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Report servizi antiviolenza 2021 di Roma Capitale

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80 persone tra donne, bambine e bambini ospitati nelle strutture residenziali specializzate nella protezione e il supporto alle vittime di violenza di genere; 1.730 donne seguite dai Centri Anti Violenza nel percorso di fuoriuscita dalla violenza e riacquisizione della propria autonomia e oltre 3.500 persone che hanno contatto i Centri. Questi sono i numeri del Report Servizi Antiviolenza 2021 che fotografa l’andamento delle attività di Centri Anti Violenza, Case Rifugio, Case per la Semi-autonomia e Case di Seconda Autonomia, di competenza del Dipartimento Pari Opportunità di Roma Capitale, e gestite da organismi del terzo settore specializzati nella prevenzione e il contrasto alla violenza di genere.  

Il 2021 è stato segnato, come l’anno precedente, dalla pandemia da Covid19, che ha rafforzato le diseguaglianze economiche e sociali che già connotavano il Paese, tra cui hanno significativo rilievo quelle relative alle donne. In questo anno si è registrato un rafforzamento generale dei servizi antiviolenza di Roma Capitale con un aumento del 50% delle donne seguite dai Centri Anti Violenza e del 110% delle persone ospitate nelle strutture residenziali dedicate.

La centralità delle questioni relative al superamento delle disparità di genere e all’inclusione giovanile è ribadita nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): l’inclusione sociale si pone quale asse strategico del PNRR, accanto a digitalizzazione e transizione ecologica, con l’obiettivo primario di creare sviluppo e ridurre le diseguaglianze.

La difesa dello spazio civico, inteso come lo spazio che include le libertà fondamentali di espressione, di riunione pacifica e di associazione, di tutela della privacy nonché i diritti di partecipazione inclusiva, è centrale nel processo di co-costruzione del 5° Piano d’Azione Nazionale, attraverso il quale tale tema è stato declinato in due dimensioni di intervento: la parità di genere nei settori pubblico e privato e il rafforzamento nel rapporto tra i giovani e la partecipazione. Ciò perché, per essere efficace, strutturale e in linea con gli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali, la ripresa dell’Italia deve dare pari opportunità a tutti i cittadini, soprattutto quelli che non esprimono oggi pienamente il loro potenziale