Strumenti e aree dei progetti nei Piani d’Azione

Trasparenza e partecipazione attiva dei cittadini sono tra i principi cardini dell’Open Government Partnership (OGP), ai quali è possibile dare piena attuazione solo offrendo a tutti la possibilità di conoscere come si svolgono i processi decisionali e quali siano i soggetti che li influenzano, con la convinzione che quando governo, società civile e cittadini affrontano sfide e costruiscono risposte in maniera collaborativa, le soluzioni individuate rispondono meglio ai bisogni sociali e sviluppano soluzioni durature e risolutive.

Quest’anno OGP attende l’avvio di 100 Piani d’Azione per il governo aperto da parte dei Paesi aderenti: a dieci anni dalla fondazione e in un momento cruciale come la rinascita dopo la pandemia, è fondamentale che i Piani d’Azione nascano da un processo di co-creazione e riflettano i bisogni sociali. Su questi temi il Team Europeo di supporto OGP ha realizzato tre webinar di approfondimento per sostenere le comunità nello sviluppo di progetti trasversali, con la cooperazione di decisori, giornalisti, università, cittadini e settore privato.  Le maggiori aree di interesse nei progetti di riforma nei prossimi Piani d’Azione a livello globale sono:

  • trasparenza degli affidamenti pubblici: gli appalti aperti assumono maggior rilevanza in prospettiva di cospicui investimenti, come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) agevolando, ad ogni modo, il controllo sugli sprechi, sulle frodi e sulla corruzione;
  • open data e dataset di qualità: è importante rendere disponibili gratuitamente e in formato machine-readable i dati in possesso delle amministrazioni, anche tenendo conto del graduale adeguamento di tutti i Paesi alla Direttiva UE 2019/1024 sugli Open data;
  • coinvolgimento dei cittadini: lo spazio civico libero e i media indipendenti, in un contesto deliberativo, rappresentano la pietra miliare di una democrazia;
  • rappresentanza degli interessi e lobbying: molti Paesi e la stessa UE stanno lavorando per assicurare un processo decisionale più trasparente e inclusivo, mettendo al centro degli interessi le istanze degli utenti.

 

Rappresentanza degli interessi e lobbying in Italia

A questo proposito, l’Italia ha già in corso diverse attività che, con molta probabilità, saranno implementate nel prossimo Piano d’Azione. L’”Azione 5 – Regolamentazione dei portatori di interessi”, ad esempio, contenuta nello scorso IV Piano d’Azione Nazionale italiano per l’open government, sostiene la creazione di un’anagrafe unica, obbligatoria, pubblica e semplificata, di tutti i lobbisti, ovvero quei portatori di interessi che chiedono incontri con i vertici politici e amministrativi per rappresentare esigenze di settore, interessi di aziende private e interessi legati a beni comuni.

Altra testimonianza è l’azione relativa all’istituzione del Registro dei portatori di interesse, che permette di migliorare l’efficienza dell’azione pubblica, attraverso la divulgazione di metodologie e strumenti per la trasparenza dei processi decisionali: pubblicare gli incontri delle agende dei decisori e gli argomenti di discussione significa difatti rendere trasparente la relazione con i portatori di interesse e potenzialmente ampliare la gamma degli interessi rappresentati, facilitando l’accesso ai dati da parte dei cittadini.

Tra le esperienze italiane già realizzate a riguardo, sono esemplari  quelle del Ministero dello Sviluppo Economico, che ha introdotto il Registro della trasparenza nel 2016 e quella del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha istituito lo stesso Registro nel 2018. Per tale Registro, i cittadini hanno chiesto una rappresentanza equilibrata ed entrambe le amministrazioni hanno risposto agevolando contatti e comunicazioni diretti con gli organi di indirizzo politico-amministrativo, non solo per far conoscere ai decisori pubblici le informazioni sostanziali su problemi specifici e difficoltà di settore, ma anche per garantire una partecipazione attiva ai processi decisionali.