Il bilancio partecipato e le consulte di quartiere del Comune di Padova
L'esperienza del bilancio partecipato del Comune di Padova si inserisce all'interno di una più ampia cornice di governo aperto e amministrazione condivisa.
L'iniziativa, avviata nel 2020, si sviluppa in sinergia con la riattivazione delle Consulte di Quartiere, individuate dal Comune quali spazi di confronto e co-decisione sul territorio.. Questi organismi intermedi agevolano il dialogo tra l'Amministrazione locale e i territori. Il bilancio partecipato rafforza il ruolo delle Consulte, restituendo valore alle assemblee cittadine e promuovendo il confronto condiviso sulla destinazione delle risorse pubbliche.
Ambito e obiettivi
Il percorso si integra nelle politiche di amministrazione condivisa, che comprendono l'istituzione delle Case di quartiere e l'approvazione del regolamento dei beni comuni. L'obiettivo generale era promuovere una cultura diffusa della responsabilità condivisa, favorendo una coprogettazione stabile, oltre la logica competitiva dei bandi. Gli obiettivi specifici prevedevano:
● aggregare le persone per analizzare i bisogni locali;
● aumentare la consapevolezza civica sulla gestione del bilancio;
● costruire reti territoriali solide tra istituzioni e cittadini.
Il budget del bilancio partecipato ammontava a 350.000 euro ed è stato suddiviso in parti uguali tra le 10 Consulte di quartiere. Gli interventi si sono concentrati su attività socializzanti, eventi, implementazione di servizi territoriali e acquisto di beni per la collettività. Questa programmazione ha ottimizzato le risorse raccordandosi positivamente con le priorità operative del PNRR.
Attori coinvolti
L'Amministrazione comunale ha guidato e sostenuto il percorso e le 10 Consulte di quartiere hanno rappresentato il perno territoriale dell'iniziativa. I cittadini sono stati coinvolti attivamente attraverso la compilazione di questionari e la partecipazione ai tavoli di lavoro. Le associazioni del Terzo Settore hanno operato come partner essenziali per l'esecuzione materiale dei progetti e degli eventi.
Attività
Il Comune pone a disposizione delle Consulte un ente facilitatore che accompagna le Consulte, facilitando il raccordo tra le aspettative della comunità e i quadri normativi, procedurali e temporali dell'Ente locale.
Il metodo padovano si è sviluppato attorno a tavoli di lavoro interni alle Consulte. L'emersione dei bisogni è avvenuta preliminarmente tramite la somministrazione di questionari online e cartacei, diffusi capillarmente in quartiere, i cui risultati hanno orientato le discussioni.
Per garantire un reale impatto degli interventi, l'Amministrazione ha introdotto regole specifiche, come una spesa minima di 15.000 euro per interventi sui parchi, in modo da evitare un'eccessiva frammentazione del budget in micro-progetti.
L'evoluzione più significativa delle attività è stata la transizione dall'uso esclusivo dei bandi alla coprogettazione: alle Consulte è stato richiesto di destinare almeno 10.000 euro tramite questa modalità partecipativa per co-costruire, assieme al Comune e alle altre realtà locali, interventi dotati di maggiore solidità e radicamento.
Punti di forza e criticità
Tra i principali punti di forza, il percorso ha generato molteplici occasioni di coesione sociale e ha innalzato la consapevolezza civica. Per garantire efficacia al processo, l'Amministrazione ha inserito l'attuazione del bilancio partecipato tra gli indicatori di raggiungimento delle performance dei dirigenti comunali. Questa scelta ha consolidato l'efficacia istituzionale del processo. L'impegno sulla trasparenza è stato significativo, con la pubblicazione di resoconti annuali sui risultati raggiunti e sull'uso dei fondi.
Le criticità affrontate si sono tradotte in lezioni apprese per il miglioramento continuo: nuove modalità di follow-up per la gestione delle attività; la semplificazione dei flussi procedurali per supportare l'operatività degli uffici tecnici; lo sviluppo di report e rendicontazioni direttamente accessibili alla cittadinanza come obiettivo di miglioramento organizzativo continuo; il coordinamento strategico per favorire l'armonizzazione dei tempi amministrativi.
Note
L'esperienza ha tratto ispirazione dalle altre buone pratiche già svolte prima, come l’esperienza siciliana sul bilancio partecipativo e quella del Comune di Bologna: ciò a rafforzare che lo scambio di esperienze tra pubbliche amministrazioni è una leva essenziale per diffondere le buone pratiche e agevolare l'innovazione amministrativa.
Approfondimento
Il Bilancio Partecipativo di Padova come infrastruttura civica: un cammino verso la co-progettazione.
Questa esperienza racconta di come il Bilancio Partecipativo del Comune di Padova sia diventato un dispositivo per rafforzare l’intreccio tra tessuto istituzionale e sociale, nelle prospettive della rigenerazione urbana e della gestione condivisa dei beni pubblici.
L'istituzione delle nuove Consulte di Quartiere del Comune ha irrobustito le occasioni di dialogo tra cittadini e pubblica amministrazione, diminuite tra il 2014 e il 2017 con la soppressione dei Consigli di Quartiere dei comuni sotto i 250.000 abitanti e a causa del susseguirsi di due commissariamenti.
Il Bilancio Partecipativo, nato in pieno periodo di pandemia, è stato il volano che ha permesso di conferire riconoscibilità e autorevolezza alle neonate Consulte, alle quali sono stati affidati un potere decisionale tangibile e un ruolo più incisivo di assemblea cittadina.
Il PNRR come occasione di svolta verso la coesione sociale
L'avvento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha rappresentato una sfida importante e impegnativa per le capacità esecutive degli Enti locali. In generale, l'avvio dei cantieri del PNRR ha comportato un rilevante incremento dei carichi di lavoro per i settori tecnici degli enti. Queste circostanze hanno stimolato per il Comune di Padova una riorganizzazione strategica del Bilancio Partecipativo, riorientando la programmazione verso interventi a forte impatto sociale e immateriale. È stata dunque colta l’occasione come una preziosa opportunità di riposizionamento strategico. L'Amministrazione ha progressivamente orientato le Consulte verso la co-costruzione, assieme alla comunità di attività socializzanti, eventi culturali, l'acquisto di beni di prossimità e l'implementazione di servizi.
Questa evoluzione ha spostato il baricentro del Bilancio Partecipativo dalla sola trasformazione fisica dei luoghi alla costruzione di legami sociali, con un'agilità istituzionale capace di adattarsi alle contingenze senza tradire lo spirito partecipativo.
La Pubblica Amministrazione come ente facilitatore
Una delle sfide più complesse del governo aperto è far dialogare la molteplicità delle istanze cittadine con il rigore dei processi amministrativi. A tal fine, l’Amministrazione ha assunto il ruolo di ente facilitatore, utilizzando il meccanismo dei tavoli di lavoro facilitati.
I facilitatori hanno affiancato i presidenti delle Consulte, guidando i cittadini nelle riflessioni verso migliori presupposti di fattibilità e superando la frammentazione eccessiva delle istanze. L'introduzione di regole specifiche, come la soglia minima di 15.000 euro per gli interventi sui parchi, ha orientato la co-creazione verso la generazione di impatti tangibili, garantendo la massima efficacia dell'investimento ed evitando la dispersione delle risorse in interventi frammentati, a favore di una maggiore sostenibilità ed efficienza procedurale.
Dal bando alla co-progettazione
Nel caso del Comune di Padova si segnala un’evoluzione significativa verso il governo aperto: il passaggio dal modello tradizionale dei bandi competitivi e dei micro-affidamenti, alla co-progettazione con i cittadini e le realtà del Terzo Settore. Nelle prime fasi del percorso, la risposta alle istanze avveniva prioritariamente tramite procedure di gara tradizionali; la successiva introduzione di percorsi di co-progettazione ha consentito di superare la frammentazione delle proposte, stimolando sinergie stabili tra le realtà del Terzo Settore.
L'introduzione dell'obbligo di destinare almeno 10.000 euro su 35.000 ad attività di co-progettazione ha segnato un cambio di paradigma allineato con le potenzialità aperte del Codice del Terzo Settore. La pratica della co-progettazione ha trasformato i soggetti locali da meri esecutori in partner strategici, costruendo reti solide e progetti maggiormente radicati, in cui Comune, Consulta, associazioni e cittadini hanno condiviso rischi e responsabilità. I cittadini hanno dismesso la veste di singoli proponenti di idee isolate, per accedere a tavoli di lavoro facilitati e orientati ad una più solida fattibilità istituzionale.
La partecipazione come consapevolezza amministrativa
Per sostenere l’impegno amministrativo che i numerosi progetti richiedevano, l'Amministrazione ha inserito la risposta al Bilancio Partecipativo tra gli indicatori di raggiungimento delle performance dei dirigenti comunali. Trasformare il dialogo civico in un obiettivo di valutazione organizzativa ha orientato la macchina amministrativa verso un’organizzazione sistemica in cui la partecipazione è diventata una rilevante attività istituzionale.
Il risultato più profondo del Bilancio Partecipativo di Padova ha natura pedagogica. Attraverso l’esercizio della co-creazione, centinaia di cittadini e rappresentanti del Terzo Settore si sono confrontati con i tempi e i vincoli della Pubblica Amministrazione, sviluppando una maggiore consapevolezza della complessità gestionale della cosa pubblica.
Questa esperienza dimostra che l'innovazione amministrativa, per investire in processi che formano lo spazio pubblico e una cittadinanza matura organizzata, non deve vivere isolata negli uffici, ma nutrirsi dello scambio..