Linee guida partecipazione pubblica
Le Linee guida nazionali per la partecipazione pubblica in Italia rappresentano un quadro di riferimento nazionale utile per progettare, realizzare e valutare processi partecipativi pubblici efficaci, inclusivi e trasparenti. Pubblicate il 30 giugno 2026 sul sito del Dipartimento della funzione pubblica, nascono nell'ambito del 6° Piano d'Azione Nazionale per il Governo Aperto 2024-2026 (6NAP), obiettivo "B", Impegno 3 "Potenziamento dell'Hub della partecipazione quale piattaforma nazionale di supporto alle pratiche partecipative".
Il documento è frutto del percorso di co-creazione realizzato dal gruppo di lavoro dell’Impegno 3 del 6NAP, che ha visto il coinvolgimento attivo di amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile, esperti e partecipanti alla consultazione pubblica realizzata su ParteciPa. Esse delineano il quadro nazionale di riferimento per la partecipazione pubblica, capace di orientare e qualificare l’azione pubblica attraverso la diffusione di indicazioni condivise - in continuità con le Linee guida sulla consultazione pubblica in Italia (2017) e l'Hub della partecipazione pubblica aperto su ParteciPa (2023) - e sono volte a migliorare la qualità dei processi partecipativi; inoltre, costituiscono un “modello” con cui l’Italia intende contribuire attivamente alla definizione di standard e raccomandazioni internazionali, in pieno allineamento con la Raccomandazione (UE) 2023/2836 della Commissione europea e gli standard OCSE. Inoltre, le Linee guida chiariscono che partecipazione di qualità e crescita delle competenze delle risorse umane delle PA vanno di pari passo: formare persone in grado di progettare, attuare e monitorare percorsi partecipativi significa gettare le basi per politiche pubbliche più condivise, innovative e orientate al bene comune.
Hanno coordinato il percorso di co-creazione il Dipartimento della funzione pubblica, la Regione Emilia-Romagna, Roma Capitale e AIP2 – Associazione Italiana per la Partecipazione Pubblica. Hanno collaborato alla definizione dei contenuti, tra gli altri, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura, ISPRA e numerose reti della società civile: Action Aid, Association of Facilitators Chapter Italia (IAF), Associazione della Comunicazione Pubblica e Istituzionale (Compubblica), BiPart Impresa sociale Srl, Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà, Mappina, PAsocial, The Good Lobby, WHOW! Energie Partecipative ETS.
A quale partecipazione si fa riferimento
Le Linee guida adottano la classificazione OCSE dei livelli di coinvolgimento — informazione, consultazione, partecipazione attiva — e approfondiscono quest'ultimo aspetto, la partecipazione attiva: questa prevede un coinvolgimento pieno dei cittadini e delle cittadine fin dalle prime fasi decisionali, che può arrivare alla possibilità di co-progettare e co-gestire politiche, interventi e beni comuni. L’approccio metodologico insito in questo livello è la democrazia deliberativa, che punta a trasformare le opinioni dei partecipanti attraverso il confronto, e non solo ad aggregare preferenze su opzioni date a priori.
Perché le Linee guida
Il documento mira a integrare i processi partecipativi negli strumenti di programmazione strategica e operativa delle amministrazioni, a partire dal PIAO (Piano Integrato di Attività e Organizzazione), così da rendere la partecipazione pubblica parte del ciclo di vita ordinario delle politiche pubbliche. I destinatari principali sono le pubbliche amministrazioni, centrali e locali, ma il documento si rivolge anche a organizzazioni della società civile, enti del terzo settore, scuole, università, imprese e cittadinanza, ai quali viene illustrato il potenziale della partecipazione per la definizione delle politiche pubbliche.
Come si organizza un percorso partecipativo
Le Linee guida permettono di strutturare l’organizzazione di un percorso partecipativo in cinque fasi:
- la definizione di un obiettivo specifico del processo;
- la mappatura e attivazione della cittadinanza e delle organizzazioni;
- l'esplorazione e l'analisi, anche fattuale, delle diverse istanze;
- la definizione delle proposte, attraverso un approccio deliberativo e trasformativo;
- la restituzione degli esiti, con l'illustrazione pubblica degli scenari emersi e delle motivazioni delle scelte compiute dall'amministrazione.
Accompagnano il percorso alcune attività trasversali — comunicazione, gestione dei conflitti, monitoraggio e valutazione — oltre a un'attenzione specifica alla qualità degli spazi fisici e digitali, questi ultimi sostenuti da piattaforme digitali come ParteciPa.
Un riferimento per tutta la pubblica amministrazione
Le Linee Guida richiamano i dodici principi della Carta della partecipazione pubblica (2024) — inclusione, trasparenza, equità, cooperazione, efficacia, fiducia, coinvolgimento, informazione, facilitazione, co-creazione, valutazione, rendicontazione — e offrono un quadro dei principali ambiti normativi nazionali in cui la partecipazione trova già applicazione: dalla gestione ambientale e del patrimonio culturale alle grandi opere, dalla pianificazione urbanistica alle comunità energetiche, fino allo sviluppo locale partecipativo. Il documento è corredato da un glossario che chiarisce i termini chiave del settore, per costruire un linguaggio comune a tutti coloro che credono in una democrazia aperta, inclusiva e generativa.
I valori delle Linee guida
Un primo valore del documento risiede nel suo processo di elaborazione, costruito attraverso il coinvolgimento di amministrazioni pubbliche, esperti, organizzazioni della società civile e cittadinanza, anche tramite la piattaforma ParteciPa. Non un atto “calato dall'alto”, quindi, ma la sintesi di un confronto paritetico — coerente con i principi stessi di governo aperto che il documento intende promuovere.
Le Linee Guida svolgono inoltre un importante ruolo di sistematizzazione rispetto alla frammentazione normativa e settoriale esistente in Italia: la ricognizione degli ambiti di policy già dotati di strumenti partecipativi consolidati e l'individuazione delle aree ancora prive di riferimenti strutturati restituiscono una lettura trasversale utile.
Inoltre, l'attenzione dedicata alla mappatura e all’attivazione della cittadinanza, con l'indicazione esplicita di includere le fasce di popolazione più fragili o meno abituate alla partecipazione, testimonia la volontà di prevenire un bias di rappresentanza, evitando che i processi amplifichino le voci già dotate di maggiori risorse.
Continuando, l'indicazione di integrare la partecipazione negli strumenti di programmazione strategica — PIAO, DEFR, DUP — e la definizione dei livelli di responsabilità tra indirizzo politico e struttura tecnico-amministrativa forniscono alle PA strumenti concreti per superare un approccio episodico, rendendo la partecipazione parte ordinaria del ciclo delle politiche pubbliche.
Le Linee guida rappresentano infine un traguardo di rilievo anche a livello internazionale: rientrano in una delle due Open Gov Challenge dell'Italia a sostegno della strategia OGP 2023-2028, l'iniziativa globale che punta a dare visibilità alle pratiche realizzate e a stimolarne l'adozione da parte di altri governi e società civile.