L’esperienza del Comune di Parma: un ecosistema misto per l'amministrazione condivisa

Il Comune di Parma struttura la partecipazione come metodo ordinario di governo, integrando spazi di prossimità, strumenti di amministrazione condivisa e piattaforme digitali.

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Negli ultimi anni, il Comune di Parma ha sviluppato un ecosistema articolato di partecipazione civica, trasformando pratiche sperimentali in strumenti strutturali improntati ai principi del governo aperto. Attraverso l’attivazione dei laboratori di quartiere, l’uso dei patti di collaborazione e l’introduzione della piattaforma digitale “Parma Partecipa”, l’amministrazione ha costruito un modello integrato che combina prossimità territoriale e innovazione digitale.

L’esperienza rappresenta un esempio di modello di amministrazione capace di integrare partecipazione civica e azione pubblica in modo strutturato: il coinvolgimento dei cittadini non è episodico, ma stabilmente inserito nei processi decisionali e nella gestione dei beni comuni.

Ambito e obiettivi

L’intervento si colloca nell’ambito delle politiche di cittadinanza attiva e governo aperto promosse dal Comune di Parma. Un passaggio fondamentale è stato l’aggiornamento del Regolamento comunale sulla partecipazione (2023), che ha messo a sistema strumenti e istituti esistenti, insieme al Regolamento sui patti di collaborazione attivo dal 2018.

L’obiettivo generale è stato dotarsi di un nuovo Regolamento comunale che rinnovi gli strumenti e gli istituti di partecipazione più attuale al contesto in evoluzione e in linea con i principi del governo aperto.

Gli obiettivi specifici del percorso sono stati:

  • rendere la partecipazione un metodo ordinario di governo, superando la dimensione sperimentale;
  • rafforzare il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali locali, in particolare a livello di quartiere;
  • promuovere forme di amministrazione condivisa duratura attraverso i patti di collaborazione;
  • ampliare l’accesso alla partecipazione dando voce a comunità che spesso non partecipano e portando la discussione nei luoghi di vita quotidiana;
  • costruire legami tra generazioni, far emergere competenze diffuse e tradurre bisogni concreti in proposte condivise;
  • integrare strumenti digitali e spazi fisici per rendere i processi più inclusivi e accessibili;
  • consolidare la fiducia tra amministrazione e comunità attraverso una maggiore trasparenza e monitoraggio delle attività.

Attori coinvolti

L’esperienza di Parma coinvolge una rete ampia e diversificata di attori locali che parte dall’amministrazione comunale e dalle strutture organizzative dedicate alla partecipazione con un gruppo di lavoro interno all’amministrazione comunale per arrivare fino alle comunità locali, singoli cittadini, gruppi informali e abitanti dei quartieri, coinvolti nei laboratori e nei patti di collaborazione. Hanno collaborato al percorso anche enti del terzo settore, il mondo dell’associazionismo e altri soggetti locali interessati alla cura dei beni comuni e allo sviluppo delle comunità di quartiere.

Questa pluralità ha consentito di integrare bisogni, competenze e risorse diverse, rafforzando la dimensione aperta e collaborativa delle politiche pubbliche.

Attività

La città di Parma ha una struttura amministrativa dedicata che presidia in modo continuativo i processi partecipativi e dal 2023 ha scelto di dotarsi di un nuovo Regolamento comunale che mette a sistema e rinnova gli strumenti e gli istituti di partecipazione, con l'obiettivo di renderli più attuali rispetto al contesto in evoluzione e in linea con il concetto di governo aperto. Dal 2018, inoltre, con l’approvazione del Regolamento di cittadinanza attiva e patti di collaborazione, la città ha imboccato una strada che unisce amministrazione condivisa e partecipazione civica. L'ancoraggio istituzionale trasforma la partecipazione da pratica sperimentale a metodo ordinario di governo. L’intero percorso è progettato per combinare partecipazione in presenza e strumenti digitali, ampliando l’accessibilità e intercettando anche pubblici meno coinvolti nei percorsi tradizionali. L’esperienza si articola in un insieme integrato di strumenti e pratiche che operano su più livelli.

I Laboratori di quartiere rappresentano il perno della partecipazione di prossimità e hanno preso il posto dei Consigli dei Cittadini Volontari. Si tratta di undici spazi diffusi sul territorio, aperti e inclusivi, dove singoli cittadini, associazioni, scuole e soggetti del terzo settore si incontrano per discutere e co-progettare soluzioni per i loro territori. I laboratori stanno assumendo un ruolo sempre più riconosciuto: non solo momenti di confronto, ma vere officine civiche capaci di costruire legami tra generazioni, stimolare reti nuove nei quartieri rendendo la partecipazione un’abitudine diffusa, capace di rafforzare il senso di comunità e di appartenenza.


Parallelamente, Parma ha sviluppato con decisione la strada dell’amministrazione condivisa, attraverso i patti di collaborazione. Dal 2018 a oggi ne sono stati sottoscritti numerosi, semplici e complessi: dai piccoli interventi di cura del verde o di supporto alle biblioteche fino alla gestione di spazi ed edifici pubblici. I patti sono lo strumento che più di altri ha consentito ai cittadini di diventare co-gestori dei beni comuni cittadini, assumendosi responsabilità dirette nella loro cura. È un modo tangibile per valorizzare energie diffuse e riconoscere nella comunità un alleato stabile e affidabile.

A sostegno di questo ecosistema, il Comune ha adottato la piattaforma digitale Parma Partecipa, basata su Decidim. La piattaforma ha avuto anche un ruolo importante nel rendere i processi trasparenti e monitorabili. Rappresenta un’infrastruttura digitale che integra e amplia le attività svolte nei contesti fisici. Ogni cittadino può consultare lo stato di avanzamento dei patti di collaborazione, verificare quali laboratori sono attivi e quali progetti sono stati approvati. 

Questa dimensione pubblica riduce le asimmetrie informative e rafforza la fiducia, perché rende visibile l’impegno reciproco. La piattaforma non è un accessorio tecnologico, ma una vera e propria infrastruttura di partecipazione, che integra innovazione digitale e radicamento sociale.

Risultati e punti critici

L’esperienza evidenzia come la costruzione di un sistema partecipativo efficace richieda tempi lunghi e un approccio strutturato. Tra i principali risultati emerge la capacità di costruire un sistema integrato e stabile di partecipazione, in cui strumenti diversi si rafforzano reciprocamente. L’istituzionalizzazione attraverso regolamenti dedicati e periodicamente rinnovati garantisce continuità e legittimità ai processi. Nell’esperienza di Parma, questo cambiamento è stato sostenuto da un forte coinvolgimento interno: dirigenti, funzionari e referenti già attivi su questi temi hanno contribuito a consolidare il processo, facilitando il superamento delle criticità iniziali. Un gruppo di lavoro interno all’ente, stabile e trasversale è nato durante la revisione dei  regolamenti e si è progressivamente ampliato. 

Permangono alcune criticità e aree di miglioramento. E’ emersa la necessità di costruire una base di conoscenza comune sulla partecipazione all’interno dell’ente e del livello politico, chiarendo linguaggi, strumenti e livelli di coinvolgimento. La gestione di esperienze pregresse ha inoltre richiesto un lavoro complesso di riorganizzazione e ridefinizione, evidenziando come i percorsi di trasformazione possano essere più articolati quando si innestano su assetti già esistenti.

La sostenibilità e la replicabilità del modello richiedono alcune condizioni abilitanti: un adeguato dimensionamento degli uffici dedicati, investimenti continuativi in formazione e il rafforzamento delle competenze di facilitazione, anche attraverso figure specifiche o percorsi di specializzazione interna. La piattaforma digitale rappresenta in questo senso un’opportunità importante per ampliare l’accesso e l’ingaggio, ma deve essere accompagnata da un lavoro costante di integrazione con i processi territoriali.

Note

L’esperienza di Parma evidenzia come la partecipazione possa diventare una vera infrastruttura pubblica, capace di orientare le politiche locali e rafforzare la relazione tra amministrazione e cittadini. Un elemento centrale è l’integrazione tra dimensione normativa, spazi di prossimità e strumenti digitali: è da questa combinazione che emerge un modello replicabile di governo aperto.

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