I Gruppi di Azione Locale in Sardegna: un modello di sviluppo tra partecipazione comunitaria e sfide burocratiche

I Gruppi di Azione Locale Barbagia Mandrolisai Gennargentu e Margine in Sardegna hanno adottato l'approccio LEADER, oggi parte della politica comunitaria di Community Led Local Development (CLLD), promuovendo la partecipazione attiva delle comunità nella costruzione dei processi decisionali.

Il presupposto è che chi vive e opera quotidianamente nelle aree rurali possiede le conoscenze indispensabili per individuare i bisogni e può contribuire a progettare le soluzioni più adatte al contesto locale.

Ambito e obiettivi

L’azione dei GAL interviene nelle aree interne della Sardegna con lo scopo di generare sviluppo in territori afflitti da spopolamento, invecchiamento demografico, disoccupazione giovanile e carenza di servizi. Gli obiettivi strategici sono stati definiti in modo dinamico, grazie al continuo ascolto della comunità. Durante la rimodulazione del 2022 della strategia di azione locale adottata dal GAL per gli anni 2014-2020, il focus si è concentrato su turismo sostenibile, artigianato innovativo e creazione di filiere agroalimentari corte (lattiero-casearia, vitivinicola e della frutta di montagna), per poi ampliarsi all'inclusione sociale, con la promozione di fattorie sociali e scuole di musicoterapia.

Per la nuova programmazione pluriennale dei fondi europei 2023-2027, la visione si è ulteriormente integrata: grazie all’approccio plurifondo FEASR e FSE+, l’azione dei GAL ha deciso di unire il sostegno infrastrutturale alle imprese con la formazione e l'accompagnamento professionale, concentrandosi su un unico ambito trasversale relativo ai sistemi culturali, ricreativi e turistici locali. Un obiettivo cardine di questa fase è l'accompagnamento alla creazione di reti d'impresa durature, fondate sulla condivisione di valori comuni, per superare l'approccio verticale legato alla partecipazione ai singoli bandi.

Attori coinvolti

Il processo si fonda su una solida rete multilivello. Il GAL opera come una fondazione di partecipazione pubblico-privata che unisce 19 Comuni, la Comunità Montana, l'Unione dei Comuni, imprese, Enti del Terzo Settore, associazioni di categoria e semplici cittadini. 

Le fasi di co-progettazione hanno coinvolto in maniera trasversale aziende, giovani e soggetti inizialmente non soci, dimostrando un'ampia apertura al territorio. 

Fondamentale è stata la partecipazione di enti regionali, per assicurare l'allineamento tecnico con le direttive sovracomunali e di organizzazioni le reti di imprese.

Le amministrazioni comunali, agendo anche come antenne territoriali, hanno supportato e potenziato la capillarità del coinvolgimento civico.

Attività

Il coinvolgimento della comunità ha determinato una vera co-costruzione strategica. Durante la rimodulazione del 2022, il GAL ha organizzato incontri territoriali avvalendosi di metodologie partecipative come il brainstorming e il Metaplan, anche utilizzando piattaforme digitali interattive per facilitare il dialogo. Questo ascolto ha consentito ai partecipanti di decidere le priorità, l'allocazione delle risorse e i principi di selezione dei bandi. Un esempio concreto è la decisione, proposta dal basso, di innalzare il livello di aiuto dal 50% al 70%, rendendo le misure finanziarie molto più appetibili ed efficaci per i piccoli imprenditori. 

Per la nuova programmazione 2023-2027, guidata dallo slogan "Intrecciamo le idee per dare forma al futuro", è stato condotto uno studio per armonizzare la strategia con altre politiche preesistenti, come la Strategia Nazionale Aree Interne - SNAI, evitando sovrapposizioni e sprechi. Tra le nuove attività è stata prevista la formazione del manager di rete, una figura chiave per supportare la cooperazione territoriale basata su principi di condivisione.

Punti di forza e criticità

Tra i punti di forza spicca la reale efficacia del metodo partecipativo: accogliere le richieste del territorio ha generato il raddoppio delle richieste di finanziamento per la competitività delle aziende agricole, dimostrando la validità pratica della co-decisione. A questo si aggiunge la grande resilienza e dedizione del personale dei GAL, che permette di recuperare tempestivamente le risorse derivanti dalle rinunce per reinvestirle attivamente sul territorio. Tuttavia, il modello scontra criticità derivanti dai livelli di complessità burocratica e procedurale. Si riscontrano infatti alcune complessità connesse all'allineamento procedurale con la piattaforma informatica nazionale (SIAN) e ai tempi richiesti dalle verifiche istruttorie multilivello, elementi che possono incidere sulla tempestività e sull'efficienza temporale dell'erogazione dei contributi.  La gestione di adempimenti correlati a lievi difformità documentali richiede un impegno amministrativo supplementare da parte dei GAL, ponendo l'esigenza di una maggiore fluidità procedurale per mantenere elevato il tasso di adesione dei beneficiari.

Note

Dall'esperienza emerge che i Gruppi di Azione Locale costituiscono leve eccezionali per rilanciare le economie rurali e per instaurare una cultura politica della collaborazione.  L'esperienza evidenzia l'opportunità di promuovere percorsi congiunti di semplificazione e digitalizzazione delle procedure amministrative tra i livelli locale, regionale e nazionale, elemento chiave per consentire alle metodologie partecipative di esprimere appieno il loro potenziale di sviluppo.

Approfondimento

Intelligenza comunitaria per lo sviluppo locale partecipato in Sardegna

L’esperienza dei Gruppi di Azione Locale Barbagia Mandrolisai Gennargentu e Margine suggerisce un cambio di prospettiva per le politiche di coesione territoriale. 

La sfida investe la natura della governance locale, per rendere la comunità rurale più coesa, rendendo i cittadini architetti e decisori attivi del proprio sviluppo L'evoluzione delle infrastrutture istituzionali e digitali rappresenta un percorso complesso, finalizzato ad armonizzare progressivamente le dinamiche dell'innovazione sociale con i necessari requisiti procedurali e di rendicontazione propri dell'amministrazione condivisa.

Un coinvolgimento per abbattere le barriere 

La costruzione di una strategia di sviluppo, attuata sia nella fase di rimodulazione del 2022 che in occasione della nuova programmazione pluriennale dei fondi europei 2023-2027, ha richiesto un ripensamento degli strumenti di consultazione per minimizzare le dinamiche di esclusione, possibili dei piccoli centri.

L'utilizzo di piattaforme digitali interattive e di metodologie partecipative analogiche – tecniche di partecipazione che utilizzano supporti fisici, visuali, manipolativi o simbolici – come il Metaplan ha affrontato criticamente gli ostacoli relazionali, che spesso inibiscono la partecipazione pubblica. Garantendo l'anonimato e la parità di espressione, si è stimolato un dibattito sincero, che ha permesso di validare dal basso scelte radicali, come la ridefinizione dei tetti massimi di finanziamento per gli interventi degli attori locali, messi a bando al fine di realizzare la strategia di sviluppo, e l'innalzamento delle percentuali della spesa ammissibile coperte da finanziamento pubblico (le cosidette aliquote d’aiuto). Il livello di delega del potere è stato ancora più ampio: la comunità ha potuto determinare parametri finanziari e criteri di premialità dei futuri bandi.

La costruzione di una cultura politica della rete 

Uno degli snodi più complessi per lo sviluppo delle aree interne è la frammentazione del tessuto produttivo. L'analisi delle precedenti programmazioni ha portato all'emersione di una fragilità da affrontare: le reti d'impresa, se stimolate unicamente dall'opportunità finanziaria di un bando, generano alleanze limitate nel tempo. 

Senza un reale radicamento su valori e standard qualitativi condivisi. le aggregazioni e le intese tendono a sciogliersi non appena concluso il progetto. Per mutare questo approccio, il percorso partecipativo ha impresso una svolta, sancita anche dall'adozione inedita di un approccio plurifondo di FEASR e FSE+. 

La creazione di reti è stata trattata come un ecosistema da costruire nel tempo. L'introduzione e la formazione di nuove figure professionali (il manager di rete) e la previsione di fasi propedeutiche di accompagnamento hanno costituito più solidi presupposti per le alleanze su obiettivi comuni, prima ancora della pubblicazione degli avvisi. Si tratta, in sostanza, di un'azione paziente di educazione civica, volta a instaurare una duratura cultura politica della collaborazione territoriale.

Convergenza istituzionale e messa a terra normativa

Un processo generato dal basso rischia di produrre esiti irrealizzabili se non viene tempestivamente allineato ai quadri normativi regionali e nazionali. Per massimizzare l'efficacia delle pratiche di governo aperto, appare strategico favorire un'evoluzione del ruolo delle istituzioni sovraordinate, orientandole verso una sempre maggiore funzione di accompagnamento e facilitazione tecnica della co-progettazione, affiancata alle ordinarie attività di verifica.

Un caso esemplare ha riguardato la pianificazione della sentieristica e degli itinerari tematici del territorio. Per evitare la frammentazione di progetti isolati e privi di standard, il GAL ha integrato organicamente nei tavoli decisionali le agenzie regionali competenti.. Questo allineamento preventivo ha garantito che le istanze emerse dai cittadini nascessero già conformi alle direttive del Club Alpino Italiano (CAI) e ai requisiti di accatastamento regionale. Analogamente, l'analisi strutturata delle sovrapposizioni con la Strategia Nazionale Aree Interne (SNAI) ha permesso di razionalizzare la spesa pubblica, rendendo il GAL un hub di armonizzazione delle politiche sul territorio.

L'armonizzazione procedurale: dinamiche di semplificazione e coordinamento per l'innovazione sociale

La lezione sarda evidenzia come la democrazia partecipativa, per dispiegare il suo potenziale trasformativo, necessiti di riforme amministrative coraggiose che possano supportare maggiore agilità nei procedimenti, ponendo la tecnologia al servizio dello sviluppo e non viceversa. Accanto all'efficacia riscontrata nei percorsi partecipativi, la gestione delle successive fasi amministrative ha messo in luce la necessità di un costante presidio per garantire la tempestiva traduzione delle decisioni comunitarie in interventi operativi. La presenza di molteplici livelli istruttori e di un controllo multilivello, pur rispondendo a requisiti normativi di trasparenza e regolarità, può ingenerare una dilatazione dei tempi di definizione delle pratiche, ponendo sfide di coordinamento rispetto alle tempistiche operative delle imprese beneficiarie. 

Un limite si può verificare anche nel rapporto non sempre lineare tra le istanze emerse e la loro ricevibilità nell'architettura informatica nazionale. Sotto il profilo tecnologico, l'interazione con le piattaforme informative di riferimento, come il SIAN, evidenzia l'opportunità di implementare funzioni di flessibilità e di soccorso istruttorio digitale per agevolare il superamento di eventuali incongruenze formali. Ad esempio, la necessità di rettificare meri refusi materiali nei dati di pagamento o nelle garanzie fideiussorie può determinare rallentamenti nell'erogazione dei flussi finanziari, accrescendo il carico gestionale sui beneficiari e richiedendo un impegno suppletivo per prevenire il rischio di rinuncia alle agevolazioni. Tali complessità procedurali evidenziano l'importanza di perfezionare i meccanismi di raccordo amministrativo, al fine di salvaguardare e valorizzare la fiducia e il coinvolgimento civico generati durante i laboratori partecipativi sul territorio. Sotto il profilo organizzativo, l'onere connesso alla risoluzione di problematiche procedurali e informatiche rischia di assorbire risorse significative dei GAL, che potrebbero altrimenti essere dedicate alle attività core di animazione, facilitazione e sviluppo delle reti locali.

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