Rigenerazione urbana e gestione di beni pubblici attraverso percorsi di co-progettazione: dagli Hangar Creativi di Livorno alla Masseria Tagliatelle a Lecce
Un’alleanza tra Istituzioni e Comunità per rigenerare il patrimonio pubblico
Descrizione sintetica
La rigenerazione urbana può scontare i limiti di una governance pubblica frammentata. Quando le amministrazioni lavorano “a canne d’organo”, senza coinvolgere gli attori che influenzano (o saranno influenzati) dal risultato, si rischia di generare cattedrali nel deserto, ovvero contenitori vuoti privi di un legame vitale con la comunità. Per evitare ciò, i Comuni di Livorno e di Lecce hanno applicato percorsi di co-progettazione per recuperare il patrimonio immobiliare in disuso, collaborando attivamente con la cittadinanza organizzata. L'obiettivo strategico è stato quello di trasformare spazi chiusi in risorse vive e co-gestite. Le amministrazioni sono diventate così dei veri abilitatori di potere comunitario. È stato un profondo cambiamento amministrativo che ha richiesto tre elementi essenziali: concertazione, creatività e impegno.
Ambito e obiettivi
Le due iniziative di rigenerazione urbana attuate dai Comuni di Livorno e di Lecce sono un esempio di utilizzazione delle potenzialità dell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, che disciplina gli istituti della co-programmazione (l'individuazione congiunta dei bisogni e delle strategie) e della co-progettazione (la definizione e realizzazione comune degli interventi). Ciò ha permesso di spostare la relazione tra pubblico e privato da un piano transazionale a uno collaborativo, trasformando radicalmente la gestione del patrimonio demaniale indisponibile. L'amministrazione pubblica e il Terzo Settore si sono dunque alleate per perseguire il bene comune. I Comuni hanno abbandonano la logica puramente competitiva della tradizionale "cultura del bando", adottando invece un modello di partenariato collaborativo. Questo approccio ha valorizzato la sussidiarietà orizzontale per disegnare soluzioni condivise e tarate sulle esigenze della collettività.
Attori coinvolti
I processi di rigenerazione hanno attivato una rete solida di persone per affrontare la complessità dei territori. I soggetti istituzionali, in particolare i Comuni di Livorno e di Lecce, hanno guidato il percorso agendo da veri co-protagonisti dello sviluppo locale. Accanto a loro, i portatori di interesse collettivo hanno arricchito costantemente il confronto. La cittadinanza organizzata, i movimenti sociali e le associazioni di quartiere hanno partecipato attivamente ai processi decisionali. Le organizzazioni del Terzo Settore hanno inoltre messo a disposizione le proprie competenze specialistiche, animando gli spazi. Gli operatori tecnici e professionali hanno garantito la sostenibilità di progetti finalizzati alla cura del bene pubblico. Diverse società di consulenza hanno infatti affiancato i Comuni redigendo rigorosi studi di fattibilità.
Attività
Le amministrazioni hanno adottato l'urbanistica tattica e l’uso temporaneo.
L’urbanistica tattica agisce con interventi leggeri, reversibili e a basso costo che consentono di testare nuove funzioni per spazi pubblici dismessi, coinvolgendo direttamente le comunità. Questo approccio trasforma la logica dell'investimento pubblico: invece di partire da un grande progetto calato dall'alto, si avvia una fase di "prototipazione" dal vivo, imparando da ciò che funziona. Questi interventi reversibili permettono di testare le funzioni degli spazi pubblici e ridurre i rischi delle trasformazioni.
L’uso temporaneo prevede l’uso di beni immobili pubblici e privati in stato di degrado, abbandono o sottoutilizzo, per lo svolgimento di attività o impieghi di rilevante interesse pubblico di durata limitata, anche diversi da quelli consentiti dal Piano Regolatore vigente.
A Lecce l'amministrazione ha sperimentato questo metodo alla Masseria Tagliatelle, un bene restaurato ma chiuso.
L’immobile è stato valorizzato in chiave comunitaria, attraverso un bando per la concessione in comodato decennale della Masseria.
Per facilitare il processo partecipativo attorno alla progettazione degli interventi, si è svolto un ciclo di workshop aperti alle organizzazioni di Terzo settore, dedicati al confronto e alla condivisione di esperienze di valorizzazione di beni comuni. Successivamente il Comune ha concesso lo spazio della Masseria per un mese a tre diversi gruppi concorrenti, che hanno testato le loro idee di gestione. Alla fine della sperimentazione, i tre gruppi hanno deciso di unire le forze, superando la logica concorrenziale e dando vita a un unico partenariato che oggi gestisce lo spazio.
A Livorno, per gli Hangar Creativi, ex deposito di mezzi pubblici in disuso, il Comune ha strutturato il processo di rigenerazione urbana su un doppio binario: da un lato, ha pubblicato avvisi per idee dal basso rivolto al Terzo Settore, dall'altro lato, ha commissionato studi di fattibilità a professionisti di settore. Il percorso partecipativo, si è articolato in due parti: la prima dedicata all'ascolto della cittadinanza, al fine di raccogliere spunti e suggerimenti da trasferire ai tecnici incaricati della redazione del Documento di Indirizzo alla progettazione (DIP), la seconda dedicata alla elaborazione di un progetto di usi temporanei di una parte degli Hangar, per attivare la rigenerazione urbana.
Risultati e punti critici
Il successo principale di queste iniziative è la creazione di alleanze comunitarie. A Lecce, la sperimentazione ha spinto i tre gruppi inizialmente concorrenti a unire le forze per condividere idee e gestire la masseria in modo collaborativo. A Livorno, l'efficacia del metodo partecipativo ha trasformato il progetto in un modello virtuoso di rigenerazione urbana. In particolare, a Livorno l’approccio utilizzato ha permesso di misurare la reale sostenibilità delle iniziative proposte dalla comunità, unendo la creatività della comunità con il rigore tecnico, giungendo a un progetto solido e condiviso, diventato un modello per l'intera Regione Toscana.
La Regione Toscana ha deciso infatti di finanziare altri interventi di rigenerazione urbana utilizzando la stessa metodologia attuata a Livorno per altre città.
Tra le criticità affrontate si evidenzia la resistenza iniziale della dirigenza pubblica, inizialmente intimorita da procedure mai svolte prima, che necessitavano di tempo e impegno. Per superare questi ostacoli, si è incentivata la formazione per fornire una conoscenza strutturata sulle metodologie e per fornire esempi e casi d’uso in grado di generare fiducia.
Note
I contenuti sono ispirati dalla testimonianza dell’Associazione Mecenate 90, Ente di Terzo Settore coinvolta nel percorso di coprogettazione di Masseria Tagliatelle e co-promotrice del Festival diffuso della rigenerazione urbana agli Hangar Creativi di Livorno.
Dalle considerazioni emerge come la promozione della cultura della partecipazione sia il perno centrale di un’infrastruttura atta a rigenerare il rapporto tra istituzioni e territorio.
Il contributo delle esperienze di Livorno e di Lecce permette di testimoniare la capacità delle amministrazioni di passare dalla gestione ordinaria degli immobili alla cura di questi attraverso i legami sociali, trasformando il Terzo Settore in un partner fondamentale per generare collettivamente valore pubblico. In questa prospettiva, la co-progettazione diventa lo strumento per rendere strutturale la democrazia collaborativa, che va oltre la logica della delega approdando a una responsabilità condivisa del bene comune.