di Alessandro Delli Noci – Assessore alle Politiche Comunitarie, Innovazione tecnologica, Politche Giovanili, Politiche del Lavoro e Formazione professionale

Il Comune di Lecce, nell’ambito dell’assessorato all’innovazione tecnologica e Smart City e in linea con le politiche di Agenda Digitale 2020 sulla digitalizzazione dei processi nella P.A., ha avviato un percorso basato su un approccio bottom-up che parte dal rafforzamento delle conoscenze e competenze digitali del proprio personale amministrativo, si estende all’individuazione di fabbisogni della “macchina amministrativa” rispetto agli standard di digitalizzazione dei processi amministrativi e si sviluppa con il supporto di startup innovative, che possono offrire un ventaglio di opportunità e di servizi ancora troppo inesplorato.

Spesso si è detto che l’Agenda digitale è la vera scommessa su cui i Comuni si giocano il futuro. Ecco perché è necessario che si attivi una forte spinta dal basso per innovare i territori ma anche i processi interni alla PA.

Sappiamo bene che il cambiamento non è mai una condizione semplice da attuare, che è un processo lungo e complesso, che è molto più difficile da gestire che da definire. Se il processo si pone, poi, all’interno di una pubblica amministrazione, da sempre gravata da una mentalità fortemente burocratizzata, la sfida appare ancora più ardua ed infeconda.

In realtà, spesso, i luoghi comuni e i pregiudizi sulla PA, sui dipendenti pubblici e sulle loro incapacità di adeguarsi al rinnovamento, tendono ad oscurare una situazione diversa, molto meno rigida e macchinosa, fatta di progetti che si realizzano, di persone che ci credono, di mentalità che accettano di aprirsi alle possibilità e ai mutamenti.

Allo stesso modo è innegabile che le pubbliche amministrazioni sono troppo spesso lontane dal mondo dell’innovazione che viaggia a una velocità totalmente diversa e il tasso di alfabetizzazione digitale in primo luogo dei Comuni è ancora troppo basso.

Le innovazioni più importanti negli ultimi anni sono arrivate dalle startup o da PMI innovative che purtroppo hanno difficoltà ad accedere al mercato della PA a causa di vincoli burocratici, e sul mercato esistono soluzioni tecnologiche, offerte da grandi imprese, capaci sì di risolvere problemi reali delle PA ma con costi estremamente elevati.

Intendiamo, con il supporto di Italia Startup, avviare un processo di scouting di problemi e fabbisogni tecnologici del Comune di Lecce, ma non solo, creare un catalogo ed erogare voucher di co-finanziamento per PMI innovative che risolvono i problemi suddetti costruendo una soluzione nella logica living labs e creando così un prodotto di mercato nuovo riusabile in altri Comuni.

Il progetto si realizzerà partendo da un tour di 5 tappe (Milano, Bologna, Roma, Lecce, Catania) e l’output sarà costituito da linee guida per i regolamenti degli appalti comunali, in modo che siano aperti alle startup e dal catalogo di fabbisogni di innovazione e proposte di servizi da parte delle startup.

Siamo convinti che la città è open non solo se rilascia dati – da qui la famosa metafora della casa di vetro e trasparente – ma anche se è permeabile in ingresso alle contaminazioni dei cittadini, professionisti e imprese.

Siamo convinti che stiamo creando le basi per rendere le pubbliche amministrazioni più aperte all’innovazione, alle imprese giovani e innovative, alla trasformazione digitale.

E’ fondamentale che i cittadini partecipino alla consultazione pubblica per far sì che l’intuizione di pochi diventi una opportunità per realizzare di impatto innovativo e non solo di testimonianza.

Fino al 31 Agosto è possibile partecipare alla consultazione su questa azione lasciando un commento in questa pagina