Open Gov Week 2026: dall'agenda europea alle iniziative nazionali su partecipazione, competenze, trasparenza e innovazione per il governo aperto
Partecipazione pubblica, formazione, integrità, trasparenza, qualità dei dati, uso responsabile dell’intelligenza artificiale, inclusione e competenze per il governo aperto: sono stati questi i principali fili conduttori degli eventi promossi dal Dipartimento della funzione pubblica durante l’Open Gov Week 2026.
Gli appuntamenti hanno confermato l’interesse verso i temi del governo aperto e il valore del metodo multistakeholder, tratto distintivo dell’esperienza italiana nell’Open Government Partnership, promosso anche attraverso il Forum per il Governo Aperto. Il programma degli eventi ha permesso di mettere in relazione gli indirizzi europei e nazionali, lo stato dell’attuazione degli impegni del 6° Piano d’azione nazionale per il governo aperto 2024-2026 (6NAP), le buone pratiche attive nei territori e gli attuali progetti di ricerca, facendo emergere un messaggio comune: il governo aperto non è soltanto un insieme di principi, ma una modalità di agire strutturata per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche, rafforzare la fiducia nelle istituzioni e rendere la comunità parte attiva dei processi di cambiamento.
In questa prospettiva, i webinar svolti durante la settimana si sono concentrati su alcuni temi portanti tra loro strettamente collegati, quali:
- Il governo aperto come infrastruttura metodologica della resilienza democratica e del valore pubblico;
- La centralità della persona nel disegno delle politiche pubbliche;
- Il supporto alle competenze per agevolare l’attuazione del governo aperto anche a livello territoriale;
- La necessaria governance dei dati per l’effettiva applicazione di strumenti a supporto del governo aperto, come l’intelligenza artificiale equa e sostenibile.
Nel complesso, la Open Gov Week 2026 ha restituito l’immagine di una comunità nazionale a supporto del governo aperto ampia e qualificata, impegnata a tradurre i principi europei e nazionali in pratiche amministrative, adottare strumenti operativi e politiche pubbliche più trasparenti, inclusive e orientate ai risultati.
Si è confermato centrale il ruolo del Dipartimento della funzione pubblica - quale soggetto promotore del percorso nazionale per l’attuazione del governo aperto - nel favorire il raccordo tra agenda europea, impegni del 6NAP e contributi della società civile organizzata. La settimana ha evidenziato anche il valore di iniziative strategiche quali la Community italiana per il governo aperto (Community OGP IT) e il Forum per il Governo Aperto (Forum OG) quali spazi di dialogo strutturato e di co-creazione, capaci di mettere in relazione esperienze, competenze e responsabilità.
Un plauso va soprattutto ai circa 800 partecipanti, tra referenti delle amministrazioni pubbliche, organizzazioni della società civile, esperti, fondazioni, mondo della ricerca e cittadini, che hanno animato il dibattito negli appuntamenti della settimana.
Di seguito la sintesi dei dibattiti per ciascun evento; tutti i materiali di approfondimento e le registrazioni sono disponibili nelle relative pagine di approfondimento.
Governo aperto, resilienza democratica e agenda europea
La settimana si è aperta con un evento dedicato al tema della democrazia partecipativa. L’incontro, dedicato allo Scudo europeo per la democrazia, ha collegato la strategia europea a quelle nazionali per la tutela dello spazio civico, la partecipazione pubblica e la resilienza democratica. Nel suo intervento, Francesco Leone, Consigliere diplomatico del Ministro per la pubblica amministrazione, ha evidenziato come lo Scudo europeo per la democrazia rappresenti un nuovo approccio al rafforzamento della resilienza democratica, fondato su partecipazione, trasparenza e coinvolgimento della società civile. Ha inoltre sottolineato la forte convergenza tra gli obiettivi europei e l'esperienza italiana del governo aperto, richiamando il ruolo del Forum per il Governo Aperto quale buona pratica riconosciuta a livello internazionale. In tale prospettiva, l'Italia intende contribuire alla futura Stakeholder Platform europea prevista dallo European Centre for Democratic Resilience, mettendo a disposizione il modello multistakeholder già sperimentato con successo a livello nazionale. In questa prospettiva, i contributi di Angela Guerrieri, Vice Capo di Gabinetto del Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione e Angela Guimaraes Pereira, Direttrice del Centro europeo sulla democrazia partecipativa e deliberativa hanno richiamato l’importanza di costruire infrastrutture democratiche stabili: piattaforme di partecipazione pubblica, reti di stakeholder, attività di capacity building, spazi civici, comunità di pratica e strumenti per misurare l’impatto dei processi partecipativi. Sul piano nazionale, il confronto ha valorizzato il contributo della Community OGP IT e del Forum OG per l’attuazione degli impegni del 6NAP. L’incontro ha permesso anche di illustrare le Linee guida nazionali per la partecipazione pubblica in Italia, elaborate attraverso un percorso di co-creazione che ha coinvolto oltre 300 soggetti interessati - pubblici e privati -, attualmente in fase di adozione.
Dagli interventi è emersa l’importanza di consolidare una partecipazione pubblica strutturale in luogo di quella episodica, che sia sostenuta anche da metodologie condivise, risorse, competenze e strumenti di accompagnamento. In questo quadro si sono inserite anche la proposta di una nuova fondazione per la democrazia deliberativa – quale presidio indipendente per promuovere processi deliberativi su temi di rilevanza pubblica - e le testimonianze dei centri di competenza e delle fondazioni impegnate nel rafforzamento delle pratiche partecipative nei territori.
Partecipazione pubblica come infrastruttura stabile
La partecipazione è stata approfondita anche nel webinar “Metodi e strumenti per la gestione dei processi partecipativi nelle politiche pubbliche”. Il confronto ha evidenziato l’importanza di mettere a disposizione delle pubbliche amministrazioni un ecosistema di strumenti e metodi complementari: dalle Linee guida nazionali per la partecipazione pubblica in Italia all’Hub della partecipazione pubblica, realizzati nell’ambito del 6NAP, alle iniziative promosse dal Dipartimento della funzione pubblica quali il portale per le consultazioni pubbliche ParteciPa e i percorsi formativi sulla partecipazione pubblica pubblicati nel catalogo della formazione di Syllabus, ai percorsi di formazione in presenza promossi dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione per il supporto alle competenze dei dirigenti per la partecipazione e per l’integrità pubblica. Durante l’incontro, alcune testimonianze di esperti e del mondo della ricerca hanno illustrato la necessità di mappare correttamente gli interessi e di considerare il conflitto come una risorsa da facilitare per giungere a soluzioni condivise, hanno evidenziato come l'utilizzo di tecnologie di frontiera come l’intelligenza artificiale - purché governata con un approccio etico, inclusivo e focalizzato sull'ascolto attivo - possano supportare i processi partecipativi, ponendo l’accento sulla necessità di unire la capillarità del digitale con la vicinanza fisica dei presidi territoriali per governare la complessità garantendo lo sviluppo locale e la cura del bene comune.
La partecipazione pubblica è stata uno dei fili rossi che hanno attraversato tutti gli eventi della settimana, collegando tale pratica a qualità delle decisioni, inclusione, dati aperti, competenze, integrità, trasparenza e valore pubblico.
Trasparenza amministrativa e valore pubblico
Ampio spazio è stato dedicato anche alla trasparenza amministrativa come leva di valore pubblico. Il webinar dedicato al tema ha mostrato una proposta per il nuovo modello pubblico di trasparenza, elaborato nell’ambito dell’impegno C7 del 6NAP, ha richiamato la necessità di superare una concezione limitata alla pubblicazione di atti, dati e adempimenti, per orientarla alla comprensione dei risultati e degli impatti prodotti dalle politiche pubbliche sulla vita dei cittadini e dei territori.
Dal confronto tra autonomie territoriali, autorità pubbliche e società civile è emersa l’esigenza di semplificare gli obblighi, evitare duplicazioni informative, rafforzare l’interoperabilità e l’aggiornamento delle banche dati nazionali, sostenere gli enti di minori dimensioni e rendere le informazioni realmente accessibili e comprensibili. Le esperienze presentate hanno mostrato il potenziale di dashboard di monitoraggio, open data e strumenti di reporting per favorire una trasparenza orientata alla fiducia, alla partecipazione, all’integrità e alla misurazione del valore pubblico.
Dati, intelligenza artificiale ed equità
Il rapporto tra dati, intelligenza artificiale ed equità è stato al centro del webinar “Dati FAIR: AI equa”, che ha collegato due impegni del 6NAP: l’IA equa e inclusiva e i dati pubblici aperti, riusabili e interoperabili. Il confronto ha evidenziato che l’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione non è solo innovazione tecnologica, ma una questione di governance pubblica, diritti fondamentali, accountability e fiducia.
Dati di qualità, accessibili, rappresentativi e governati sono stati indicati come prerequisito per sistemi di AI rispettosi dei diritti delle persone. Gli interventi hanno approfondito le raccomandazioni per un uso equo dell’AI, il rischio che dati e algoritmi amplifichino discriminazioni e bias, l’importanza della verifica umana e della trasparenza delle fonti istituzionali e la necessità di rendere effettivi i meccanismi di tutela per i cittadini rispetto alle decisioni automatizzate. In questo quadro, sono stati presentati i gemelli digitali urbani — strumenti digitali che integrano e analizzano dati sulla città per supportare decisioni, monitorare rischi e valutare scenari — richiamati quale banco di prova per un uso etico, trasparente e partecipativo dell’intelligenza artificiale nelle politiche pubbliche.
Inclusione, giovani, donne e imprese
Le politiche più inclusive, con particolare attenzione a giovani, donne e imprese, sono state al centro del webinar “Costruire il futuro: giovani, donne, imprese e governo aperto”, collegato all’Impegno 8 del 6NAP, ha richiamato il ruolo di trasparenza, partecipazione e collaborazione nel contrasto alle disuguaglianze di genere e generazionali.
Dal confronto è emersa l’esigenza di considerare giovani e donne non solo come destinatari delle politiche, ma come protagonisti attivi dei processi decisionali, dell’imprenditorialità e dello sviluppo dei territori. Gli interventi hanno legato partecipazione giovanile, accesso al credito, strumenti di sostegno all’imprenditorialità, dati aperti sull’imprenditoria femminile, esperienze del mondo cooperativo, percorsi di leadership, mentoring ed empowerment e indicatori per misurare i divari nelle organizzazioni. Nel complesso, le discussioni hanno mostrato come dati aperti, misurazione degli impatti, accesso alle opportunità e partecipazione civica possano contribuire a costruire politiche pubbliche più mirate, inclusive e capaci di generare fiducia e sviluppo.
Competenze per il governo aperto, un framework integrato per la pubblica amministrazione
Trasversale a tutti gli incontri è stato il tema del supporto alle competenze. Il webinar dedicato al framework delle competenze per il governo aperto integrato per la pubblica amministrazione ha permesso di delineare un ecosistema di metodi, strumenti e abilità, anche supportate da diverse iniziative a livello nazionale e locale.
In questa prospettiva, il governo aperto è stato illustrato quale politica trasversale che richiede competenze per agevolare i processi decisionali, includere interessi differenziati, ridurre le asimmetrie informative e proteggere le decisioni dal rischio di condizionamenti impropri. Durante l’incontro sono state illustrate le iniziative sullo sviluppo del capitale umano pubblico promosse dal Dipartimento della funzione pubblica, attuate attraverso il framework nazionale delle competenze, la piattaforma Syllabus e le altre iniziative formative in corso, e le esperienze della Scuola Nazionale dell’Amministrazione sui temi dell’integrità, dell’anticorruzione, del conflitto di interessi e del whistleblowing. Infine, la testimonianza di Roma Capitale ha evidenziato come comunità di pratica, patti di collaborazione e percorsi formativi possano contribuire a stabilizzare le pratiche partecipative dentro organizzazioni complesse e territoriali.