interessi specifici, ma come titolari di diritti e co-protagonisti della costruzione delle politiche pubbliche.
L’esperienza mette inoltre in luce il valore strategico della deliberazione come pratica pubblica stabile di confronto paritario tra istituzioni e cittadini, capace di rafforzare fiducia reciproca, apprendimento civico e qualità democratica.
Approfondimento
Milano: l'Assemblea permanente dei cittadini sul clima come infrastruttura di governo aperto
L’esperienza del comune di Milano con l’Assemblea permanente dei cittadini sul clima (Assemblea) è un esempio di cammino verso il rafforzamento qualitativo delle decisioni pubbliche. L'iniziativa ha permesso di creare un dispositivo deliberativo di lungo periodo, capace di intrecciare ambizione climatica, disegno istituzionale flessibile e sfide culturali.
Una soft law per orientare e dialogare nel tempo
L'Amministrazione ha adottato un quadro regolatorio flessibile: il Regolamento per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare ha definito le cornici generali, demandando i dettagli operativi a un Patto di partecipazione costruito su misura per l'iniziativa.
Questo approccio ha rappresentato un'opportunità strategica: ha permesso di stabilire regole operative su un piano di parità, favorendo un adattamento costante alle condizioni reali e alle dinamiche del dialogo civico.
Un lavoro fra pari e una crescita istituzionale
Nell'Assemblea, il confronto tra i cittadini estratti a sorte e i tecnici comunali, affiancati da facilitatori professionali, si è svolto in un clima di dialogo aperto, costruttivo e orientato all'ascolto reciproco. Grazie a questo clima di cooperazione il Comune è riuscito ad accogliere circa il 90% delle proposte climatiche formulate dall'Assemblea. Questo processo permanente ha generato un arricchimento professionale della stessa macchina amministrativa, che si è confrontata con il sapere esperienziale della cittadinanza, accrescendo la fiducia reciproca.
Verso un'accountability rafforzata
Per aumentare la fiducia pubblica e migliorare l'attuazione pratica delle decisioni, l'esperienza milanese evidenzia come l’utilizzo di metodi di accountability “rafforzata” possa agevolare i risultati. L'Amministrazione ha infatti sempre motivato pubblicamente e tecnicamente le proposte dell’Assemblea non accolte, e ha assunto impegni chiari e tracciabili, basati su:
- tempistiche, con una calendarizzazione di massima per la realizzazione delle proposte;
- procedure, attraverso l'esplicitazione degli iter amministrativi necessari;
- risorse, con la definizione degli oneri economici e finanziari richiesti;
- vincoli, considerando per trasparenza le potenziali condizioni ostative che potrebbero subentrare nel tempo.
Da portatori di interesse a portatori di diritti
L’eredità dell'Assemblea permanente dei cittadini sul clima è la spinta verso una trasformazione culturale che supera il tradizionale ascolto prioritario dei gruppi di interesse organizzati.
Un potenziale civico da non disperdere
Il potenziale dell'Assemblea non si esaurisce nelle policy sul clima. I cittadini inizialmente contattati per la selezione – circa 10 mila - rappresentano una risorsa preziosa di partecipazione civica da valorizzare anche in altre politiche urbane.
L'orizzonte strategico dell'Amministrazione è quello di trasformare questa mobilitazione in un motore di attivismo civico diffuso, intercettando le energie civiche attraverso nuovi strumenti di amministrazione condivisa, come i patti di collaborazione per la cura dei beni comuni. Lungo questa strada l’Assemblea può divenire un laboratorio permanente per la crescita qualitativa della democrazia locale.